Jakob Lorber

















  


















La posizione della Terra nell'Uomo cosmico

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La posizione della Terra nell'Uomo cosmico

Messaggiodi gmc72 il 22/01/2009, 20:39

(dal libro LE DODICI ORE, cap.12)
LA POSIZIONE DELLA TERRA NELL'UOMO COSMICO

Descrizione del figlio perduto (Lucifero) materializzato nel grande Uomo cosmico. La Terra si trova nel dito mignolo sinistro dell’Uomo cosmico. Il figlio perduto (Lucifero) rientrerà nella grande Casa paterna attraverso la rinascita di ogni singolo essere che lo compone. L’immenso Uomo cosmico è piccolissimo rispetto a un figlio di Dio. La Divinità quale sede dell’Ira di Dio. L’unico scopo di ogni
essere umano è quello di diventare “una cosa sola con Dio” e poi vivere con Lui nel Suo eterno Amore.


1. Dopo che, nell’undicesima ora, abbiamo accompagnato e illuminato il figlio perduto, dal suo inizio fino alla sua fine, e abbiamo calcolato il tempo e quasi stabilito l’ora che dovrà testimoniare del suo tramonto, vogliamo un po’ vedere, in questa dodicesima ora, dove e come questo figlio perduto, umiliato da cima a fondo, rientrerà nella grande Casa paterna.
2. Ma per comprendere pienamente questo, non è solo sufficiente che abbiamo un po’ osservato quel granellino di polvere di un mondo, chiamato Terra, ma avendovi Io dato in più a questo scopo, nella “camera obscura” dello spirito a voi nota, un già citato piccolo dispositivo, occorre dare ancora una volta uno sguardo un po’ più esteso a questa camera attrezzata a nuovo. Io però vi dico anticipatamente di prepararvi, perché questa visione vi farà comprendere ciò che ogni uomo ha
ignorato fino a questo tempo. Grazie a questo nuovo dispositivo, anche la tabella dovrà venire un po’ ingrandita in modo naturale, per accogliere un’immagine così grande, e dovrà assumere una posizione verticale invece di quella precedente che era orizzontale.
3. Vedete ora, il nostro approntamento è ultimato; rivolgete dunque i vostri sguardi sulla tabella ingrandita e subito scorgerete in essa la grande immagine. Infatti solo in questo unico ed esclusivo modo è possibile portare davanti ai vostri occhi in una sola immagine la Creazione infinitamente ampia.
4. Ora guardate con attenzione solo sulla tabella, ed appena Io pronuncerò la parola “Epheta”, potrete vedere in essa l’immagine grandiosa. E dunque ora che i vostri occhi sono rivolti là, Io dico: “Epheta!”.
5. Ora, cosa dite di questa immagine? Dunque, voi vedete su questa tabella né più né meno che la chiara figura di un uomo, i cui fianchi sono appena coperti da alcuni cenci ed i cui capelli arruffati cadono dalla testa fino ad oltre la metà del corpo. Penserete che in tale immagine non ci sia nulla di particolare da vedere, tranne che essa è raffigurata su questa tabella in una forma colossale. Tra l’altro, un esperto disegnatore di figure avrebbe potuto abbozzare una tale immagine con un colore
biancastro su una tabella nera; ed Io non posso dirvi nient’altro a riguardo se non che la vostra deduzione immediata ha la sua esattezza, e se volete riflettere un po’ più profondamente, scorgereste ben presto in questa immagine biancastra la figura del “figlio perduto”.
6. Però ascoltate, Miei cari figli! La tabella è posta un po’ troppo lontano per i vostri occhi, perciò avviciniamoci del tutto alla tabella; infatti l’immagine intera ora l’avete vista, perciò daremo un’occhiata al colore col quale questa figura è ritratta sulla tabella, esaminandola anzi un po’ più da vicino. Ora siamo vicini alla tabella; vedete, questa larghissima e luminosa superficie è una parte del piede di questa grande figura. Guardatela accuratamente e diteMi quello che avete scoperto.
Guardate ora attentamente; non vedete che delle piccole luminose palline, vicinissime, in fila una accanto all’altra. Sapete che questa non è un dipinto, ma una immagine luminosa di un oggetto esteriore.
7. Che cosa ritenete che siano queste palline in realtà? Vedete, Io non voglio lasciarvi a tentare di indovinare a lungo, ma se credete che queste palline siano forse immagini di lontani soli, pianeti, lune e comete, ascoltate, allora Io dovrei ben dirvi: “Bambinelli! Non giudicate troppo affrettatamente, altrimenti potreste sbagliarvi tremendamente!”. Ma prima che Io vi sveli la sostanza di queste minuscole palline, sforzatevi di contare queste palline su uno spazio grande come
una lenticchia!
8. Dunque, avete già finito? Sì, sì, Io vedo già che non riuscite a finire facilmente; infatti c’è un numero per voi impronunciabile di questi puntini luminosi in questo spazio grande come una lenticchia, che potrebbero essere più di un trilione. Ed ora che vi ho fatto prendere un po’ di confidenza con il colore, Io vi dico anche di che cosa un tale puntino è veramente l’immagine. Come già detto, non di un Sole o di qualsiasi altro corpo mondiale, ma ognuno di questi puntini, o sferetta come appare ai vostri occhi spirituali, non è né più né meno che l’immagine di un globo
cosmico; ma che riferimento possa avere questo con il “globo cosmico” non serve più che ve lo spieghi. Ora ritorniamo nuovamente un po’ indietro e riesaminiamo l’intera figura.
9. Come vedete, si tratta della figura completa di un uomo; ed ora che avete guardato esaurientemente questa figura, Io vi dico: “Questa figura, secondo il Mio eterno Ordine, rappresenta l’Universo e all’infuori di Me, nella sua specie, non è visibile per nessuno nella realtà. Neanche uno spirito creato ha ancora mai visto questa immagine come l’avete vista voi ora”.
10. Ora però sento sorgere in voi un desiderio, e cioè vorreste rivedere volentieri la vostra Terra in quest’uomo. Ma non è possibile farvi vedere ciò finché tutta la figura splende sulla tabella. Però attendete un po’; infatti, vedete, Io sono un bravissimo ottico, e perciò nella nostra “camera” voglio intraprendere prima un piccolo cambiamento ottico e, dopo questo cambiamento, di tutta questa figura non rimarrà nient’altro che un unico puntino luminoso. Ora vedete, la figura è scomparsa; è già tutto nell’Ordine. Avviciniamoci ora nuovamente alla tabella e cerchiamo il nostro puntino. Ora, lo avete già trovato? Un solo puntino non dà certamente tanta luce; però sforzate solo la vostra vista, e certamente lo troverete. Voi non dovete guardare in alto sull’ampia alta tabella, bensì del tutto in basso, dove prima avevate visto il piede sinistro dell’intera figura, e precisamente alla palla più esterna del mignolo del piede. Questa piccola sfera è proprio quel globo cosmico entro il quale si trova anche la vostra Terra.
11. Ma affinché possiamo giungere fino alla nostra Terra, Io dovrò nuovamente venire con il Mio Epheta sul puntino luminoso, e dunque Io dico “Epheta!”. Ed ora guardate come questa piccola sfera si è ingrossata ed occupa quasi tutta la grande forma rotonda della tabella. Guardate di nuovo ora gli innumerevoli puntini come brillano, mentre si muovono, intrecciandosi. Cercate ora la vostra Terra. No davvero, voi non potete trovarla fra l’enorme numero di puntini luminosi. Ebbene, Io vi dico che fareste una fatica inutile; infatti questi puntini, che qui vedete, neppure essi sono Soli, ma sono interi Compendi solari; perciò fra questi Io sceglierò ora nuovamente un puntino, e cioè quello destro, ed il resto lo cancellerò dalla grande tabella.
12. Qui c’è ora il puntino prescelto, e perciò per arrivare prima alla meta, Io dico nuovamente subito “Epheta!”. Ora vedete, la nostra tabella è già nuovamente piena di puntini luminosi. Solo che questi puntini luminosi non sono nuovamente dei Soli, ma sono autentici Ammassi galattici; perciò anche qui è un lavoro inutile andare a cercare la Terra. E allora scegliamo tra questi puntini nuovamente il destro e cancelliamo tutto il resto dalla tabella. Ora, qui c’è il puntino. Vedete come brilla solo e debolmente in questa grande superficie! Ma basta il Mio “Epheta!” ed il puntino acquista subito una maggiore estensione; perciò “Epheta!”.
13. Ora vedete, la nostra tabella è già nuovamente piena di puntini luccicanti. Volete forse cercare la Terra tra tutti questi trilioni di volte trilioni di puntini? E anche qui Io devo dirvi ancora di non sforzarvi, perché nemmeno questi puntini sono Soli, ma sono singole galassie, e sono ciò che voi comprendete con la cosiddetta nebbia stellare. Ma per giungere più presto alla meta, Io sceglierò anche qui il puntino destro e cancellerò tutto il resto dalla tabella e aggiungerò contemporaneamente l’Epheta.
14. Guardate ora qui sulla tabella. Ebbene, ora vedete una nuvola(1) lucente grigia che si estende orizzontalmente sull’intera tabella ed è sette volte più lunga che larga. Ora guardate: là, verso il centro, vogliamo sceglierci di nuovo una simile nuvoletta(2) lucente grigia e cancellare tutto il resto dalla tabella. Ecco fatto e, come vedete, il Mio “Epheta” dà ora a questo puntino la sua giusta configurazione.
15. Adesso osservate qui attentamente; ed ora potrete già orizzontarvi. Là nel mezzo vedete un dischetto luminoso grande quanto una lenticchia; questa è l’immagine del vostro Sole, e ora guardate esattamente in questo punto: il terzo punto luminoso a sinistra del Sole, alquanto indietro, è la vostra Terra. Basta che Io ora ingrandisca un po’ questa immagine e la riconoscerete immediatamente; e allora tu punto della Terra apriti, affinché i Miei osservatori possano riconoscerti. E guardate come questo punto si estende un po’ alla volta ed ora ha raggiunto quel diametro che è più che sufficiente affinché si possa finalmente riconoscere la vostra sudicia dimora naturale.
16. E poiché ora abbiamo visto tutto, allora ritorniamo al nostro figlio perduto. Guardate qui sulla tabella come si ripresenta nuovamente la prima figura. Però adesso questa figura diventa sempre più piccola e, vedete, non ha la grandezza nemmeno di un bambino, e guardate nuovamente qui: anche questo bambino ora si restringe continuamente fino a diventare un punto; ma vedete, sulla parte destra della tabella comincia ad avanzare un’altra grande immagine umana; e adesso essa è giunta nel mezzo della tabella e sotto il suo piede sinistro potete scorgere il piccolo punto di prima che è penetrato e che, così com’è, sta nella giusta proporzione con la grandezza della nuova immagine.
17. Che cosa ritenete che questa nuova immagine raffiguri? Voi che avete conosciuto più o meno bene il grande Uomo (della Creazione) negli scritti di Swedenborg, forse penserete che questo sia l’Uomo più grande. Io però vi dico: “Siete completamente in errore!”. Quest’uomo, che qui vedete, non è né più né meno che “il figlio perduto” che ha ritrovato se stesso, [però non nella sua totalità], ma quel figlio perduto che si è ritrovato in ogni singolo uomo rinato; oppure, detto con altre parole più facili da capire: “Questo è uno dei più piccoli nel Mio nuovo Regno”, e qui, in questa immagine, c’è prospettata una giusta proporzione e si mostra la misura completa di un uomo, che è infinitamente più elevata dell’intero universo apparentemente infinito mostratovi attraverso il precedente smembramento nella figura del figlio perduto.
18. Per poco che consideriate seriamente questa immagine, dovreste già cominciare a comprendere come stanno le cose riguardo al ritorno del figlio perduto.
19. Non dovete affatto pensare che quel Lucifero caduto, che avete conosciuto nell’undicesima ora, ritornerà quale un tutto; se ciò fosse stato possibile, in verità, una Creazione materiale non avrebbe mai avuto luogo, ma questo ritorno avverrà in ogni singolo uomo che vive secondo le Mie Parole e che rinasce per mezzo della Parola e della Redenzione, in modo che questo “perduto” verrà ritrovato e ritornerà nella grande Casa Paterna! Non è vanamente che Io vi dico: “Nella grande Casa paterna; infatti per uomini diventati tanto grandi deve venire preparata anche una grande casa, dove possano prendere di nuovo dimora accanto al loro Padre”.
20. Ma che sia veramente così, potete dedurlo chiaramente da quanto detto fino a qui; infatti nella generale tribolazione non soffre ogni uomo in se stesso e non viene ognuno colpito nella sua propria persona? Tutti questi colpi però valgono per uno e per lo stesso figlio perduto. Ma quando un uomo viene picchiato, non è forse vero che solo lui sente il dolore, mentre lo spettatore molto spesso rimane indifferente? Oppure, quando un’intera nazione in un’altra parte del mondo viene maltrattata, ne sentite il dolore sulla vostra pelle? Quando però qualcuno muore, muore per se stesso o per gli altri? Oppure potete affermare di essere venuti al mondo al posto di qualcun altro? Oppure la Mia Redenzione e la Mia Parola non valgono altrettanto per ogni singolo uomo, per sé, come per interi popoli? E non può ogni uomo, per sé, accoglierMi pienamente con il suo amore e la viva fede che ne deriva, così che Io dimori in lui ed egli in Me? Se dunque ora considerate tutto ciò, potete lontanamente sostenere che Io sia meno in un uomo che in tutti gli altri insieme?
21. Quando però Io sono diventato una cosa sola con un uomo ed egli con Me, dite, cosa manca ancora per il ritrovamento del figlio perduto in un singolo uomo? Egli non ha forse ricevuto tutto e non ha accolto tutto in sé quando ha accolto Me? In verità, ogni singolo uomo, che è diventato una cosa sola con Me, è più - sì Io dico - infinite volte più di quanto il grande Lucifero lo è mai stato nella sua grandezza ed estensione, e questo, per via naturale, è per voi inconcepibile!
22. Vedete, con questo figlio perduto, che si chiama Lucifero, viene perciò inteso ogni singolo uomo per sé; e quando un intero popolo è diventato una cosa sola con Me, allora questo intero popolo diventa nello stesso modo soltanto un uomo con Me; e tutti gli uomini, che sono vissuti sulla Terra e che ancora vivranno, quando diventano una cosa sola con Me, sono anch’essi soltanto un uomo in Me; vale a dire l’uno e lo stesso Santo Spirito di tutto l’Amore, di tutta la Verità, di tutta la Potenza e di tutta la Forza li vivificherà tutti, ed i molti non saranno perciò più di uno, né uno meno di molti, ma tutti saranno completamente una cosa sola in Me; e i molti non avranno più potenza e forza di uno, e uno non meno di molti, ma tutti vivranno come uno dalla stessa Forza e Potenza dello Spirito Santo, di ogni Amore e di ogni Verità provenienti da Me!
23. Voi però avete udito che gli stracci del figlio perduto in parte venivano dispersi dal vento come pula ed i rimanenti gli venivano invece tolti e bruciati. Sapete che cosa si intende per questi stracci? Si intende nient’altro che l’Uomo Universale in precedenza entrato sulla nostra tabella; infatti conquistando ogni singolo uomo, si è conquistato [l’elemento] nobile, che proviene da Me, ovvero il Mio figlio perduto. Gli stracci però, ossia la vera e propria arcimalignità, verrà gettata nel fuoco da cui essa è effettivamente scaturita. Ma questo fuoco stesso è nella Divinità, dal quale tutte le cose hanno la loro esistenza materiale. Colui che è attaccato al mondo e si aggrappa alla materia, è pure attaccato agli stracci del figlio perduto; come però la materia vi mostra la sua grande affinità con il fuoco, lo stesso sono anche gli stracci ai fianchi del figlio perduto. Ma allora succederà così: affinché Dio ritorni nuovamente un Dio libero, nel Quale non domini più la materia, il fuoco oppure
ciò che è affine alla collera dovranno ritornare da dove sono venuti, per ciò che essi sono; e succederà esattamente come quando avete un indurimento in una parte del corpo e ci mettete degli impacchi caldi per ammorbidirlo; nello stesso modo il Mio Fuoco eterno afferrerà tale maligno indurimento nella sua totalità, per assimilarlo nuovamente con il Suo proprio Essere.
24. C’è ancora una domanda in voi, e cioè se quegli esseri che vengono indicati negli stracci avranno anche una continua coscienza di sé oppure no. Io però vi dico: “Questa domanda ha già da sé una risposta, poiché non è possibile accettare che ci debba essere nella Divinità qualche punto inconsapevole di sé”. Questa domanda si risolve da sé; c’è però ancora una domanda, e cioè se questa coscienza di sé sia sofferente oppure no. Vedete, questa è una domanda del tutto diversa. Ma
per poter comprendere ciò esattamente, dovete anzitutto capire che ogni sforzo per trovare se stessi deve comprendere necessariamente una certa sofferenza in sé; solo che ora tutto dipende esclusivamente dal fatto se questa sofferenza sia dolorosa oppure benefica. Se questa sofferenza consiste nel fatto che l’essere in se stesso si afferra in continuazione e con questo afferrarsi si sforza pure in continuazione di formarsi quale unità, allora una tale sofferenza è altamente benefica e la percezione derivata dalla chiara coscienza di sé è estremamente beatificante. Ma quando la sofferenza o la percezione autoconsapevole di un essere è in sé dilaniante e devastante, allora essa è anche estremamente dolorosa, come lo potete constatare molto facilmente anche dalla Natura, se avete osservato una malattia infiammatoria che consiste in nient’altro se non nel progressivo dilatarsi di certe parti del corpo.
25. Quanto più violentemente comincia a prodursi questo processo, tanto più doloroso esso diventa. Da tutto ciò poi deriva che lo stato caratteristico, autoconsapevole, dell’arcimalignità affine al fuoco deve essere anche appunto di una sofferenza estremamente dolorosa. Ora forse penserete che la Divinità, in seguito a ciò, dovrebbe essere in un certo qual modo continuamente ed estremamente in dolorosa sofferenza nella Sua parte dell’Ira. Invece non è così! Ma il procedimento è simile a quello che avviene quando i cibi vengono consumati nel vostro stomaco; là tutti gli involucri del nutrimento ingerito scoppiano sotto la spinta del fuoco dello stomaco. Ma domandate a voi stessi se in uno stato naturale questo orrido processo distruttivo nel fuoco del vostro stomaco vi ha mai causato dolore. Tuttavia, dal momento che Io vi ho condotti fino a questo punto, voglio aggiungere in questa occasione un accenno ancora mai pronunciato finora! Volete vedere la causa finale di tale stato di arcimalignità mondanamente materiale? Guardate allora nel vostro stomaco ed osservate quello che succede col cibo ingerito, il come ed il perché. In questo modo potrete scorgere un grande tratto delle Mie strade; ciò accadrà là; tuttavia il tempo non è stato scritto nel vostro stomaco, e perciò accontentatevi che Io vi abbia illustrato lo scopo.
26. Ora vedete, cari figli! Questo è tutto quello che vi può venire dato; questo è tutto quello che potete sopportare; di più non occorre che sappiate, bensì ponete attenzione, di punto in punto, su ciò che vi è stato dato e cioè dalla prima all’ultima ora; peregrinate su questa via per tutta la Terra in voi e trovate in questo modo il figlio perduto in voi stessi. Fate la stessa cosa che costui ha fatto, e che continua ancora a fare sempre in ogni singolo peccatore che aspira al Mio Regno. Fate in modo che nell’intima camera del vostro spirito sulla tabella delle vostre brame mondane, succeda con il mondo quello che avete visto succedere sulla tabella, a voi mostrata, con l’Uomo universale; in questo modo il figlio perduto verrà ritrovato in ogni singolo essere, e la sua condizione sarà come vi ho mostrato, poiché un altro uomo è subentrato al posto del precedente e il precedente è confluito in un solo punto di quello subentrato; solo allora scorgerete e riconoscerete come ritrovata in voi stessi la grande Verità, data a voi nella luce più chiara in queste dodici ore; infatti, come vi è stato già accennato prima, tutti gli uomini riuniti formano un Uomo solo, così come uno forma tutti, perciò cercate tutto il male in voi; e quando lo avrete trovato ed eliminato con il Mio forte Aiuto, allora Io, che sono venuto già a metà strada quale il vostro Padre santo, verrò a voi completamente, vi libererò di tutti i vostri stracci e poi vi accoglierò nella grande Casa paterna del Mio eterno Amore!
27. A conclusione vi faccio notare ancora solo il fatto che Io non sono venuto solo incontro a voi, bensì già anche a molti altri figli perduti. Ma osservate in voi stessi preferibilmente la Mia Venuta, e curatevi meno di quella collettiva. Quello però che sentite in voi per la collettività, presentatelo a Me nel vostro cuore con la preghiera, e di tutto il resto non curatevi; infatti il grande Quando, Come e Perché sono ben custoditi nelle migliori Mani. Amen. Questo ve lo dico Io, il vostro grande, santo, amorevolissimo Padre. Amen.

(1) La nostra galassia, la Via Lattea. [N.d.R.]
(2) Ammassi stellari. [N.d.R.]

(dal libro DALL’INFERNO AL CIELO, vol. 2, cap.303)

1. Tutti si affrettano ora alla terza porta sud e vedono qui nuovamente un grande Uomo senza fine avvolto da una luce che si irradia soavissima ed amorevolissima. Solo dalla parte del cuore scaturisce una potente luce, che però non offende l’occhio, ma provoca una sensazione estremamente deliziosa. Sotto il piede sinistro però si vede, sdraiata a metà e con la testa leggermente inchinata, una piccola figura umana che somiglia molto a quella vista alla seconda porta e che qui è avvolta da un bagliore rossastro estremamente pallido.
2. Roberto naturalmente domanda subito cosa rappresenti tutto questo.
Ed Io dico: «Qui tu hai la prima e la seconda Creazione una accanto all’altra!
Il grande Uomo di luce rappresenta la nuova Creazione, un nuovo cielo ed una nuova Terra.
Qui la Terra non si trova più nel dito più piccolo del piede come nella prima Creazione materiale,
ma al centro del cuore di questa nuova Creazione.

La potente luce dalla parte del cuore ha origine dalla nuova Terra, che rimarrà un’eterna dimora del Mio Amore e di tutti i Miei figli.
3. Se osservi con più attenzione questo enorme Uomo pieno della luce più luminosa, scoprirai facilmente che è costituito da innumerevoli stelle assai meravigliose, sia nella sua veste come nel suo intero corpo. Ognuna di queste stelle è incalcolabilmente molto più grande di tutto l’Uomo [cosmico] visto alla seconda porta con tutti i suoi innumerevoli globi cosmici. Infatti queste stelle sono delle comunità abitate da uomini spirituali beatissimi di cui quello più piccolo è mille volte più grande e più potente di quel primo Uomo cosmico, la cui immagine tu vedi qui, come un vermiciattolo curvo,
in rapporto spirituale a questo secondo Uomo celestiale, sotto il suo dito più piccolo del piede. Egli è, nei confronti della vera grandezza di questo secondo Uomo, appena ciò che è un granello di sabbia terrena rispetto alla grandezza dell’intero Uomo [composto] di globi cosmici.
4. Questo secondo Uomo però rappresenta in fondo in fondo Me Stesso nella Mia azione su un campo già completamente ordinato.

(dal libro IL GRANDE VANGELO DI GIOVANNI, vol.8, cap.57)

La corrispondenza fra il microcosmo e il macrocosmo. Ai tempi di Adamo la Terra sostituì la funzione vitale che aveva un altro pianeta del nostro sistema solare. Le ragioni dell’Incarnazione del Signore su questa Terra.

1. (Continua il Signore:) «Vedete, così come in piccolo ciascun uomo è strutturato al fine della sua breve vita corporale di prova, così è strutturato, in modo corrispondente, anche l’intero grande Uomo cosmico in amplissimi tracciati!
2. Pensate che proprio questo globo cosmico - in cui si trova questa Terra con la luna, il sole e tutti gli innumerevoli molti altri soli e corpi terrestri(3) - appartiene alla struttura del cuore nel grande Uomo cosmico, e che proprio questo sole con i suoi pianeti che gli orbitano attorno, rappresenta la cameretta vitale affermativa. E in questa cameretta vitale proprio questa Terra comporta e costituisce, in modo corrispondente, il vero e proprio materiale spirituale fondamentale della vita. Di questo un sapiente del mondo certo non scorgerà mai il come e il perché. Io invece, quale Creatore dell’Infinità da Me Stesso, lo so, e quindi posso anche dirvi come sta la cosa.
3. Io però sono, dall’eternità, il Fondamento di ogni vita e di ogni esistenza, e sono perciò anche la Camera vitale affermativa originaria, nell’eterno Cuore vitale dell’Infinità.
4. Se dunque Io, secondo il Mio Amore, la Mia Sapienza e il Mio Ordine, ho deciso in Me Stesso di rivestirMi dell’umano-corporale, certamente secondo il Mio eterno Ordine potevo realizzarlo anche soltanto in quel punto che, sebbene da Me creato, corrisponde pienamente, nel grande Uomo cosmico, alla Mia Entità Originaria.
5. Con ciò non è detto tuttavia che proprio questa Terra, su cui noi siamo ora, dovesse rappresentare il vero e proprio principale Punto affermativo. Avrebbe potuto esserlo anche un’altra Terra appartenente a questo sole, ed era effettivamente un’altra ad esservi destinata, ma i suoi abitanti si sono comportati in modo molto più indegno che non ora gli abitanti di questa Terra, e così quella Terra fu rigettata e devastata insieme ai suoi abitanti.
6. Ma poiché questa Terra, dai tempi di Adamo, è stata scelta allo scopo [di rappresentare il principale Punto affermativo], e sul suo suolo Io ho assunto ora l’umano-corporale, così essa lo resterà anche fino alla fine dei tempi degli spiriti giudicati in tutta la materia, e voi resterete però anche i propagatori della Vita fondamentale originaria in tutta l’Infinità e l’Eternità, nello Spirito che proviene da Me, e proprio per questo sarete i Miei veri figli.
7. Vedete, ora è stato esposto davanti a voi, molto brevemente e nel modo più chiaro possibile, il perché Io solamente su questa Terra, e su nessun’altra per quanto grande e perfetta, ho potuto indossare l’umano-corporale, per puro Amore a quelli che ora sono i Miei figli!
8. Accanto però a questa ragione principale, ci sono ancora altre ragioni che possono essere addotte e che hanno contribuito a determinare la Mia Volontà secondo l’eterno Ordine. Solo che queste ragioni collaterali non sono che necessarie conseguenze della vera e propria ragione principale, e perciò non c’è bisogno di presentarle in modo troppo particolareggiato.
9. Una di queste ragioni è l’umiliarsi ed abbassarsi completamente, senza di che uno spirito superiore non può neppure rivestirsi della carne della prova di vita, né passare poi di nuovo nella vita pienamente libera e autonoma, oppure retrocedere; e ciò è rappresentato anche da questa Terra.
10. La cameretta vitale affermativa nel cuore è, per quanto riguarda le parti del corpo, sicuramente anche la particella meno appariscente di tutto il corpo, è buia e non viene mai illuminata dai raggi del sole. E perfino dagli uomini, ai quali tuttavia procura e dà la vita, essa non viene affatto riconosciuta e stimata. Infatti, qualora se ne parlasse ai sapienti del mondo, essi alzerebbero le spalle e direbbero: “Com’è possibile che la possente vita generale di un uomo dipenda solo da un piccolo punticino appena visibile?!”. Da questo però risulta senz’altro chiaro che perfino i più grandi sapienti del mondo non conoscono neppure da lontano il loro proprio fondamento vitale, figuriamoci poi un qualsiasi uomo comune.
11. Eppure ciascun uomo che voglia veramente conoscere se stesso e Dio, deve entrare in questa sua cameretta vitale del cuore, del tutto priva di appariscenza, per la via dell’estrema umiltà e docilità, e restituire di nuovo spiritualmente la vita da essa ricevuta! Se un uomo fa questo, egli ingrandisce la cameretta vitale e la illumina da parte a parte. Ma quando ciò è accaduto, allora l’intero cuore, e a partire dal cuore l’intero uomo, viene illuminato, e riconosce se stesso, e con ciò anche Dio, poiché solamente allora può scorgere e vedere come la vita, [proveniente] da Dio, affluisce in questa cameretta, qui si raccoglie e si perfeziona in una vita libera, autonoma.
12. In questa cameretta abita dunque il vero e proprio spirito proveniente da Dio, e quando l’anima dell’uomo entra in questa cameretta mediante la retta umiltà e docilità, così come mediante l’amore dell’uomo retto, per l’eterno increato Amore di Dio, così facendo l’anima si unisce con l’eterno spirito proveniente da Dio, e questo spirito si unisce con l’anima creata, e ciò è poi appuntola rinascita dell’anima nello spirito [proveniente] da Dio.
13. Ma così come un uomo retto deve fare questo per entrare, dentro di sé, alla piena gloria della vita, così ho fatto ora anche Io Stesso nel grande Uomo cosmico, per essere a voi tutti un vero Modello e un vero Indicatore della via. E sono venuto su questa Terra perché essa, appunto secondo il Mio eterno Ordine come ho già mostrato, corrisponde alla cameretta affermativa del cuore. [L’ho fatto] per entrare così nella Mia propria massima Gloria, e con ciò anche nella vostra massima gloria, in ogni potere in Cielo e su tutte le Terre.
14. Io ero bensì, in Me Stesso, in ogni Potenza e Gloria fin dall’eternità, ma per nessun essere creato Io ero tuttavia un Dio visibile e comprensibile, neppure per un perfettissimo angelo. Se volevo renderMi in certo qual modo visibile a qualcuno, come ad Abramo, Isacco e Giacobbe, ciò accadeva con questo mezzo: Io colmavo particolarmente un angelo con lo Spirito della Mia Volontà, così che poi in certi momenti egli rappresentava la Mia Personalità. Ma d’ora in poi Io sono diventato per tutti gli uomini ed angeli un Dio visibile, e ho fondato per loro una vita perfettissima, eterna e autonomamente liberissima e perciò verissima, e appunto in questo consiste anche la Mia propria maggior Glorificazione, e così dunque anche la vostra.
15. Infatti, in che modo perfino gli angeli più perfetti ed anche gli uomini più pii di questa e di tutte le altre Terre, potevano glorificare veramente, con un vero e vivo amore per Lui, il Dio mai visto e perciò anche mai perfettamente compreso? Qui infatti valeva sempre il detto: “Nessuno può vedere Dio e nello stesso tempo conservare la vita, poiché la pura Divinità in Sé è un eterno Fuoco consumatore!”. Questo Fuoco ora in Me è coperto e mitigato da questo Mio Corpo, ed ora non vale più il detto: “Nessuno può vedere Dio e vivere!”, bensì: “Da questo momento ciascun angelo e ciascun uomo potranno vedere Dio e vivere; e chi non vedrà Dio, avrà una vita molto misera e giudicata!”.
16. Quanto ora vi ho detto e mostrato, è anche perciò sicuramente una ragione principale collaterale, per la quale proprio soltanto su questa Terra Io ho assunto l’umano-carnale.
17. Ma come ora, da questa esposizione, avete certo dovuto desumere chiaramente perché Io ho potuto assumere l’umano-carnale [solo] su questa Terra e su nessun’altra, così potrete desumere e scorgere altrettanto chiaramente anche altre cose [che ora seguiranno].
18. Infatti, così come voi ora avete visto che quella certa cameretta vitale del cuore, affermativa, del tutto priva di appariscenza, quale vero e proprio principio fondamentale della vita dell’uomo, è anche la sola atta alla più chiara e più vera intelligenza, e perciò è già in sé la luce, la verità e la vita, così pure stanno anche le cose per gli uomini di questa Terra. Essi pure, in confronto agli uomini delle altre Terre sono, originariamente, estremamente privi di appariscenza, nascosti, bui, piccoli, deboli e impotenti, e sono anche come sconosciuti agli spiriti degli altri mondi, e alla fine non conoscono neppure se stessi. Ma proprio nella loro recondita, interiore profondità vitale essi sono, per opera Mia, il punto vitale fondamentale dell’intero grande Uomo cosmico, e perciò possono sviluppare da loro stessi anche capacità vitali supreme, tali che negli uomini di altre Terre compaiono solo in grado estremamente unilaterale e subordinato.
19. Grazie a tali supreme capacità degli uomini di questa Terra, simili a quelle divine, di cui fanno parte in modo particolare anche un linguaggio esterno ed interiore ben articolato, l’arte di scrivere e calcolare, e molte altre cose ancora, essi sono poi anche i soli uomini adatti a sentire la Parola rivelata dalla Bocca di Dio, una prima volta nel senso letterale esteriore o nel senso figurato, e da questo poi anche in quello vero spirituale, e infine anche nel profondissimo senso vitale celeste.
20. Questa capacità, però, è qualcosa di inestimabilmente grande ed eccelso, altrettanto come la capacità di vita e di intelligenza della cameretta vitale affermativa del cuore è, di tutto l’uomo, in assoluto la parte inestimabilmente più perfetta e più nobile. E perciò Io di nuovo vi dico che non potevo venire che da voi, su questa Terra, e da nessun altro su nessun’altra Terra.
21. Vedete, questa è dunque di nuovo una ragione per cui Io, appunto, solo su questa Terra ho potuto assumere l’umano-carnale! E in ciò consistono già le ragioni principali del Mio divenire Uomo su questa Terra.
22. Ed ora rifletteteci un po’, ed esprimetevi su come ora l’avete capito!».

(dal libro IL GRANDE VANGELO DI GIOVANNI, Vol.8, Cap.76)

5. [Il Signore:] “Io sapevo bene che sarebbe successo così, e avevo già previsto che questa [vostra] Terra sarebbe stata quello che è adesso. Ma questa [vostra] Terra corrispondeva già originariamente all’ultima parte, nel senso di quella più umile, nel corpo dell’uomo, e precisamente alla papilla dermica più in basso nel mignolo del piede sinistro. Tale parte non è l’ultima per il luogo in cui si trova, ma, come ho detto, per il suo significato spirituale di umiltà.
Ed ora questa [vostra] Terra è la portatrice dei Miei veri e propri figli, che hanno da indirizzarsi e da educarsi loro stessi, di loro libera volontà, secondo la Mia Volontà a loro rivelata.
6. Ma perfino dal punto di vista fisico sussistono un legame ed una corrispondenza fra la papilla vitale principale nel cuore e la papilla dermica inferiore nel mignolo del piede sinistro. E così si può dire che prima questa [vostra] Terra, nel grande Uomo cosmico, corrispondeva, anche con speciale riferimento spirituale all’umiltà, a ciò che Io ho indicato come la papilla dermica del mignolo del piede, e perciò ora essa, nel cuore del grande Uomo cosmico, è anche la papilla vitale principale - vale a dire spiritualmente - e tale resterà attraverso coloro che su di essa sono divenuti i figli del Mio Amore e della Mia Sapienza. Però essa può anche restarlo ancora fisicamente per un tempo di una lunghezza per voi inimmaginabile, nonostante che sul suo suolo si arriverà a cambiamenti troppo grandi”.

(3) corpi celesti. [N.d.R.]
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