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IL GROSSGLOCKNER
LA PIÙ ALTA MONTAGNA AUSTRIACA
(1842)
Un trattato scientifico sulle montagne.
Le funzioni distributrici di energia elettrica e magnetica, di "coperchio" alle masse d'acqua sotterranee e di rotazione dell'aria attorno al pianeta.
La contemplazione della natura porta alla vera conoscenza di Dio.
INTRODUZIONE DEL SIGNORE
"Udite e poi vedete ed imparate!"
1. Miei cari figlioli, se volete seguirMi, seguiteMi completamente in ogni cosa; non rallegratevi di camminare per profondi valli, nè per gole e burroni, i quali sono ricolmi di insetti immondi, d'aria impura e non di rado tra chi vi dimora regnano le dispute, le liti, l'odio, ogni furto e maledizione reciproca, bensì venite lieti con Me su alture e montagne! Là vi sarà dato sempre di assistere ad una predica della montagna, o ad una Trasfigurazione, o al sentirsi sazi con poco pane, o ad una guarigione di lebbrosi, o ad una Vittoria contro le più violente tentazioni, o ad una Resurrezione dalla morte, nonchè ad una quantità grande di altre cose per voi di valore inesprimibile; conducete anzi con voi dei fanciulli e non vi mancherà occasione di riconoscere, con tutta chiarezza, la benedizione dei monti in loro!
2. Chi ha il corpo debole, non abbia timore delle montagne benedette, perché le loro cime sono circonfuse dell'Alito Fortificante degli spiriti della Vita. Davvero sulle montagne e sulle alture s'intrecciano parole beate che adornano le balsamiche vette d'aurei fiori dell'Amore eterno! Oh, considerate oggi gli abitanti delle montagne, e dite poi se non sono, per lo più, tali da svergognare grandemente i litiganti delle valli, dei villaggi, dei borghi e delle città! L'ospitalità cristiana soltanto sulle montagne dimora ancora nella sua purezza; la bella concordia non dimora affatto nelle città della pianura, nè nelle valli o nelle gole, - è sulle montagne soltanto che dovete cercarla, tanto fra le piante, quanto fra gli animali e non di rado pure fra gli esseri umani.
3. Se conoscete due persone che siano l'un l'altra nemiche, inducetele a seguirvi fin sulla vetta profumata di un'alpe e vedrete come i nemici spesso diventano amici. Il lupo, questo feroce animale avido soltanto di sangue, esso pure non di rado va sulle montagne alla ricerca di quell'erba che l'istinto gli dice che è per lui salutare, ma, così facendo, risparmia il gregge delle pecore belanti intente al pascolo.
4. Oh, riandate con il pensiero ai primi padri dei padri di questa Terra: essi tutti dimorarono sulle montagne! (vedi il Governo della Famiglia di Dio, vol.1, "la storia dei patriarchi"). Sul Sinai altissimo, Io diedi a Mosè le Tavole Sacre sulle quali, ad aurei caratteri di Vita eterna, erano impresse profondamente le libere Leggi per gli umani della immonda pianura.
5. E' superfluo che Io vi dica altre cose sulle montagne e sulla scuola dei veggenti ed annunciatori della Parola eterna da Me. Visitate di frequente i monti e su di questi trattenetevi volentieri; così vi sentirete sempre vicina la pienezza della benedizione dell'eterno Amore del Padre Santo. Il "Kulon" (un monte presso Graz), che già una volta vi ho consigliato, darà a colui che per amor Mio salirà fino alla verdeggiante cima ciò che un giorno il Tabor ebbe ad offrire a Pietro, a Giacomo ed al Mio Giovanni.
6. Però, notate bene, Io non dico "necessita" e nemmeno "si deve"; soltanto chi può e chi vuole segua Me, il Maestro e Padre suo, così allora egli ben presto apprenderà anche perché il Sermone del Cielo Io l'abbia dato al popolo stando su di un monte!
7. Il tempo è libero per voi; tuttavia quanto prima, tanto meglio; questa cosa notatevela bene, amen!
Questo vi dice il Padre Che è Santo e Che Ardentemente vi Ama; ascoltateLo, amen, amen, amen!
Capitolo 11
Il rafforzamento dell'animo e della vista interiore in montagna
1. (Il Signore:) <<Cosa predicano ed insegnano ancora le montagne?
2. Di quanto le montagne vanno ancora insegnando e predicando, di questo ciascun alpinista privo di pregiudizi può convincersi già di primo acchito, e può nell'animo suo intenderne molto chiaramente le parole che dovrebbero suonare così:
3. "Guardaci un po', o pellegrino della Terra ricoperto di polvere, e vedi come noi dalle nostre alte vette spaziamo libere e indipendenti con lo sguardo nostro su tutta l'ampia distesa delle creazioni di Dio! Un'atmosfera libera accarezza le nostre fronti ed il mite raggio del sole si infrange sui nostri dossi elevati! Qui non esiste pietra di confine che imponga al viandante: 'Fino qui e non più oltre!', bensì, dove egli pone il suo piede, dappertutto calca il suo proprio terreno. Perché su quel terreno dove lui è nato, è necessario pagare delle imposte, mentre noi siamo senza pietre di confine e per le nostre cime non viene sborsata imposta alcuna. Perciò tu, o pellegrino, sei su queste nostre alture perfettamente a casa tua!".
4. Che queste parole siano pienamente giuste, di questo chiunque può facilmente convincersi purché si dia la pena di salire su una simile alta regione di montagna. Come l'occhio suo va spaziando in una cerchia dall'ampio raggio visuale, così del pari l'animo suo spazia entro una vasta cerchia del sentimento, in questo modo i suoi pensieri si congiungono al sentimento, ed egli, che forse mai ancora ha pensato nel proprio cuore, percepisce allora per la prima volta la delizia, la dolcezza e la libertà dei pensieri del cuore, nonchè quanto questi giungono oltre all'orizzonte del comune intelletto.
5. Ma essendo questo il caso, non nè avrà immenso sollievo il misero capo, intorno alla cui fronte aleggeranno i liberi venti che spirano dall'alto regno degli spiriti? E non sarà a lui più familiare e più accogliente il luogo dove i raggi dell'intelletto, solitamente tanto ardenti, si rifrangeranno dolcemente per poi scendere soavemente nel cuore fattosi libero?
6. Dove si può, su queste alture, trovare una dogana dei pensieri, e dove un ufficio delle tasse di ciò che è libera proprietà dello spirito immortale? Dove è qui possibile imbattersi in qualche pietra di confine che vieta all'anima sensibile di procedere oltre?
7. Certo, il viandante libero da pregiudizi, purché non intraprenda una salita di questa specie con le orecchie otturate e con gli occhi bendati, imparerà cosa vuol dire essere libero nell'altezza dei propri pensieri e nella profondità del proprio sentimento, e come è bello quando due possono porgersi liberamente le mani, e quale fonte di beatitudine il pensiero a Dio quando il pellegrino Lo può apertamente confessare dal profondo del proprio cuore e Lo può Amare e adorare nel libero, immenso Tempio dell'Infinità!
8. DiteMi ora, quale è l'essere umano, per poco anche destato interiormente, che non si sentirà animato da questo santo sentimento trovandosi in un sereno mattino su di una sacra altura di questa specie?
9. L'uomo è bensì, anche trovandosi in pianura, capace di pensieri nobili e santi, ma in questo caso egli viene a trovarsi nelle condizioni di chi, avendo una discreta fame, si mette a leggere in un libro la descrizione di un sontuoso banchetto; ora non c'è dubbio che un tale preferirebbe cento volte trovarsi davanti ad una concreta pietanza che non a cento descrizioni di banchetti, anche una più bella dell'altra, dove però i suoi denti non hanno in nessun caso possibilità di esercitarsi.
10. Ma nello stesso modo avviene che su queste alture il sentimento e la percezione interiori sono più intensi e forti rispetto a quanto egli può sentire e percepire nella propria stanza, esattamente come più intenso e forte è un banchetto vero rispetto ad una descrizione dello stesso. Chi tra due uomini prova un sentimento più vivo: quello che conduce a braccio la sua vivente futura sposa, oppure quello che a regola d'arte l'ha descritta o magari dipinta, sia pure con i più bei colori? Certo chiunque si prenderà la vivente e lascerà che l'altro si tenga il suo dipinto o la sua descrizione!
11. E così è anche qui il caso! Su queste alture il viandante trova l'offerta ospitale di ciò che in pianura nessuno sforzo nè fatica è in grado di dargli. Di conseguenza è cosa assai buona ed utile, sotto ogni aspetto, non rimpiangere mai la fatica che può costare il salire più spesso possibile su l'una o sull'altra montagna, poichè il vantaggio che se ne ottiene è duplice e maggiore, giacchè, in primo luogo, con ciò tutti gli spiriti vitali naturali vengono rafforzati; tuttavia questo vantaggio è minimo, nonostante una salita in montagna sia migliore di dieci farmacie e di altrettanti medici fra i più rinomati. Di gran lunga maggiore invece è il vantaggio per lo spirito, perché là esso ottiene un rinvigorimento assai grande, più di quello che può avere dalla sua patria d'origine.
12. Chi di voi, se è salito su qualche montagna, non si ricorderà che fra i colossi alpini egli si è trovato più a suo agio e più a casa propria che non in una città per quanto anche così popolata?
13. Ma da dove proviene questo sentimento?
14. Basta che tu interroghi le montagne, ed esse, appunto, tramite questo sentimento ti risponderanno immediatamente: "Vedi, quello che il tuo sentimento interiore, sia pure come un presentire un po' vago, ancora ti dice è piena verità, perché qui sei veramente a casa tua, e precisamente entro la cerchia dei tuoi molti progenitori, i quali in modo corrispondente si trovano da lungo tempo qui, in stato di grande beatitudine!".
15. Ecco, anche queste cose sono le montagne ad insegnarle! Ma cosa predicano ed insegnano esse ancora? Udite, altre cose ancora esse sanno raccontare!
16. E per esporvi, con qualche maggiore particolare, quello che resta ancora, Io vi racconterò, anche a vostro profitto, una breve storiella che ha attinenza con simili fatti delle montagne.
17. C'era una volta un pio uomo, già molto avanzato negli anni. Quest'uomo aveva dovuto sottostare a moltissime prove, fra le quali una delle più gravi era stata quella che, ad eccezione della figlia ultima nata che aveva allora vent'anni, aveva perduto tutti gli altri figli nonchè la moglie che gli era molto cara.
18. Egli dunque viveva così solo con la sua unica figlia, dimorando in una casuccia ai piedi di una montagna di notevole altezza, e disponeva, oltre a ciò, di quel tanto di terreno che bastava per vivere modestamente lui e sua figlia assieme ad una vecchia serva e ad un non meno vecchio servitore.
19. Quest'uomo Mi pregava spesso ed a lungo in compagnia di sua figlia, ed in simili occasioni piangeva molto a causa dei suoi cari perduti, e sentiva a volte una brama ardente di poterli seguire.
20. Ora accadde che, dopo aver pregato e sospirato assieme alla figliola fin quasi oltre la mezzanotte di una sera di un sabato fino ad addormentarsi, la figlia sognò di trovarsi con il suo vecchio padre proprio sulla vetta massima di quella montagna. E, mentre lei tutta lieta guardava in lontananza intorno a sè, scorse ben presto una quantità di candide nubi che avanzavano verso la sommità della montagna e, quando queste nuvolette furono definitamente giunte sulla cima, essa s'accorse che veramente si trattava di esseri umani, i quali da principio si mantennero velati, ma ben presto essi si sciolsero dai loro veli, e i due, la figlia cioè ed il vecchio padre, con il cuore ricolmo di letizia, riconobbero in quegli esseri i loro cari defunti, dai quali la madre della giovane si avvicinò senza indugio al suo diletto consorte e lo accarezzò e lo abbracciò. Il marito, padre della figlia, piangeva per l'immensa gioia di questo beato rivedersi. Poi la madre si avvicinò alla figlia, la baciò e le disse:
21. "Mia cara figlia, così come tu ti trovi ora qui assieme a tuo padre, bisogna che voi due vi ritroviate pure qui domani nel pomeriggio, e domani vi sarà concesso vedere e sentire di più ancora d'oggi; ma non per questo dovete a casa trascurare qualsiasi cosa necessaria al buon ordine delle cose".
22. Dopo queste parole la figlia immediatamente si destò, e con il suo destarsi, destò pure il padre che ancora dormiva, e, poichè questo vide che il giorno stava per spuntare, rimase anche desto secondo la vecchia abitudine, si levò, si vestì e andò a svegliare l'altra gente di casa. Fatto ciò, egli ritornò nella sua stanzuccia dove trovò la figliola già vestita che stava dicendo la preghiera mattutina.
23. Egli benedisse la figlia, le diede un bacio e poi si pose egli stesso in ginocchio accanto a lei e fece le sue preghiere del mattino. Ma quando, terminata l'orazione, essi si levarono, la figlia abbracciò il vecchio padre e lo baciò con grande effusione e tenerezza in modo che a lui non sfuggì che la figlia era più del solito ricolma di serena letizia. Perciò egli subito le chiese: "Figlia mia diletta, com'è che tu oggi sei così tanto vivace ed allegra?".
24. La figlia però gli rispose: "Ma, caro padre mio, non hai sognato proprio nulla stanotte?".
25. E il padre rispose: "Ho bensì un vago ricordo di aver sognato qualcosa; ma cosa poi? Davvero mi sarebbe impossibile dirlo!".
26. La figlia allora raccontò al padre il suo sogno, che egli ascoltò con visibile grande commozione, ed, a racconto finito, egli così disse: "Odi, o figliola mia cara, quello che hai sognato noi lo tramuteremo oggi in realtà!
27. Perciò noi ora ce ne andremo adesso nella chiesa che non è molto lontana, assisteremo devotamente al servizio divino, poi ritorneremo subito a casa per il pranzo ed infine saliremo fin sulla cima del monte in compagnia del nostro vecchio servitore. Se noi partiamo un'ora prima di mezzogiorno, verso la terza ora del pomeriggio, potremo con tutta facilità raggiungere la vetta estrema della nostra splendida montagna, ed in questa occasione potremo altresì vedere anche, nel Nome del Signore, che cosa vanno facendo lassù i nostri due pastori ed il nostro bestiame, e se tutti sono sani ed in buone condizioni!".
28. Detto fatto, alle tre del pomeriggio la nostra famigliola si trovava già in cima al monte; ma come la figlia aveva visto in sogno, esattamente così anche allora lei, nella realtà, vide avanzarsi, verso di loro, delle nuvolette del tutto simili.
29. E come le nuvolette venivano man mano avvicinandosi, anche il padre le scorse e così pure il vecchio servo, e quando esse si furono raccolte tutto intorno alla sommità, si formarono immediatamente quegli esseri che si erano manifestati in sogno.
30. Quando il padre ebbe riconosciuto, così da non avere veramente alcun dubbio, i suoi cari defunti in quegli esseri che tanto amorosamente lo circondavano, scoppiò in lacrime di gioia e con tutto il fervore del suo cuore Mi ringraziò per avergli concesso ancora durante questa vita una beatitudine così grande.
31. Dopo questo rendimento di grazie però allo spirito suo venne aperta completamente la vista interiore. Ben presto egli potè contemplare tutta quell'altura trasfigurata e trasformata in un paesaggio celestiale, e vide le magnifiche dimore dei suoi. Da una di queste dimore, poi, egli vide uscire un uomo che aveva un grande seguito; e quest'uomo venne difilato dal nostro vecchio e disse:
32. "Vedi, mio caro figlio, dove sulla Terra tutto appare moto e vita, là in spirito regna la desolazione e la morte; dove invece sulla Terra appare come se la morte avesse per tutti i tempi compiuto il suo raccolto, là tanto più moto e vita c'è in spirito!
33. Ecco, sulle alte cime dei monti non prospera certo il grano, nè vi si possono trovare vigne, o frutteti, nè delle miniere d'oro, ma quello invece che vi si può trovare in spirito tu lo vedi ora rivelato in spirito dinanzi agli occhi tuoi, per la Grazia del Signore!
34. Con i piedi del tuo corpo tu calcherai ancora, per breve tempo, il suolo della Terra; durante questo tempo vedi di crescere nell'Amor al Signore, e là accanto alla mia dimora tu puoi vedere un secondo magnifico palazzo; quello è già destinato a te, ed ai tuoi per quando avrai abbandonato la vita temporale e sarai entrato nella Vita libera ed eterna!".
35. A queste parole il nostro vecchio riconobbe che chi gli parlava era stato il padre terreno; dopo questo riconoscimento anche la beata visione svanì. I nostri alpinisti serbarono di ciò il sentimento più vivente e beati, Mi ringraziarono e glorificarono per la Grazia loro concessa e poi fecero ritorno, lieti e fortificati nell'animo, alla loro patria terrena.
36. E così l'uomo, triste prima, trascorse il resto della sua vita terrena serenamente e con il cuore colmo d'amore e di gratitudine per Me; e, se tuttavia di quando in quando un senso di tristezza venne a turbargli l'animo, egli, per quanto le forze fisiche glielo permisero, sempre vi trovò rimedio rinnovando la sua visita alla sommità del monte di cui abbiamo detto, da dove anche sempre ritornò provvisto di fresche energie.
37. Vedete, anche di questa specie di storielle raccontano le montagne; se anche non per chiunque con parole percettibili, ma tanto più con una ben percettibile ispirazione nel sentimento dell'anima, e per mezzo di questa pure nell'amore dello spirito.
38. Se voi dunque, conoscendo ciò, data una buona occasione vi portate su di una qualche montagna di considerevole altezza, e là vi sentite pervasi da simili sentimenti, potete con sicurezza concluderne e dire: "Veramente questi sono dei sentimenti che soltanto possono nascere solo per sentirsi a casa! Come sono gradevoli e dolci, e quanto deve essere beata l'esistenza di coloro che già, per l'eternità, si trovano in questa Dimora della Pace!".
39. Perché voi potete, senz'altro, credere che questi sentimenti di beatitudine e di pace non sono dovuti esclusivamente alle alture come tali, bensì essi traggono origine dagli spiriti beati che vi circondano, i quali come Me vi hanno preceduti per preparare per voi una stabile dimora. Tuttavia, voi non dovete farvi di ciò un giudizio unilaterale e pensare forse che qui su questa o su quell'altra montagna sorga in spirito tali dimore! Bensì quanto ora detto vale in generale per qualsiasi montagna, sulla quale le pietre di confine del diritto di proprietà terreno sono ben distanti l'una dall'altra.
40. Di sentimenti simili voi potete certo percepirne già anche su delle colline di modesta altezza; però essi si fanno veramente viventi laddove l'accetta del boscaiolo non trova più nulla da fare.
41. Queste dunque sono pure delle altre cose che le montagne vanno insegnando e predicando. Quello però che esse ancora raccontano, insegnano e predicono, verrà spiegato, con molta chiarezza, nella penultima comunicazione; per oggi quindi il nostro compito è esaurito>>.
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