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IL VESCOVO MARTINO
1847-48
La vita errante di un vescovo, amante della bella vita e delle donne.
La sua morte, l'ingresso nell'Aldilà e la sua rinascita a "figlio di Dio".
21. Capitolo
Sciocca pretesa filosofica del vescovo Martino.
Un miraggio di coscienza amabile, cordiale e divinamente serio.
1. Parla il vescovo Martino: <<Amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi sarebbe già buono se solo si sapesse come lo si deve fare! Infatti, Dio si deve amare con l'amore più puro e possibilmente anche il prossimo allo stesso modo; ma da dove uno come noi dovrebbe prendere un tale amore? E come dovrebbe destare in sè questo amore?
2. Io conosco bene il sentimento dell'amicizia e conosco anche l'amore per il sesso femminile, conosco pure l'interessato amore infantile verso i genitori; solo l'amore dei genitori verso i loro figli io non conosco! Può forse l'Amore divino somigliare ad una specie dei tipi di amore sopracitati, i quali si basano tutti su fondamenta impure, considerato che sono sentimenti rivolti a semplici creature?
3. Sostengo perfino che l'uomo - come essere - può amare Dio, il suo Creatore, nella stessa misura in cui un orologio ama il suo costruttore! Poichè per far questo ci vorrebbe la massima libertà divina, di cui si possono vantare al massimo gli angeli più liberi, per poter amare Dio degnamente per via della Sua Santità! Dov'è l'uomo che sta sul gradino più basso, più sconsacrato, e dove la più piena libertà divina?
4. Dovrebbe solo piacere a Dio farSi amare dalle Sue creature come esse si amano tra di loro: come i bambini i genitori, oppure come il giovane la sua bella amata, o come un vero fratello verso l'altro, oppure come un uomo povero il suo benefattore estremamente disinteressato, o come un reggente il suo trono, o come ogni uomo se stesso!
5. Per far questo però manca l'oggetto visibile, anzi, perfino la facoltà di poter immaginare in qualche modo questo sublimissimo Oggetto! Quale aspetto ha Dio? Chi degli uomini Lo ha visto? Chi Gli ha parlato? Come si può amare un Essere di cui non ci si più fare la più minima idea! Un Essere che non esiste storicamente, ma soltanto nel mito sotto differenti descrizioni misticamente poetiche, le quali sono ovunque sature di un'aspra morale arcaica e giudaica!>>
6. Gli rispondo Io: <<Amico, Io ti dico che con questo vaniloquio insensato non potresti lavare nemmeno un filo del tuo sporco abito! Nel mondo hai avuto abbastanza oggetti! C'erano poveri in quantità, vedove, orfani e una massa di altri bisognosi! Perché non hai amato loro ed avevi abbastanza amore di amare te stesso sopra ogni cosa?
7. I tuoi stessi genitori li hai amati soltanto per via dei doni; ma se ti davano troppo poco, hai augurato loro niente di più che la morte, per poi ereditare i loro averi!
8. I tuoi parroci subordinati li amavi se ti inviavano sistematicamente delle ricche offerte, se però queste non arrivavano, diventavi per loro uno spietato tiranno!
9. Le pecore ricche che davano molte offerte le benedicevi; le povere invece, che potevano offrire poco o niente, venivano da te servite con l'Inferno!
10. Le vedove le amavi solo se erano ancora giovani, belle, ricche e se si prestavano a tutto ciò che ti era gradito, e la stessa cosa dicasi per le prosperose orfanelle dai 16 ai 20 anni!
11. Vedi, con un amore così formato è naturalmente impossibile elevarsi alla contemplazione e all'amore spirituale dell'Altissimo ed agli oggetti degni di ogni amore!
12. Avevi il Vangelo, il più elevato insegnamento di Gesù il Cristo, quale scuola principale della vita; perché non hai provato, almeno una volta nella tua esistenza, a mettere in pratica almeno un testo, affinchè tu apprendessi poi di chi fosse questo insegnamento?
13. Non vi sta scritto: "Chi ascolta la Mia Parola e la mette in pratica, quegli Mi ama; a lui verrò ed anche Mi manifesterò!".
14. Vedi, se avessi provato a praticare su di te soltanto un testo, ti saresti ben convinto che, in primo luogo, questo insegnamento viene da Dio e, in secondo luogo, avresti contemplato Dio come oggetto visibile come molte migliaia di uomini che erano più piccoli di te!
15. Così sta anche scritto: "Cercate e troverete; chiedete e vi sarà dato; bussate e vi sarà aperto!". Hai mai fatto tu qualcosa di simile?
16. Vedi, poichè non hai mai fatto qualcosa di questo genere, allora non hai mai potuto giungere ad una visualizzazione spirituale di Dio. E' perciò molto insensato da parte tua se per questo non trovi nessun amore per Lui, poichè per te non è mai divenuto un oggetto; Egli infatti avrebbe dovuto divenirti tale se ti fossi dato da fare pur minimamente per questo scopo!
17. Ma ti chiedo anche con quale immagine avresti tu potuto concepire Dio col tuo sudicio amore, un'immagine che avrebbe avuto la capacità di strappare al tuo cuore di pietra alcune scintille per vivificare appunto tale immagine di Dio in te? Vedi, tu taci, ma te lo voglio mostrare!
18. Ascolta: Dio per te dovrebbe essere del più bel sesso femminile e dovrebbe attribuire a te la forza più grande e lo splendore ancora più grande, ed accanto a ciò permetterti anche di unirti con le più belle fanciulle con una potenza virile che mai si indebolisca, e voler per te tutto ciò che la tua forza di immaginazione ti presenti come cosa piacevole e concederti, alla fine, addirittura la Divinità, affinchè tu potessi sfruttare a tuo piacimento tutta la Creazione infinita.
19. Vedi, solo sotto una tale visione di Dio come oggetto visibile la Divinità ti sarebbe stata gradita. Ma sotto l'immagine del povero Gesù crocifisso il concetto di Divinità ti era insopportabile, disprezzabile, anzi ripugnante!
20. A queste condizioni devi ora certamente chiedere come si debba amare Dio, e precisamente con amore purissimo degno di Lui! Il motivo è, come dimostrato, sempre e solo quello: non hai mai voluto riconoscere Dio e neanche amarLo! Perciò non hai fatto nulla per timore che uno spirito migliore avesse potuto entrare in te e ti avrebbe portato all'umiltà, all'amore per il prossimo e da qui alla vera conoscenza e al vero amore per Dio!
21. Vedi, questa è la vera ragione, secondo la quale ora chiedi come si debba e si possa amare Dio! Ma poichè tu già non ami i tuoi fratelli che vedi e che non vuoi comunque amare, come potresti riuscire ad amare Dio che ancora non vedi, perché non Lo vuoi vedere?
22. Vedi, noi due siamo ora i tuoi più grandi amici e fratelli, e nonostante ciò nel tuo intimo ci disprezzi continuamente anche se ti vogliamo aiutare, e questo lo scorgiamo in te fino all'ultima tua fibra! Perciò cambia atteggiamento nel tuo cuore! Inizia ad amare noi, tuoi benefattori; allora troverai, anche senza la tua stolta filosofia, la via che conduce al Cuore di Dio, come è giusto e conveniente! Così sia!>>.
23. Parla di nuovo il vescovo Martino: <<Sì, sì, Dio mio, hai ragione; vi amo e vi apprezzo oltremisura per la vostra saggezza e per la forza, amore, pazienza e costanza che le sono compagne! Potresti, mio carissimo amico, parlare con me in modo che io non veda sempre il mio essere degno solo di maledizione in tutta la sua pienezza e gravità; in questo modo sarei già da tempo innamorato di te! Ma proprio per la durezza acuta delle tue parole il mio essere accumula una specie di timore piuttosto che amore per te e per il tuo amico Pietro! Perciò parla con più indulgenza con me, ed io ti amerò con tutte le mie forze!>>.
24. <<Amico>> - gli rispondo Io - <<cosa pretendi da Me? Vuoi che non te lo conceda nella massima misura, senza essere per questo pregato da te? Credi che solo un adulatore sia un amico? O credi forse che ti sia amico colui che per timore reverenziale non osi dire in faccia a qualcuno la verità? Oh, ti sbagli di grosso!
25. Tu sei uno in cui non si trova un solo capello buono! Nessuna opera d'amore orna il tuo capo! Se hai fatto qualcosa che al mondo appariva amorevole, in realtà era tutta presuntuosa malvagità. Perché tutto il tuo agire non era altro che malignità politica, dietro la quale si nascondeva qualche piano occulto per la brama di potere!
26. Se davi a qualcuno una misera elemosina, doveva venirne a conoscenza pressochè tutto il circondario. Dimmi, era questo secondo il Vangelo dove si dice che la destra non deve sapere cosa fa la sinistra?
27. Se davi a qualcuno un cosiddetto buon consiglio ecclesiastico, era sempre concepito in modo che alla fine le acque dovevano affluire al tuo mulino!
28. Se ti sei mostrato affabile lo facevi solamente per imprimere ben bene la tua levatura a colui che stava sotto di te!
29. Se il tono del tuo discorso era soave, volevi solo ottenere ciò che le sirene cercano di ottenere con il loro canto e le iene con i loro lamenti dietro i cespugli! Sei sempre stato un predatore vorace!
30. Per farla breve, come già detto, in te non si trovava nessun capello buono, e ti trovavi già completamente all'Inferno! Dio, il Signore, ha avuto misericordia di te, ti ha afferrato e vuole liberarti da tutti i legami con esso! Credi forse che questo sarebbe stato possibile senza mostrarti come sei fatto?
31. Oppure non hai mai visto sulla Terra che cosa fanno gli orologiai con un orologio guasto se questo deve ritornare ad essere buono ed usabile? Vedi, lo smontano nelle più piccole parti di cui è composto, esaminano con precisione ogni pezzettino e lo puliscono, drizzano ciò che è storto, limano il rilievo ed aggiungono là dove manca qualcosa, e alla fine assemblano di nuovo l'opera affinchè torni alla sua funzione! Credi forse che un tale orologio guasto potrebbe funzionare se l'orologiaio pulisse solo ben bene l'esteriore, ma lasciasse l'interiore così com'è?
32. Ugualmente sei anche tu un orologio, nel quale non vi è sano nemmeno un dente di un ingranaggio! Se devi essere migliorato, anche tu devi essere smontato in tutto il tuo essere deteriorato! Tutto deve essere messo fuori alla luce dell'eterna Verità incorruttibile, affinchè tu possa contemplare te stesso e vedere che cosa in te e di te è del tutto guasto!
33. Quando hai riconosciuto tutti i tuoi mali, solo allora può essere usato il raschietto, la lima, la pinza, ed infine anche la spazzola per pulire e lucidare, per formare da te nuovamente un uomo nell'Ordine di Dio. E cioè un uomo del tutto nuovo; il tuo essere attuale, così com'è ora, è del tutto inutilizzabile!
34. Visto che faccio tutto questo per te, dimMi: non merito il tuo amore?>>.
22. Capitolo
L'umile autoconoscenza del vescovo Martino ed il risveglio del suo amore. Il paesaggio modificato. Il palazzo ed il suo sudicio interno.
1. <<Sì, sì>> - risponde il vescovo Martino - <<hai proprio ragione, amico carissimo! Solo ora mi si aprono veramente un po' gli occhi. Sento anche vero amore in me; sì, ti amo ora di tutto cuore! Oh, lascia che ti stringa al mio cuore, perché ora vedo come ero malvagio e stupido ed ancora lo sono, e che vuoi farmi veramente del bene! O tu magnifico amico, ed anche tu, mia prima guida, perdona la mia grande e grossolana cecità!
2. Ma, ma, cosa succede? Dov'è andato a finire il mare? E dov'è andata a finire la nostra barca? Qui è tutto asciutto; quale bellissimo paesaggio! Ah, questa campagna meravigliosa, questo stupendo giardino, e là, dove si trovava la capanna, si trova ora un palazzo di una bellezza mai vista! Sì, come, come è successo questo?>>
3. <<Vedi fratello>> - gli rispondo Io - <<questo è sorto solo da una piccolissima scintilla di vero amore per noi, fratelli ed amici tuoi! Il mare dei tuoi peccati si è prosciugato insieme a tutti i cattivi effetti, ed il fango del tuo cuore è stato trasformato in terra fertile. La misera capanna della tua conoscenza è stata trasformata da questa scintilla d'amore in una sontuosa dimora.
4. Ma, per quanto possa apparire tutto magnifico, non si scorge ancora da nessuna parte un frutto maturo e buono da mangiare. Tutto somiglia ancora molto all'albero del fico che non aveva frutto nel momento in cui il Signore aveva fame.
5. Perciò, ora bisogna essere molto attivi e lasciare agire liberamente il risvegliato amore, in maniera che questi alberi presto potranno portare dei frutti. Poichè, vedi, come tutto cresce e matura nel mondo alla luce e al calore del sole, così anche qui tutto cresce e matura alla luce e al calore del cuore dell'uomo! Questo cuore è il sole di questo mondo per l'eternità!
6. Presto si presenteranno molte occasioni in questa tua migliorata condizione per tenere occupato il tuo cuore e per estendere e rinvigorire la sua forza. Più lo fai agire nell'amore, più benedizioni vedrai nascere in questa regione!
7. Vieni ora con noi in questa casa, là dentro parleremo dei particolari del tuo nuovo stato. Da lì scoprirai molto presto una quantità di occasioni che terranno completamente occupato il tuo cuore. Vieni dunque fratello, seguici. Così sia!>>.
8. Siamo già nel palazzo, il cui interno non è proprio tanto magnifico quanto il suo esterno. Anche il vescovo Martino ne è un po' sorpreso, tanto da non potersi trattenere dal fare la seguente ironica osservazione:
9. <<No, ma questo mi sembra preparato solo per fare bellavista! Dal di fuori palazzo da re, dall'interno da pezzente! Chi ha fatto questo l'ha pensata male! Sembra che l'edificio non sia stato terminato all'interno, bensì sia rifinito solo all'esterno per fare bellavista.
10. Cari amici, devo confessarvi apertamente che avrei preferito un milione di volte di più la precedente capanna! Ah, quanta sporcizia vi è ancora all'interno di questo palazzo! Ascoltate, io che amo in assoluto la pulizia, non riesco quasi a sopportare questo sudiciume!
11. Amici, cari amici, vi prego, torniamo subito all'aperto con le sue meraviglie! Perché in queste stanze sudicie non sarei in grado di avere un pensiero virtuoso, e potrei peggiorare anzichè migliorare, perché ho una particolare avversione al sudiciume!>>.
12. <<Ascolta, caro fratello ed amico>> - gli rispondo Io - <<vedo bene che l'interno del palazzo non è di tuo gradimento. Ma devi anche ammettere che l'interiorità del tuo cuore, che corrisponde a questa costruzione, può piacere a Dio, il Signore, altrettanto poco quanto queste stanze impure piacciono ai tuoi occhi!
13. Nel mondo hai sicuramente sentito dire, tra le fiabe pagane, anche quella delle dodici fatiche di Ercole, cioè fatiche che questo eroe ha dovuto sostenere per essere annoverato tra i mitici dei? Tra queste fatiche c'era anche quella nota della pulizia della stalla!
14. Che cosa ha fatto questo mitico eroe? Vedi, ha deviato tutto un fiume fino alla grande stalla e questo ha portato via tutta la sporcizia dalla stalla in un tempo prodigiosamente breve!
15. Io però ti dico: "Allo stesso modo devia anche tu un intero fiume d'amore verso la stalla dei vecchi peccati del tuo cuore, così un fiume simile ce la farà al più presto a pulire questo da tutto il sudiciume!".
16. Quando stavamo ancora in mare, che era composto dai flutti dei tuoi stessi peccati, è bastata una scintilla o una goccia di autentico amore perché il mare si prosciugasse ed il fango si trasformasse in terra fertile!
17. Questa piccola scintilla che è stata generata soltanto dalle Mie Parole, cioè per mezzo di una via esteriore, ha potuto toccare solo l'esteriorità del tuo cuore e purificarlo solo dall'esterno.
Ma la sua interiorità è rimasta così com'era: una vera stalla di Augia, che può essere pulita solo da te stesso.
E ciò, come detto sopra, per mezzo di un intero fiume di vero amore per noi, tuoi fratelli e più grandi amici ed anche per coloro che presto ti compariranno qui davanti ed occuperanno il tuo cuore!
18. Guarda fuori dalla finestra: cosa vedi ad una certa distanza da qui, verso mezzanotte?>>.
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