Jakob Lorber













  
Condividi






















IL GRANDE TEMPO DEI TEMPI
(1841)

   
145.

[Il Signore:] «Mio caro Pathiel, solo adesso hai del tutto indovinato!
Questa è la più grande di tutte le Mie grandi Opere d'Amore [e cioè] che Io, il Dio infinitamente ed eternamente grande, cammino con i figli
anzi Io Stesso, come Padre amorevolissimo, tratto con i peccatori, Io, che sono certamente santo, santo, santo attraverso le eternità, e sto tuttavia vicino ai peccatori per accompagnarli tutti là dove Io Stesso sono andato per compiere l'Opera più grande per lottare con la morte stessa come Signore delle eternità. Oh guardate voi angeli tutti, uomini, mondi, Lune e Soli!
L'Opera più grande è che Io dimoro abitualmente presso i piccoli figli!



146.

È una cosa facile creare innumerevoli eserciti di Soli,
è una cosa facile punire i pigri con l'annientamento,
è una cosa facile chiamare [alla vita] ogni specie di esseri [attingendo] da Sé,
tutto questo è facile da risolvere al Dio ultrapotente;
non bisogna fare altro che esprimere solamente la santa Volontà ed ogni spazio invilupperà subito in sé innumerevoli esseri.
Ma dare la libertà agli esseri creati dal Mio Amore
e liberarli Io Stesso dalla pressione della Mia eterna Potenza,

e a causa di questo diventare, quale Dio, un uomo sul pulviscolo di mondo,
e morire perfino miseramente! [ebbene questo lo] testimoni di Me la fede come l'Opera più grande!