Jakob Lorber
















  
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DONI DEL CIELO
   (Volume 3)
    (1840-1864)


   533. Capitolo
L'imperatore Costantino, al concilio di Nicea, pretese che venisse redatto un unico Vangelo, che poi venne chiamato "Il Nuovo Testamento". Sulle successive manipolazioni del "Nuovo Testamento" da parte della Chiesa romana e sulle aggiunte di assurdi Precetti e Sacramenti. Sulla seconda Venuta del Signore preceduta da una fase di purificazione della Terra - con guerre, rincari e fame, pestilenze fra gli uomini e gli animali, terremoti, inondazioni e fuoco. Chi verrà salvato da tale tremendo Giudizio.

1. Io ti ho già fatto notare ieri una quantità di altre piccole contraddizioni che si incontrano nei tre Vangeli di Matteo, Luca e Marco. E voglio fartene notare alcune altre ancora che hanno messo radici nelle diverse comunità in un tempo successivo, non solo fra questi tre noti evangelisti, ma anche molto più fra una quantità di altri successivi divulgatori della Mia Dottrina, sia ebrei, sia anche pagani, i quali venivano pure chiamati evangelisti. Queste contraddizioni si sono radicate a tal punto che già a neppure trent'anni dopo Me, a causa della diversità delle affermazioni negli scritti su di Me, sono sorte vere e proprie guerre e altre risse fra cui già quella al tempo di Nerone a Roma tra i molti ebrei cristiani e i cristiani paolini di origine pagana. Queste ultime sono scoppiate con tanta ostilità che sembrò necessario a Nerone di sterminare a Roma il grande e preponderante numero degli ebrei cristiani insieme a una buona parte della città da loro abitata, e perfino di non risparmiare quei romani che portavano apertamente in vista, in un certo qual modo come segno di riconoscimento, il vessillo del cristianesimo ebraico.

2. Ma perfino anche questa crudele persecuzione degli ebrei cristiani da parte di Nerone ha dato poco frutto. Infatti in seguito, sotto i successori di questo imperatore, gli ebrei seppero tuttavia introdursi di nuovo clandestinamente a Roma e fecero di Roma una seconda Gerusalemme, così come i greci fecero di Costantinopoli. E come ciò fu avvenuto, specialmente la Gerusalemme romana (Roma) divenne sempre più potente e si fabbricò - in parte dai Vangeli ebraici e in parte però anche assumendo le antiche usanze del Tempio di Gerusalemme e anche quelle dei pagani romani - ciò che concerneva il pontificato romano.

3. I romani erano perciò in possesso di tutti i possibili Vangeli ebraici, così come degli antichi Scritti ebraici e anche dei Vangeli pagani, e vi preposero certi eruditi padri della Chiesa che furono i principali fabbricanti dei dogmi romani. Questi dogmi però erano spesso diametralmente opposti ai Vangeli greci - e ciò tanto più facilmente e tanto maggiormente in quanto il pastore-capo romano non aveva niente di più pressante da fare che inviare i suoi missionari anche ai greci. Questo, 300 anni (325) dopo Me, aveva provocato fra i credenti una tale confusione che allora molti dei greci cominciarono di nuovo ad erigere gli altari e i templi pagani e a portarvi (nei templi) le loro offerte sacrificali alla dea Minerva, al dio Apollo, a Giove e a Cerere.

4. L'imperatore Costantino, che di per sé era un fervente cristiano, decise di porre dei limiti a queste assurdità convocando nella città di Nicea, sede principale delle più differenti opinioni sulla fede, un grande concilio a cui fu invitato anche il vescovo di Roma che aveva autorità sugli altri. Costantino stesso assunse la presidenza e mostrò loro le cattive conseguenze che ultimamente erano dovute insorgere dalla grande diversità di fede su Cristo.

5. Egli dunque propose loro di esaminare interamente sia i molti Vangeli scritti, sia ancor più quelli tradizionali (1), e disse che dai molti Vangeli che si contraddicevano completamente l'un l'altro ci si dovesse servire esclusivamente di un unico e solo, e cioè quello di Giovanni. Ciò affinché i cristiani divenissero uniti nella fede e non si perseguitassero più così tanto come animali feroci a causa della diversità di credo, e per evitare che i pagani ritornassero di nuovo al loro antico paganesimo piuttosto che rimanere così sotto una dottrina simile, di cui pur con la migliore conoscenza e buona volontà non si poteva più apprendere da nessuna parte ciò che era vero e giusto.

6. "Se infatti - [così egli sosteneva] - nella Dottrina cristiana c'è stato un qualche Fondatore, deve essere stato solo Uno che ha tramandato agli uomini anche una sola Dottrina. E questa unica Dottrina deve avere un unico senso e un unico Spirito. Così invece c'è già da molto tempo una grande quantità di Vangeli scritti, e una quantità anche maggiore di quelli tramandati di bocca in bocca, ognuno dei quali parla del suo proprio Cristo particolare, il quale non ha la minima somiglianza con gli altri Cristi.

7. Di conseguenza saranno da rigettare completamente tutti i molti Vangeli, ad eccezione di uno che dovrebbe essere ben il più antico". E [continuava a dire Costantino] che nel caso in cui questo non fosse stato approvato dai vescovi, lui allora si sarebbe distaccato totalmente dal Cristianesimo, e ovunque nel suo grande impero avrebbe fatto ristabilire l'antico paganesimo che di per sé, nonostante i molti dèi, era molto più unito di un tale frastagliato Cristianesimo.

8. Allora i vescovi greci gli suggerirono che i nomi di Matteo, Marco e Luca risalivano essi pure al primo tempo dei Cristiani e non comparivano eventualmente doppi, oppure anche molte volte, sotto l'unico e stesso nome di un evangelista. E l'imperatore vi acconsentì, a condizione che in più si dovesse tenere in considerazione anche l'insegnamento di Paolo, l'apostolo dei pagani, e con esso si spazzassero via tutti gli altri Vangeli.

9. Gli si fece bensì notare che anche Paolo nel suo insegnamento non era rimasto sempre uguale, e ai pagani scriveva tutt'altre lettere che agli ebrei, e le une non erano pienamente simili alle altre nel senso e nello spirito. E Costantino disse che questo non aveva alcuna importanza, poiché Paolo aveva tuttavia dimostrato più di tutti, con parole e azioni, che lui non predicava un falso Cristo, ma solo Colui il cui Spirito gli aveva dato in modo miracoloso, davanti a Damasco, l'incarico di vero apostolo.

10. Dopo una più che trentennale valutazione, finalmente si rigettò tutto quanto tranne i quattro Vangeli ancora presenti, insieme agli Atti degli Apostoli di Luca e alle lettere di Paolo, e ad alcune poche lettere di pochi vecchi apostoli di Cristo, con l'Apocalisse di Giovanni. Tutto questo fu scritto in quest'ordine in un Libro e, in seguito alle due Lettere di Paolo agli Ebrei, esso fu chiamato "Il Nuovo Testamento". Il Libro fu poi accettato da tutti i vescovi, ma nei successivi cento anni venne tuttavia di nuovo risistemato in modo da mettere l'evangelista Giovanni in fondo, e Matteo, Luca e Marco furono messi prima, e anche nei capitoli e nei versetti si fece un piccolo cambiamento, e si stabilì ovunque in quale giorno festivo fosse da presentare al popolo l'uno o l'altro Vangelo(2). A questo i greci si attengono ancora al giorno d'oggi, così come qualche altra setta cristiana.

11. Roma tuttavia ha fatto per sé una propria suddivisione, e in tempi successivi ha fabbricato per il popolo un breve Estratto del Vangelo per le domeniche e i giorni festivi. Roma inoltre ha proibito al popolo nel modo più severo di leggere il Vangelo intero, così come gli antichi Libri degli Ebrei, e ha addirittura punito con la morte i trasgressori di questo comando.

12. In questa maniera è sorto l'attuale Nuovo Testamento e a poco a poco fu anche accettato come tale dai cristiani circa milletrecento anni fa. Esso però ricevette, specialmente ad opera dei vescovi romani, ancora svariati cambiamenti, e fra l'altro anche delle aggiunte arbitrarie, come si possono vedere e riconoscere nella Vulgata romana, specialmente dalle esegesi(3) provenienti dai padri della Chiesa romani. E qualunque persona che pensi solo un po' lucidamente si può presto accorgere di quale spirito siano figlie tali aggiunte.

13. Vi compare particolarmente un tale insegnamento supplementare, secondo cui le anime dei defunti devono dormire fino al giorno del Giudizio, insegnamento che si indicava con l'espressione greca psicopanechia - cioè sonno delle anime.

14. Questo insegnamento però si mantenne solo fino a quando un papa non introdusse il Sacrificio della Messa romana che sussiste ancora oggi, e con ogni pompa lo spiegò ai cristiani romani in questo modo: Che esso, come sacrificio incruento, aveva pienamente la stessa forza e potenza come allora il Sacrificio cruento di Cristo sulla Croce, e che dunque Cristo in questa maniera Si sacrificava in Cielo a Suo Padre in modo miracoloso per i veri credenti cristiani della Chiesa romana, e che un cristiano osservante che si fosse fatto leggere un tale Sacrificio per la sua santificazione, portando una (necessaria) piccola offerta di questo mondo, immediatamente dopo la morte del corpo poteva essere risvegliato da Cristo, senza un lungo sonno dell'anima, ed essere chiamato alla felicità eterna. E se il cristiano non fosse stato del tutto perfetto, egli poteva far offrire per sé parecchi di questi Sacrifici, e con ciò sfuggire alla dannazione eterna, e dopo una piccola purificazione nell'Aldilà, nel cosiddetto Purgatorio, giungere tuttavia in Cielo.

15. Così il dogma del sonno delle anime, mantenendo il quale il Sacrificio della Messa di nuova invenzione non avrebbe reso nulla, a poco a poco andò esso stesso a dormire, così come quel dogma addirittura ridicolo, il quale insegnava(4) seriamente che Dio aveva creato solo una minima parte degli uomini per il Cielo, la maggior parte di essi invece per l'Inferno.

16. Entrambi questi stolti teoremi con il tempo sono stati alla fine abbandonati del tutto, ma in compenso sono stati introdotti i noti cinque precetti della Chiesa e alcuni Sacramenti di nuova creazione che Io non ho bisogno di dirvi in particolare, dato che ognuno li riconosce facilmente da sé.

17. Sebbene in tal modo la Dottrina cristiana, su stretto consiglio dell'imperatore Costantino, fosse stata molto semplificata, tuttavia è rimasta in essa una quantità di inutile spazzatura, nonostante le vagliature spesse volte permesse e intraprese, ognuna delle quali ebbe come conseguenza il distacco di una certa setta. Con questo sono sorti poi di nuovo parecchi Cristi, i quali fino a questo momento si pigliano l'un l'altro per i capelli quali reciproci acerrimi nemici.

18. Perciò ora deve avvenire l'ultima e più grande vagliatura e, come ho già osservato prima, la macchina vagliatrice si chiama: la scienza.

19. I Cristi avversari devono andarsene insieme a tutti i loro vani sostenitori affinché l'unico Cristo predicato da Giovanni compaia fra gli uomini e vi possa prendere dimora.

20. Questo comporterà bensì ancora qualche dura e difficile battaglia, da cui però proprio i veri seguaci di Cristo non hanno nulla da temere, perché essi saranno fortificati in tutto in molti modi; da qui poi anche agli altri, finora meno credenti, si accenderà una luce che essi non saranno più in grado di spegnere.

21. Ed Io, il Signore, che per bocca di Giovanni(5) avevo detto a voi queste cose, visiterò la Terra in tutti i luoghi e in tutti i punti con ogni genere di giudizi e di calamità, come con guerre violente, con grandi rincari e fame, con ogni tipo di pestilenze fra gli uomini e gli animali, con grandi terremoti e altri sconvolgimenti terrestri, con grandi inondazioni e anche col fuoco. Però i Miei li conserverò nell'amore e non dovranno soffrire di alcuna mancanza.

22. Chi però ora, in questa Mia seconda Venuta, cercherà in qualunque modo e luogo di perseguitarMi, costui Io saprò estirparlo della Terra.

23. Ma per quanto riguarda ancora le altre contraddizioni nei quattro presenti Vangeli, esse si perderanno già da sé in "Giovanni"(6), e Io per questo, come ho detto, aggiungerò ancora alla fine una Mia propria Appendice, con cui tutto ciò che è inesatto sarà riconosciuto completamente a fondo.

24. E così accontentatevi per il momento di quello che vi ho dato e lavorate diligentemente al "Giovanni"; poiché in esso giungerete ancora ad una sovrabbondanza di luce interiore. Ma se qualcuno di per sé ha qualcosa che vorrebbe sapere, allora egli può chiedere, e Io così sarò pronto a dargli in merito una breve e chiara luce. Amen.



1 Della tradizione orale. [N.d.T.] [torna]
2 Il cosiddetto antico ordine delle pericopi. [N.d.T.] [torna]
3 spiegazioni. [N.d.T.] [torna]
4 dottrina della predestinazione. [N.d.T.] [torna]
5 Apocalisse di Giovanni. [N.d.T.] [torna]
6 Si intende "Il Grande Vangelo di Giovanni", 10 vol., dettato al mistico Jakob Lorber. [N.d.R.] [torna]