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LA TERRA
(1846-47)
La Terra è un complesso organismo vivente.
La causa delle maree e dell'estinzione dei dinosauri.
L'influenza delle stelle sugli esseri umani.
I rapporti fra il materiale e lo spirituale.
Dio insegna come superare i problemi della vita e vivere serenamente su questo "speciale" pianeta.
LA TERRA NATURALE
5. Capitolo
La costituzione interna della Terra
1. Se voi osservate un corpo animale, di qualunque specie esso sia, anche senza aver studiato l'anatomia del mondo animale-materiale, voi vedrete e comprenderete con facilità che il sangue ovvero gli umori vitali scorrono dentro tutte le vene ed i vasi di un corpo animale esattamente così come scorrono attraverso il vero cuore animale, e che in ogni parte del corpo la spinta, ovvero la pulsazione, si manifesta nell'istante stesso in cui essa avviene nel cuore propriamente detto; ora è facile constatare che, a questo scopo, in un corpo animale non c'è bisogno che ci sia più d'una forza agente, la qual unica forza è sufficiente per innumerevoli vene o vasi.
2. Non diversamente è il caso del cuore tellurico. Per mezzo della sua spinta o pulsazione, che si ripete di sei ore in sei ore, tutti i più svariati succhi che tengono stabile l'interno della Terra vengono fatti affluire in tutte la parti del corpo terrestre, e non c'è bisogno di una seconda, quarta o quinta forza di altro genere; quindi tutti i fenomeni aventi parte nel processo vitale del corpo terrestre dipendono tutti da questa unica potenza agente.
3. Flusso e riflusso, come pure altri simili fenomeni di dilatazione della crosta terrestre esteriore, ed i venti che vengono generati, hanno tutti qui la loro origine; giacchè a questo cuore tellurico è contemporaneamente affidato il compito che nei corpi animali è riservato ai polmoni, da cui poi risulta la spiegazione del fatto che il dilatarsi e successivo contrarsi, tanto regolare che irregolare del corpo terrestre, abbiano in ciò la loro sola ed unica causa.
4. Ma allo scopo di comprendere tanto più intimamente quello che è stato detto finora in generale sarà dunque necessario gettare per quanto possibile un breve sguardo alla costruzione interna della Terra, per poter con queste immagini giungere alla visione di come gli innumerevoli centri di gravità secondari, tanto nel corpo terrestre stesso quanto nei corpi animali, siano soggetti alla medesima forza d'impulso grazie all'unico centro di gravità principale.
5. Che aspetto dunque ha la struttura interna della Terra?
6. Per farsi un'idea un po' profonda della cosa, è necessario anzitutto comprendere bene come non soltanto la Terra, ma perfino ogni pianta ed ogni frutto, come pure ogni animale, e finalmente l'uomo stesso siano costituiti, per quanto riguarda il corpo, in certo modo da tre corpi.
7. Esaminiamo un albero; qual è la prima cosa che ci cade sottocchio? E' la corteccia, la quale in sè nuovamente si suddivide in corteccia esteriore, morta, ed in quella interiore, viva, chiamata anche alburno; tutto ciò costituisce il primo albero. Il secondo albero, del tutto differente dal primo, è quello che si conosce come legno solido, il quale è formato da una serie innumerevole di sottilissimi canali posti l'uno accanto all'altro in ordine perfetto. Questo è il secondo albero. Il terzo albero, il più interiore di tutti, è il midollo, formato di solito da un fascio di canali più larghi, completamente riempito di un tessuto cellulare spugnoso, dove le celle anzitutto succhiano gli umori del terreno, li depurano, e poi li spingono in tutti gli innumerevoli organi dell'altro albero usando la propria forza di estensione e di compressione.
8. Così voi avete visto come in un albero ne appaiono tre.
9. Osserviamo ora il frutto di un albero; qual è la cosa che per prima si offre alla vista quando si esamina per esempio una noce, una castagna, una ghianda o in generale un frutto qualunque? La prima è la buccia, che come la corteccia dell'albero si suddivide in due strati; poi segue il guscio di protezione che comunemente è la parte solida del frutto, e proprio dietro a questo guscio si trova la terza e principale parte del frutto nella quale sta ed opera veramente il cuore ovvero l'involucro del germe.
10. E adesso passiamo ad esaminare un animale. Quello che anzitutto in un animale può essere scorto da ognuno è la pelle, la quale rappresenta per così dire il primo animale, e che, se trattata secondo l'arte degli imbalsamatori, può raffigurare l'animale tutto intero. Internamente alla pelle, che spesso è di molti strati, c'è un complesso di ossa strettamente unito ad una massa muscolosa ed in parte cartilaginea, come la crosta dura in una noce o come la scatola cranica in una testa di animale. Dentro questo secondo animale ci sono le interiora, come ad esempio i polmoni, il fegato, la milza, gli intestini ed infine dentro questa parte più nobile dell'animale si trova il cuore stesso producente la vita; tutto ciò concorre appunto a formare il terzo animale, mediante il quale i due animali più esteriori ricevono nutrimento e vita per mezzo d'innumerevoli organi, canali e vasi, che partendo dall'animale interiore passano e si diramano nei due animali esteriori.
11. L'identico rapporto voi potete constatarlo nella struttura del vostro corpo stesso. Ma se volete ancora meglio persuadervi della cosa, prendete un uovo e troverete la medesima cosa; a dirla breve, voi potete esaminare una qualsivoglia pianta, oppure i sui frutti e i semi a vostro piacimento, od anche potete esaminare, come credete, individuo per individuo, tutto il regno animale, e sempre troverete dappertutto lo stesso rapporto.
12. Ma perché dunque tale rapporto è sempre costante? La risposta è molto facile, e da essa risulta pure quella ragione visibile per cui i figli somigliano ai genitori, ed i frutti ai semi fuor dai quali essi risorgono poi come semi a loro volta; il frumento per esempio è un seme, il quale, sparso nel terreno, riproduce come frutto nuovamente dei grani del tutto simili ad esso. Dunque tutti gli esseri corporei organici più o meno animati sulla superficie della Terra portano l'impronta tipica del corpo terrestre stesso.
13. Anche nel corpo terrestre la parte esteriore è in certo modo la corteccia morta, sotto la quale si cela un'altra corteccia già viva e sensibile. Ora, per fare un paragone, come la corteccia di un albero, quantunque talvolta piena di screpolature, non è tuttavia mai tanto morta da non poter offrire nutrimento bastante alla pianticella di muschio che cresce su di essa e come l'epidermide esteriore degli animali non è neppur essa mai tanto morta che innumerevoli peli e peluzzi e spesso anche dei piccoli parassiti non vi possano trovare il loro sufficiente alimento, così del pari anche la crosta esteriore della Terra, soltanto in certe circostanze morta o meglio insensibile, non è tanto morta che per mezzo di essa tutte le numerosissime piante e gli animali non possano trovarvi il nutrimento a loro confacente.
14. Internamente a questa crosta terrestre esteriore dello spessore di circa venti miglia tedesche, in qualche punto certamente anche meno spessa, comincia la seconda Terra; questa è la parte veramente solida del corpo terrestre, certo non dappertutto ugualmente solida, ma ciò nonostante in ogni suo punto abbastanza robusta e resistente da sostenere con la più grande facilità il peso della crosta terrestre esteriore che su di essa grava.
15. Dentro questa seconda Terra finalmente si trova la vera parte viva del corpo terrestre, ossia le viscere, fra le quali sta propriamente il cuore del corpo terrestre.
16. Come queste tre Terre si trovino unite assieme l'una con l'altra e come attraverso di esse agisca l'impulso cardiaco interiore, tutto ciò sarà oggetto delle nostre prossime considerazioni.
LA TERRA SPIRITUALE
59. Capitolo
Del piacere della carne e dei sensi
1. Voi sapete che certi individui tanto di sesso maschile quanto di sesso femminile sono invasati da brama carnale, mentre invece ve ne sono altri nei quali il senso carnale è quasi perfettamente ottuso; questi tali non si scompongono affatto anche se vengono posti dinanzi alla carne più attraente e lusinghiera. Un piede di donna, un braccio, un seno voluttuoso, che costituiscono i soliti richiami del sesso femminile per destare nei maschi l'impulso carnale, fanno non di rado su di uno non incline alla carnalità altrettanto poco effetto quanto ne potrebbe fare la vista di un ramo secco d'albero, mentre invece altri cui cadono sottocchio questi emblemi dell'attrazione femminile diventano frenetici. Certo, vi sono dei pazzi i quali possono talmente innamorarsi di un braccio femminile da perdere la ragione qualora non riescano ad ottenere la rispettiva donna in moglie, od almeno ad averla a disposizione per il temporaneo godimento carnale.
2. Ora il motivo di una tale inclinazione carnale, particolarmente quando si manifesta con molta violenza, è solitamente da ricercarsi nella possessione da parte di uno od anche di parecchi lussuriosi demoni della carne.
3. Ma come penetrano essi nella carne di un tale individuo? Ad ottenere questo sono gli uomini stessi che provocano le occasioni innumerevoli e senza misura; questi demoni della carne abitano anzitutto nelle bevande spiritose, nel vino ed anche nella birra, ma particolarmente nei distillati. Quando gli uomini si esilarano fortemente usando tali bevande, accolgono con queste nella loro carne certamente uno se non più di simili demoni, ma, quando questi si trovano nella carne, prudono negli organi genitali e li stimolano in modo così terribile che l'uomo non può fare a meno di soddisfare quel prurito mediante il sensuale godimento della carne con le donne oppure talvolta perfino con gli animali. Questi demoni carnali non sono naturalmente altro che anime impure di uomini defunti i quali a loro volta erano pronunciatamente dediti al bere od alla sensualità carnale. Essi entrano bensì nella carne di un uomo ancora vivente con dei propositi di miglioramento; però essendo stata la carne appunto il loro elemento, si sbizzarriscono in un tale individuo di cui si sono impossessati non di rado in maniera peggiore ancora di quanto l'abbiano fatto nella loro propria carne.
4. E sono appunto queste anime carnali di defunti, quando spadroneggiano troppo pazzamente nella carne e così sempre più vanno accendendosi nelle loro sozze voglie, quelle che per lo più causano anche le orribili e pericolosissime malattie cosiddette sifilitiche, ciò che dagli spiriti angelici tutelari viene concesso affinchè l'anima dell'individuo in questione non venga guastata del tutto nella frenesia furibonda della propria carne.
5. Dunque tali bevande spiritose costituiscono la prima via per la quale questi demoni della carne penetrano nel corpo degli uomini.
6. La seconda via, altrettanto pericolosa, sono i pubblici divertimenti di danza, dove voi potete senz'altro ammettere che in un ballo od altro spettacolo simile, si trovano presenti sempre almeno dieci volte tanto di anime impure e sensuali invisibili quanti sono gli ospiti visibili radunati al trattenimento di danza. Per questa via esse penetrano con la massima facilità nella carne che in queste occasione è molto eccitata, e perciò eminentemente atta ad accogliere tale sozza ciurmaglia d'anime. Per questa ragione anche i frequentatori di balli hanno dopo il trattenimento una vera ripugnanza per tutto ciò che è elevato e nobile, la qual cosa può venire osservata facilmente nelle città, particolarmente fra gli studenti, giacchè non di rado degli studenti di solito diligentissimi, dopo un ballo invece di pensare ai loro libri vanno continuamente accarezzando la visione del niveo collo, del seno, del braccio e degli occhi della propria compagna di danza, e la loro mente quasi non può occuparsi d'altro che dell'oggetto il quale ha procurato loro tanto piacere durante il ballo.
7. Più d'uno studente pianta perciò addirittura gli studi; qualcuno invece di studiare le scienze, studia il modo di guadagnarsi senza indugio un pane per poter al più presto possibile formare il paio con la sua diletta danzatrice, e che vada pure come vuole andare; e, se anche una simile coppia riesce davvero a formare una coppia matrimoniale, il risultato è che una unione di questa fatta finisce con somigliare tanto poco ad un vero matrimonio quanto la notte al giorno.
8. I primi tempi per una tale coppia trascorrono unicamente nel soddisfacimento della brama carnale, finchè in breve tempo quasi tutti gli specifici destinati a produrre energia generativa vengono dissipati completamente; poi sopravviene comunemente il totale infiacchimento della carne, e particolarmente degli organi genitali. In simili casi il demone carnale che dimora in tali individui cerca di suggerire all'anima, specialmente attraverso i reni, di rivolgersi a della carne forestiera; ciò ha per conseguenza che ben presto la donna viene a nausea all'uomo, e viceversa l'uomo alla donna. Essa comincia gradatamente a cercarsi degli amici di casa giovani, ed egli solitamente esce la sera in cerca d'aria fresca, a meno che essendo benestante, non intraprenda qualche viaggio allo scopo di un più igienico cambio d'aria. Così la faccenda tira innanzi, fino a che con il tempo ad una simile coppia matrimoniale viene tanto a noia lo stare assieme che ricorrono al divorzio o addirittura si piantano rinunciando perfino al cerimoniale giudiziario. Può però accadere anche, qualora si tratti di una casa dalle abitudini un po' più distinte ed aristocratiche, che tra marito e moglie si venga ad un accordo nel senso che ciascuno, per quanto concerne il sollazzo carnale, si riserva di fare ciò che gli pare e piace. Simili fenomeni, i quali attualmente sono quanto mai all'ordine del giorno, sono unicamente i frutti dei trattenimenti di danza, e la conseguenza dell'ossessione da parte dei maligni clienti della carne già nominati.
9. Questa possessione non si manifesta però da principio mai con quella violenza come nei casi in cui simili spiriti impuri si sono insinuati nella carne mediante le bevande spiritose. In quei casi gli spiriti delle bevande alcoliche vengono facilmente espulsi mediante una fervente preghiera dell'anima, per opera del costei spirito, dopo di che può subentrare nuovamente nella carne lo stato normale. Invece le possessioni procurate dai pubblici trattenimenti di danza non sono così facili da eliminarsi, ed a tale scopo si esige molto digiuno, molta preghiera e abnegazione perché l'anima sempre più si congiunga con il proprio spirito, e perché quest'ultimo, agendo poi mediante l'anima, scacci la mala genia dalla dimora dell'anima.
10. Ma si domanda: "Dove si può trovare adesso un ballerino od una ballerina disposti a mettersi per questa via?". Di solito essi già durante e dopo il ballo divorano cibo più di prima, intendendo così fortificarsi, mentre in realtà ciò non vuol dire altro che garantire al demone carnale vitto ed alloggio vita natural durante con la propria anima e con il proprio sangue.
11. Più d'uno di questi eroi del ballo d'ambo i sessi quando hanno accolto in sè simili spiriti in troppo gran numero, anche per quanto riguarda il corpo vanno velocemente incontro alla loro rovina, perché, quando questi mostriciattoli carnali non trovano posto nelle reni e nei genitali, essi stabiliscono la loro dimora nella milza, nel fegato ed anche nei polmoni, ma laddove un simile immigrato dall'Inferno fissa la sua dimora, egli in certo modo uccide la carne, e le conseguenze sono poi l'indurimento della milza e del fegato, e nella milza l'etisia, la consunzione, oppure, se due o più si sono gettati sui polmoni, può seguirne la cosiddetta tisi galoppante.
12. Io ve lo dico dunque e voi potete senz'altro credere:
13. "La maggior parte delle malattie negli uomini derivano da simili inquilini infernali, ai quali essi stessi preparano la via che conduce nella loro carne".
14. Questi sono perciò veri figli del mondo, e molti cominciano già in gioventù a frequentare la scuola dell'Inferno; ma affinchè essi non si accorgano di dar ricetto nella loro carne ad ospiti estranei della più sozza specie, questi spiriti tentano di predisporre, per quanto è possibile, alla sensualità non soltanto la carne di coloro che li ospitano ma influiscono anche sull'anima, in modo che questa cominci a compiacersi grandemente di ogni tipo di cose mondane.
15. Una di queste cose mondane è per esempio la moda. La carne provocante deve essere avvolta a seconda della moda, i capelli arricciati, l'epidermide strofinata con unguenti profumati, e negli individui maschi non deve mancare l'infernale mozzicone in bocca; molti sono gli scimuniti adoratori della moda, i quali non appena possiedono qualche denaro, sprecano fumando non di rado in una sola giornata quanto basterebbe a dieci poveri per comperarsi del pane a sazietà.
16. Ma sapete voi ancora quale significato abbia questa moda del fumo? I mali inquilini si danno ogni premura di abituare già durante la vita terrena l'anima alle esalazioni ed al fetore dell'Inferno, affinchè dopo l'uscita dal corpo essa non si accorga così presto della loro pestilenziale presenza, ed affinchè non abbia a percepire troppo presto qualcosa, quando questi eccellenti camerati la conducono inosservati al terzo Inferno.
17. E' bensì già stato detto che ogni anima immediatamente dopo la morte viene anzitutto accolta dagli angeli, dinanzi ai quali la mala compagnia deve sgomberare senza indugio il posto. E questo avviene senza dubbio anche nel nostro caso; sennonchè una simile anima non resta continuamente in compagnia degli angeli, ma viene posta da questi in una situazione tale che le viene reso possibile completarsi o, per parlare più chiaramente ancora, essa viene posta in un luogo dove, mediante una certa operosità libera, può nuovamente acquistarsi quegli specifici che sono necessari alla propria integrazione che essa durante la vita su questo mondo ha dissipato.
18. Un simile luogo è poi quello dove la pessima compagnia degli spiriti carnali può nuovamente avvicinarsi inosservata ad una tale anima. Dato però che questi esseri infernali già per un'anima anche solo relativamente un po' più pura emanano un fetore assolutamente pestilenziale e l'anima stessa facilmente si accorge della loro presenza, avviene nel caso da noi citato che spesso le facoltà olfattive dell'anima sono tanto corrotte da non percepire l'avvicinarsi di quegli esseri; perché dalla facoltà visiva non c'è molto da sperare poichè l'anima in primo luogo ha troppo poca luce e poichè la vista dell'anima procede ad ogni modo dall'interno cosicchè essa può vedere soltanto ciò che è in lei, ma non quello che è fuori di lei.
19. Ora questa specie di spiriti si trovano al di fuori di una simile anima, e perciò l'anima non li vede; invece a mezzo dell'olfatto essa può percepirli e può esattamente stabilire la loro ubicazione, e fatto questo, essa può ritrarsi ed accostarsi al proprio spirito il quale all'istante la illumina, con che essa può vedere subito dove si trovano i suoi nemici e quali sono le loro intenzioni. Quando gli infernali però scorgono la faccia dell'anima fuggono a precipizio, perché uno spirito infernale tutto può sopportare facilmente ma non l'occhio di un'anima pura, molto meno naturalmente quello di un angelo, e per proteggerli dall'occhio Mio vengono chiamate le montagne a ricoprirli.
20. Da tutto ciò voi potrete facilmente rilevare perché Io Mi sia già ripetute volte accalorato contro l'abominevolissima usanza del fumare; nello stesso tempo avrete appreso da questa importante comunicazione in qual modo sorga nell'uomo lo smodato appetito carnale, a dove questo possa condurre e come gli uomini possano anche con certa facilità preservarsene. Prossimamente dunque passeremo a considerare un'altra questione molto notevole, e ne dedurremo il "Notabene" del caso.
60. Capitolo
Del demone del gioco e l'educazione moderna
1. Un'altra categoria di uomini ha già fin dalla giovinezza una particolare inclinazione ad ogni tipo di giochi, la qual cosa deriva da un gravissimo errore di educazione. Essi non possono impiegare il tempo in nessun altro modo se non con giochi e trastulli. Questa propensione ai giochi viene destata da genitori sciocchi e miopi fornendo già a fanciulli piccoli continuamente una quantità di cosiddetti giocattoli, allo scopo di poter mediante questi farli star quieti se sono proprio piccini, e per spronarli con questi stessi giocattoli ad una qualche attività se sono un po' grandicelli.
2. Per smerciare simili giocattoli vi sono nelle città perfino degli appositi negozi e, peggio ancora, vi sono addirittura mercati e fiere nelle quali tali sciocchi prodotti vengono offerti in vendita nell'assortimento più svariato possibile, e non di rado sotto le forme più scandalose.
3. Ecco, questa è un nuova sorgente ed una nuova via per la quale le male anime di uomini defunti s'insinuano nella carne di simili fanciulli.
4. E le conseguenze quali sono? Questi fanciulli vengono dagli spiriti che abitano in loro incitati a chiedere sempre di più e sempre nuovi giocattoli; ed i figli di più d'un genitore possiedono tanti giocattoli da costituire già un discreto capitale. I fanciulli si sprofondano allora in questi giochi e non hanno quasi più sosta e pace per pensare a qualcos'altro. I maschietti hanno dei cavalli di legno, elmi di carta, schioppi e sciabole di latta; però quando sono cresciuti essi vogliono avere dei cavalli viventi invece di quelli di legno, e dei veri fucili in cambio degli schioppi di latta; perché è certamente necessario che un giovanotto prima di tutto impari a danzare, a cavalcare, a tirare di scherma ed a nuotare. Neppure qualche esercizio di tiro alla pistola non può nuocere. Oltre a ciò va da sè che un giovane cavaliere, come voi dite, prima ancora di conoscere la propria madre lingua bisogna che impari a masticare un paio di lingue straniere moderne, che possa poi naturalmente leggere con competenza il giornale di mode, che già da giovanotto si abitui ad infilare le mani in guanti glacè molto ben stretti così da far sembrare le dita altrettanti bastoncelli rigidi, e beato colui che già da piccolo può figurare quale primo in qualche ballo di fanciulli, nel qual caso manca poco che i genitori di un simile genio si ammalino talvolta dalla gran estasi, ma in ogni caso ci sono lacrime di gioia in abbondanza. Ora queste lacrime, quali specifici, causano all'anima quello strano effetto che consiste in questo: poichè queste lacrime hanno dovuto prendere congedo dagli occhi in maniera tanto ridicola, esse cercano di rifugiarsi poi negli orecchi della stessa anima, e perciò sono appunto gli orecchi che tradiscono allora un inconsueto enorme allungamento.
5. Simili figli non di belle ma di perdute speranze, avviati nella vita da tali genitori dotati di una asinaggine davvero superlativa, non possono diventare che bellimbusti vanitosi i quali nulla sanno perché nulla hanno mai appreso di tutto ciò che avrebbe potuto sia pure in minima misura arricchire il buon patrimonio intellettuale dell'anima loro.
6. Ma affinchè un bellimbusto di questa specie riesca perfetto, è anche necessario che già nei primissimi anni della sua vita egli conosca a fondo tutti i nobili giochi, riguardo ai quali oggigiorno si può aver sottomano perfino degli scritti e degli stampati contenenti gli ammaestramenti più indicati ed utili - per l'Inferno ben s'intende - e addirittura profonde considerazioni filosofiche.
7. Certo, molto meglio sarebbe sapere qualcosa di storia e neanche la geografia guasterebbe; citiamo queste, perché dell'Evangelo è meglio non parlare perché al mondo non si possono dare che dei consigli mondani, poichè quelli divini non fanno per lui.
8. La storia e la geografia potrebbero almeno avvicinare un po' tale individuo a quello che è divino, mentre essi, per effetto dell'educazione moderna poc'anzi descritta, vengono incamminati integralmente senza grazia nè pietà per la via più diritta che conduce nel profondo dell'Inferno. E tutto ciò in conseguenza del <<demone del gioco>> che già nei primissimi anni di vita ha preso possesso della carne e vi si è radicato; ora questo demone è uno fra i più ostinati e tenaci, perché egli riunisce in sè la passione del gioco, la smania di essere ammirati, la permanente avidità dei piaceri, la brama materiale del guadagno e con questa la mal celata ambizione. Questo demone è il più difficile a cacciarsi fuori dalla carne umana, e non vi esce quasi in nessun altra maniera se non in quella come vi è uscito da Giuda Iscariota, il quale tuttavia era di gran lunga migliore del meno peggiore bellimbusto vanitoso del tempo moderno.
9. Non diversamente il sesso femminile viene esso pure guastato talmente che non di rado l'anima già di una cosiddetta dodicenne assomiglia perfettamente ad un Proteo dalle molte forme. Una signorina di questa fatta è già nella culla una modista, perché a questo scopo essa possiede già parecchie bambole di cui cura la pettinatura ed a cui confeziona delle vesti nuove, badando oltre a ciò a far apprendere a loro certi atteggiamenti come li vede raffigurati in qualche giornale. Inoltre essa deve naturalmente cominciare a parlare il francese oppure l'inglese; quanto a pregare nessuno neanche alla lontana ci pensa. Anche il maestro di ballo riceve ben presto il suo bel da fare, e dopo di lui il maestro di pianoforte e di disegno.
10. Così facendo ed applicando a dovere i sistemi d'istruzione, dalla bambina in culla capace appena di soffiarsi il naso salta fuori una bambina prodigio e, quando questa è alta solamente cinque spanne, essa diventa già un angelo se non addirittura una dea.
11. Va però da sè che, non già per la religione come tale, ma per il "bon ton"
(galateo)
in una simile casa il catechista deve assumere la parte del mentore.
12. Allorché una simile fanciulla ha raggiunto il tredicesimo o quattordicesimo anno viene già acconciata secondo le prescrizioni del più reputato giornale di mode, e viene introdotta nel cosiddetto gran mondo, nella qual occasione certamente altre lacrime di gioia scorrono dagli occhi dei genitori, qualora una simile figliola presentata per la prima volta nell'alta società vi abbia riscosso l'ambito applauso.
13. Questa figliola, si capisce, nonostante il mentore catechistico, non conosce di solito neppure un testo della Sacra Scrittura, nè il Padrenostro nè i dieci comandamenti; perché la preghiera è senza dubbio qualcosa di volgare, e non vi è posto per essa fra la cosiddetta genuina "haute volèe"
(società bene).
Qui anzitutto si bada solamente al portamento, all'atteggiamento ed all'incedere, se questi sono conformi alle prescrizioni del giornale; dopo di ciò ha pregio una nuca bene in mostra, un bel viso, delle mani bianche, morbide e paffutelle, e se mai di più ancora un piede ben formato, proporzionato ed adorno; così pure non lieve importanza ha il fatto che una simile ragazza sia o meno versata nella nobile arte del flirt. Certamente, a conclusione, è necessario quanto mai che, come voi usate dire, il suo abito sia sceltissimo. A queste condizioni un simile ultramoderno esemplare di lusso della "haute volèe" femminile è bell'e pronto.
14. Quale felicità sarebbe, così s'illude più d'una testa d'asino, potere ottenere in moglie uno di questi esemplari di lusso femminile! Sì, davvero proprio beato sarebbe un tale asino; perché il suo esemplare di lusso potrebbe almeno infondergli in breve tempo la persuasione supremamente modesta di essere egli un gran somaro sul serio, ed in secondo luogo che il suo inebriante esemplare di lusso femminile altro non è che un sepolcro imbiancato, ovvero una statua dorata esteriormente il cui legno interiore non vale neanche un centesimo.
15. Ma quale è la causa di una simile degenerazione? Questa causa è stata già indicata prima; è la possessione ad opera di un cosiddetto demone del gioco, il quale si permette di fare dell'umanità quello che i fanciulli, specialmente le ragazzine, fanno con le loro bambole.
16. Non sarebbe meglio, se si vuole proprio assolutamente che i bimbi abbiano dei giocattoli, che si desse loro per giocare oggetti tali che potessero in un modo o nell'altro avere rapporto con la Mia fanciullezza su questo mondo? Con ciò si coltiverebbero nei fanciulletti dei buoni impulsi, e fattisi più grandicelli, essi si informerebbero con lieta curiosità riguardo ai particolari delle cose e degli avvenimenti, e circa il significato e gli scopi dei loro balocchi. In tali condizioni un vero catechista avrebbe poi certamente un lavoro quanto mai gradito nel curare la piantagione di una giovane vigna e ne raccoglierebbe in breve dei frutti meravigliosi.
17. Così invece si batte la via perfettamente opposta; ed invece che per il Cielo, il bimbo già nella culla viene ammaestrato per l'Inferno, il quale di solito finisce con il trionfare.
18. Di questo calibro è la gente che per lo più viene indirizzata all'Inferno, perché questi tali si ritengono molto buoni e giusti e, secondo i loro concetti, del tutto virtuosi per il mondo; pensare ad un ravvedimento è cosa vana. Il ravvedimento non sarebbe, secondo l'idea di questi tali, che un regresso ed una decadenza dai loro raffinati costumi.
19. Un ladro o un assassino può provare il pentimento, un fornicatore, un adultero ed anche un beone può, date certe circostanze, venire condotto al punto da poter constatare la sua immensa stoltezza, nel qual caso gli si può dire: "I tuoi peccati ti sono perdonati; va ora, e non peccare più!". Ma che cosa si dovrebbe dire a questi rappresentanti del gran mondo raffinatissimi, orgogliosi e colmi di superbia? Essi si reputano giusti ed estremamente civilizzati, ed osservano le leggi della convenienza e del buon gusto; soccorrono anche i poveri quando le convenienze lo permettono, frequentano anche le chiese, naturalmente nelle occasioni in cui soltanto il mondo elegante usa darvisi convegno, assistono pure a qualche predica, purché il predicatore sia un uomo di buon gusto e sappia svolgere il suo tema con un po' almeno di elegante teatralità e che naturalmente possegga anche una voce gradevole e sia di bella presenza. Della predica certamente non si fa gran chè caso; se però essa è conforme alla moda ed al buon gusto, il predicatore può farne senz'altro un'edizione elegante in dodicesimo, e può dedicarla a qualche cospicua dama. In questo caso questa predica rende al predicatore almeno alcuni zecchini, oppure talvolta anche un avanzamento di carriera, ed al libraio, non già per la predica in se stessa ma per questione di moda ed in omaggio alla nobile dama, qualora ad essa sia dedicata, procura un non disprezzabile smercio. Certo, chi la compera non si propone punto di rileggerla, ma di arricchire la propria biblioteca e nulla più.
20. Però da tutto questo si vede quanto sia difficile o addirittura impossibile indurre simili esseri al ravvedimento, perché con loro c'è sul serio da rimettervi, come voi usate dire, tanto il battesimo come l'olio santo. Nel mondo degli spiriti ci vorrà molto per ricondurre queste individualità sulla via della Vita, giacchè, per quanto possa sembrarvi incredibile, questi tali hanno a schifo il Mio Nome, ed Io Stesso costituisco per loro o un assoluto nulla, ovvero tutt'al più un povero moralista dei tempi andati, la quale morale però anch'essa non ha ormai più alcun valore, dato che a Parigi ne hanno inventata una molto migliore.
21. Nel mondo degli spiriti, dove naturalmente non sono ammessi i giornali della moda parigina, spira poi certo un altro vento; è sempre senza dubbio un vento di Grazia, ma per tali anime esso odora peggio della peste, e perciò anche essi fuggono molto tempo prima via da un luogo dove essi sospettano di poter incontrare un simile vento di Grazia. Io ve lo dico: "Da questa classe di uomini molti saranno quelli che finiranno sommersi fra gli escrementi di Satana, vale a dire tra quella ultima immondizia o scoria materiale destinata ad intraprendere con il proprio centro quell'ultimo viaggio che voi già conoscete".
22. Queste notevoli cose sono chiarissime, e sotto vari aspetti sono per voi già molto istruttive, sarebbe quindi inutile volerne parlare ancora di più, considerato ciò, prossimamente tratteremo di altra cosa pure molto importante.
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