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LA MOSCA
(1842)
Un primordiale essere planetario.
La sua nascita, costituzione e vista microscopica.
La mansione di salvaguardare il pianeta Terra.
Dio svela la sua Vita intima.
2. Capitolo
Le zampe della mosca. Perché la mosca riesce a camminare su superfici lisce e verticali
1. Non sarà sfuggito ai vostri occhi, ed avrete già osservato spesso, come la mosca proceda zampettando sopra una superficie perpendicolare molto ben levigata, con le sue sei zampine, altrettanto velocemente quanto sopra una tavola che si trovi in posizione orizzontale.
2. Ma come, dunque, è ciò possibile a questa bestiolina, se si prende in considerazione che le sue zampe - quantunque ciascuna di esse finisca in due piccolissime branche appuntite - sono tuttavia oltremodo lisce?
3. Vedete, questo è già qualcosa di meraviglioso, qualora si rifletta che sopra una superficie perpendicolare e liscia non rimane attaccata nemmeno la più leggera lanugine, a meno che non si ricorra a qualche materia adesiva; come può dunque essere possibile questo alla mosca, senza l'aiuto di un mezzo simile?
4. Alcuni naturalisti molto diligenti hanno bensì trovato, tramite microscopi di potente ingrandimento, che la mosca e tutti gli animali della sua specie hanno fra le due branche terminali delle loro estremità una specie di campanellina vuota, molto elastica, di cui essi dovrebbero far uso come di un vero recipiente per la rarefazione dell'aria, e cioè nel seguente modo: se una mosca pone l'una o l'altra delle zampette sopra una lastra di vetro perpendicolare, essa assorbe dunque in sè l'aria che si trova nella campanellina: ecco perché la zampa munita della campanellina, ormai vuota d'aria, rimane strettamente aderente alla summenzionata superficie, costrettavi dalla pressione dell'aria esteriore che circonda la campanellina.
5. Ma per compiere questo, ogni mosca dovrebbe essere provvista allora di speciali pompe pneumatiche! E con quale rapidità quest'ultime dovrebbero venire attivate, da parte di qualche meccanico incredibilmente abile, per poter corrispondere pienamente alle esigenze della mosca durante il suo zampettio oltremodo rapido e quanto mai indeciso e capriccioso?
6. Vedete, una tal cosa non è tanto facile da concepirsi, quantunque la mosca sia effettivamente in possesso di tali campanelline all'apparenza pneumatiche! Ma, se essa non può mantenersi con le zampette sulla superficie in questione nella maniera supposta dai naturalisti, in qual altro modo può dunque spiegarsi la cosa? La risposta potrà essere ricavata molto facilmente dalla seguente esposizione.
7. Se avete osservato una mosca con molta attenzione, sia pure una volta soltanto, voi dovrete esservi accorti di certo che la mosca, in ogni punto del suo corpicino, è provvista di piccolissimi peluzzi e di altri minuscoli aculei a foggia di corna; anzi, perfino le sue due ali sono munite agli orli estremi d'innumerevoli pennucce appuntite a forma di raggi divergenti.
8. A cosa serve alla mosca tutto ciò? Vedete, noi ora avremo presto la desiderata risposta!
9. Questi peluzzi ed aculei non sono altro che dei veri assorbitori di elettricità, e quest'elettricità assorbita in tal modo dalla mosca, nella sua parte negativa - che è nello stesso tempo anche l'elemento d'attrazione o di concentrazione - affluisce ininterrottamente attraverso le zampette nelle già note campanelline; di conseguenza queste diventano avidissime di elettricità positiva. Ma, considerando che quest'ultima si accumula dall'aria di preferenza sulle superfici levigate, è naturalissimo che la mosca debba rimanere aderente ad ogni superficie levigata, qualunque ne sia la posizione, approfittando, a vantaggio del suo camminare, della particolarità, da lungo tempo ben nota, che polarità opposte si attraggono perpetuamente.
10. Vedete, questa è dunque la risposta alla domanda di cui sopra.
11. Ma voi direte: "Tutto ciò avviene per cause ed effetti del tutto naturali; dov'è dunque il miracolo?". Va da sè per altro che Io non posso darvi nessun'altra risposta se non questa: "Quanto più naturale vi sembra una cosa, tanto maggiormente ha in sè del prodigio", anche per il motivo che a colui il quale vuol considerarla nel Nome Mio, non deve apparire come un prodigio passeggero e perciò di poca utilità, bensì come un prodigio permanente e quindi utilissimo sempre ed in ogni tempo; giacchè, basta che ci riflettiate a un po' soltanto e dovrà poi risultarvi evidente quale dei miracoli abbia maggior importanza: o il passaggio degli Israeliti attraverso il Mar Rosso, oppure la continuità nel tipo di albero fruttifero, che produce oggi ancora la medesima frutta che produceva ai tempi di Adamo, oppure anche la nostra mosca, che oggi è ancora tale quale essa era moltissimi milioni d'anni prima di Adamo! Giudicate ora da voi stessi quale di questi prodigi sia dunque il maggiore ed il più importante!
12. Ha dunque ben maggior diritto di chiamarsi un prodigio il camminare di una mosca su di una superficie liscia ciò di cui ognuno può sincerarsi giornalmente, per quanto poco egli abbia mai valutato nel suo cuore un tale fenomeno che non il crollo delle mura di Gerico all'echeggiare delle trombe al comando di Giosuè, dal momento che tanto per la sua origine, quanto di più per la costanza nella sua riproduzione e per l'assoluta idoneità di tutte le sue parti vitali agli scopi a lei assegnati nonchè, più particolarmente ancora, per la sua duplice utilità finora del tutto ignorata, la nostra mosca merita già di venire qualificata come una Mia meravigliosa, sì, anzi una Mia sublime manifestazione.
13. Infatti, il primo prodigio accade tuttora ogni giorno in forme molteplici davanti ai vostri occhi, mentre del secondo, all'infuori che nella Sacra Scrittura, non vi è più traccia su tutta la Terra. Chi, per conseguenza, vuole trarre utilità dal prodigioso crollo di Gerico, deve anzitutto credere a questo abbandonandosi alla fede cieca, mentre in un giorno estivo egli viene afflitto da più di mille di tali altri sorprendenti prodigi di primo ordine, i quali tutti, e spesso anche in modo fin troppo molesto, lo ammoniscono: "Guarda, o superbo ed orgoglioso uomo, quante meraviglie viventi ha creato il Creatore grande e santo, profondendole con abbondanza intorno a te, e riconosci in maniera viva in te quanto vicino ti sta il Signore della Vita!".
14. Giudicate quindi una volta ancora da voi stessi quale di questi prodigi sia il più grande ed importante riguardo a voi stessi! Io sono dell'opinione che una mosca che ronzi al vostro orecchio, un grillo che strida, un passero che cinguetti ed una modesta violetta di primavera cantino, ad un cuore che comprende l'amore, un cantico non meno sublime e grandioso in lode Mia che Salomone in tutta la sua sapienza e magnificenza reale!
15. La sapienza di Salomone rappresenta bensì un grado elevato per coloro che si trovano pure nella stessa sapienza; ma nel cantico della vivente, così pure in quello della natura silenziosa, vi è più sublimità ed anche maggiori e sconfinate profondità che in tutta la sapienza del figlio di Davide!
16. E così la mosca, nel suo rapido volo, vi rivela meravigliosamente qual è la santa Forza che genera le vibrazioni delle sue ali leggere e che tramite loro porta l'animaletto meraviglioso, facendolo vagare gaiamente in tutte le possibili direzioni, in qua ed in là, in basso ed in alto, e sembra ripetervi in ogni momento: "Se già in me, minuscolo e spregiato animaletto, il santissimo Padre si compiace di operare in modo tanto infinitamente portentoso, cosa e quanto non farà Egli dunque per voi, Suoi figli?".
17. Non è questo sapienza maggiore d'ogni sapienza, ed un prodigio dei prodigi?
18. Ma solo l'ultima parte di questa comunicazione potrà svelarvi pienamente il miracolo; e così per oggi avete ricevuto del buono e del vero a sufficienza.
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