Jakob Lorber

















  


















Gli "Opposti" in Dio

In Dio ci sono entrambe le Polarità: la Positiva e la Negativa.
(AJL.125) OK F

Gli "Opposti" in Dio

Messaggiodi gmc72 il 22/01/2009, 20:48

GLI “OPPOSTI” SONO IN DIO
(Il Governo della Famiglia di Dio, vol.3, cap.67)
L’origine e l’essenza del male

7. Lamec chiede al Signore: «Signore, Tu eri dall’Eternità perfettamente ed infinitamente buono in modo estremo, e ciò attraverso tutto il Tuo Essere, e all’infuori di Te, nella Tua intera Infinità, non c’era mai in eterno altro all’infuori di Te.
8. Ma quando Tu volesti creare angeli, Cieli e mondi e uomini, non Ti occorse
alcuna sostanza, bensì la Tua Volontà onnipotente, congiunta alle Tue Idee e
Pensieri supremamente sapienti, santi e sublimi, fu unicamente sempre, e lo sarà in eterno, la Causa di tutta la Tua infinita Creazione.
9.Dato però che io non posso assolutamente immaginarmi che in Te vi sia mai
stata una cattiva idea, né un qualsiasi benché minimo pensiero, neanche soltanto all’apparenza, cattivo, allora io vorrei pur apprendere da Te da dove proviene in effetti il male di Satan(1) e per conseguenza anche il cattivo e il malvagio noi uomini
. Da dove viene il peccato, da dove l’ira, da dove l’invidia, da dove la vendetta, da dove la sete di potere e da dove la fornicazione(2)?»
10. E il Signore rispose subito a Lamec: «Mio caro Lamec, questa tua domanda suona bensì come fosse fondata su una grande sapienza, ma Io però ti dico che essa è molto umana!
11. Io tuttavia voglio darti una risposta e voglio risolvere il problema da te posto, quantunque in segreto tu con ciò ritenevi di farMi una domanda la cui risposta avrebbe dovuto essere una cosa un po’ ardua perfino per Me. Dunque ascolta:
12. “Di fronte a Me e nella Mia visuale, il male non esiste assolutamente, bensì vi sono soltanto delle differenze nell’effetto della Mia Volontà; e nell’Inferno come nel Cielo, e nel creare come nel distruggere, questa è sempre ugualmente buona.
13. Però di fronte alle creature e nella loro visuale, soltanto una cosa è da
considerarsi e qualificarsi come buona, e cioè la parte del rapporto
dell’affermazione sotto la quale la creatura può sussistere presso di Me ed in Me, e questa è la parte che conserva sempre o che crea continuamente e che deriva da Me; mentre la poderosa parte dissolvente o che domina con la distruzione è da considerarsi e da qualificarsi cattiva di fronte alla creatura, poiché non è concepibile che abbia una possibilità di esistenza presso di Me ed in Me.

14. In Me dunque tanto il SI quanto il NO è ugualmente buono, perché nel SI Io creo, e nel NO Io ordino e governo tutto.
15. Ma per la creatura soltanto il SI è buono, mentre il NO è cattivo, e ciò finché essa non sia pienamente diventata, nel SI, una cosa sola con Me, quando cioè essa potrà sussistere anche nel NO.
16. Quindi per Me non esiste né Satan né l’Inferno, bensì questi esistono di fronte a loro stessi ed agli uomini di questa Terra, perché qui si tratta della formazione dei Miei figli.
17. Esistono ancora innumerevoli altri mondi sui quali non si ha alcuna cognizione di Satan e, per conseguenza, neppure del NO, bensì là è conosciuto soltanto il SI nei suoi rapporti!
18. Ecco, così stanno le cose! La Terra è come una stanza per bambini, e perciò vi si ode sempre anche un gran gridare oltre che a dei rumori eccessivi; ma Dio queste cose le vede con ben altri occhi dei tuoi che sono di un uomo di questa Terra.
19. Comprendi tu ciò? Parla e dimMi quanto hai compreso! Amen».

(1) Il Signore spiega la differenza tra il nome “Satana” e “Satan” sul libro LA TERRA, cap.56, par.3-6. [N.d.R]
(2) Illecita relazione sessuale. Commettere peccati carnali. [N.d.R]

DIO HA INSERITO GLI “OPPOSTI” IN LUCIFERO
(Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.2, cap.228)
Forza e resistenza

1. Risponde Cirenio, ormai tutto contento: «Signore! Tu leggi chiarissimo nel mio cuore ed altrettanto bene vedi nel mio cervello, cosicché certamente meglio di ogni altro puoi giudicare se io ho compreso del tutto la cosa, oppure soltanto a metà. Io almeno credo, per come lo sento, che questa cosa adesso mi sia completamente chiara come il sole, ma è altrettanto possibile che dietro di essa si tengano celate ancora profondità immense di concetti e di significati, che forse non sono mai
ancora balenate per la mente del più perfetto tra gli spiriti angelici perfetti. Ma, comunque sia, sono perfettamente soddisfatto di quello che ora so e ne avrò abbastanza per meditare per tutto il tempo della mia vita, perché tutto questo è in sé cosa che sovrasta già ad altezze infinite l’orizzonte massimo della sapienza e della conoscenza umana!
2. Solamente un essere, il quale certamente esiste, resta per me ancora un enigma, e questo è Satan e la sua congrega di demoni! Se Tu, o Signore, volessi darmi anche a tale proposito qualche piccolo chiarimento, la mia anima sarà saziata fino alla morte del mio corpo, perché qui vedo ancora assai poco chiaro. Che cosa è e chi è veramente Satan, chi e che cosa sono i suoi accoliti che vengono chiamati demoni?»
3. Dico Io: «Anche questo argomento, a volerlo sviscerare a fondo, è per la tua capacità di comprensione alquanto prematuro; però, per illuminare te e tutti voi modestamente anche a questo riguardo, Io voglio tuttavia fornirvi una breve spiegazione adatta al vostro intelletto; dunque ascoltateMi!
4. Vedete, tutto quello che è, che sussiste e che in qualche modo ha esistenza non può essere, sussistere od avere una qualche esistenza se non per effetto di un continuo conflitto.
5. Ogni esistenza, non eccettuata quella Divina, ha in sé degli opposti, come negativi e affermativi (positivi), che stanno sempre l'uno contro l'altro, come il freddo e il caldo, la tenebra e la luce, il duro e il molle, l'amaro e il dolce, il pesante e il leggero, lo stretto e il largo, l'alto e il basso, l'odio e l'amore, il male e il bene, il falso e il vero, e la menzogna e la verità.
6. Non vi è forza che possa in qualche modo manifestarsi qualora non le si opponga una controforza.
7. Immaginatevi un uomo che ha la forza di mille Golia, tale dunque da poter affrontare un intero esercito di guerrieri. Ma a che cosa gli gioverebbe tutta la sua forza se lo si collocasse come le nuvole nello spazio libero dell’aria? Vedete, la brezza più leggera, capace appena di muovere una foglia qui sul terreno, avrebbe il potere di spingerlo, nonostante tutta la sua forza e robustezza, continuamente nella medesima direzione in cui la stessa brezza spira.
8. Ma affinché il gigante possa far uso efficace della sua forza, deve anzitutto avere una base od un terreno solido che lo sostenga o che gli serva da solido appoggio. Dunque, il suolo rappresenta già un elemento in opposizione al nostro gigante, poiché, per esercitare la propria forza, gli è necessaria la libertà di movimento e, oltre a ciò, occorre uno stato di rigida tranquillità all’appoggio che lo sostiene, sul quale poter entrare in rapporto con lo stato di rigida quiete dell’appoggio o del terreno e quindi, associando alla propria la forza di resistenza del terreno al quale si appoggia, poter tenere fronte a qualsiasi attacco. Soltanto in questo modo il gigante può fare veramente uso dalla propria forza. Se il terreno è una roccia, non vi sarà alcuna azione violenta capace di aver ragione di un simile stato di rigida quiete, a meno che non sia violenta in grado pari o superiore al grado di concentrazione del principio di rigida quiete stesso insito nella roccia, ma se il terreno è molle, e quindi meno in opposizione con la capacità di movimento impetuoso del gigante, allora la forza del gigante troverà nel terreno che gli è contrapposto troppo poca resistenza e perciò potrà far fronte a mala pena ad una forza molto minore che agisce contro.
9. Per facilitare oltremodo la comprensione di questo fatto immaginatevi ancora questo gigante che ha, per esempio, la forza sufficiente a sollevare su di un terreno solido il peso di mille uomini, ma mettiamolo invece su di un terreno paludoso che abbia appena quel tanto di solidità che occorre per sostenere il peso del gigante e su questo terreno diamogli da sollevare un peso di dieci, oppure addirittura di cento uomini, ed è certo che non alzerà tale peso nemmeno di un dito dal suolo, perché, nel momento in cui comincerà ad agire con la sua forza sul peso che deve sollevare,
comincerà anche a sprofondare nel terreno molle e tutta la sua forza sarà vana, non avendo sotto di sé alcuna controforza corrispondente alla quale appoggiarsi.
10. Dunque, nessuna forza può avere per sé qualche effetto se prima non entra in certo modo in rapporto di conflitto con una controforza corrispondente. Nel caso del nostro gigante si oppone evidentemente la rigida quiete del terreno al suo peso ed al suo movimento, e li vince anche fino ad un certo grado, ed è appunto questa vittoria della quiete passiva del terreno che infine diventa l’ausilio della forza motrice attiva e che ne misura l’energia».

(Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.2, cap.229)
Dell’essenza di Satana

1. (Continua il Signore:) «Con questo esempio, esposto sperabilmente con sufficiente evidenza, si spiega con chiarezza il perché un essere senza un
contro-essere sarebbe come se non esistesse affatto, nello stesso modo anche la forza del nostro gigante sospeso nello spazio libero dell’aria non potrebbe dare manifestazione alcuna della sua esistenza con riflesso ad una corrispondente azione od effetto, dunque, ciascun essere, affinché possa agire, deve trovarsi di fronte ad un qualche contro-essere.
2. Di conseguenza questo rapporto deve esistere nelle debite proporzioni in tutto ciò che è, altrimenti sarebbe assolutamente come se tutto ciò che è non fosse!
3. E sempre per questa ragione anche la perfettissima esistenza di Dio in Se Stesso deve comprendere, sotto ogni aspetto, gli opposti sviluppati in sommo grado, senza i quali non ci sarebbe assolutamente nessun essere. Questi opposti si trovano in permanente stato di lotta fra di loro, ma sempre in modo tale che la continua vittoria di una forza sia sempre d'aiuto all'altra forza, che in un certo modo è vinta, così come abbiamo visto quando si parlò della vittoria riportata dal terreno rigido sulla forza agente del nostro gigante.
4. Ora, avendo Dio un giorno voluto creare fuor da Sé degli esseri liberi simili a Lui, evidentemente dovette fornire appunto anche questi con gli stessi elementi che sono in permanente conflitto tra di loro, che Egli da ogni eternità possedeva e doveva possedere in Se Stesso nelle proporzioni naturalmente migliori e più puramente ponderatissime; altrimenti Egli di certo non sarebbe stato mai operante.
5. Dunque, gli esseri vennero interamente plasmati secondo la Sua immagine e
perciò, infine, dovette venire loro necessariamente conferita anche la capacità
di consolidarsi tramite la lotta degli elementi che si oppongono fra di loro e da Dio riposti negli esseri stessi.

6. Ad ogni essere furono dati, come cosa perfettamente propria, quiete e moto,
inerzia e senso d’attività, tenebre e luce, ira e amore, violenza e dolcezza e mille altri svariati elementi; un divario soltanto ci fu, e precisamente nella misura.

7. In Dio tutti gli elementi in opposizione erano già dall’eternità nell’ordine più completo e perfetto, negli esseri creati, invece, questi dovevano appena venire sistemati nell’ordine dovuto, come per virtù propria, mediante la libera lotta, cioè mediante la spontaneità d’azione che già conosciamo.
8. Ingaggiatasi quindi la lotta, vari furono i risultati. Da una parte il trionfo
spettò preponderantemente alla rigida quiete ed il moto si trovò in conseguenza troppo subordinato, per la qual cosa esso anche si dà continuamente e con tutto ardore la massima pena, per rammollire la pietra e ridurla in uno stato più simile e corrispondente ad esso; d’altro lato, invece, riuscì troppo vittorioso in tutte le sue parti il moto e perciò viene continuamente combattuto dalla quiete, più debole di lui, allo scopo di entrare con lui in rapporto corrispondente.

9. Però in molti esseri gli elementi opposti hanno raggiunto la loro giusta
misura, secondo l’Ordine divino e la loro essenza risulta, per tale reazione, perfetta, poiché essi, in virtù delle loro capacità d’intelligenza reciproche e omogenee, si aiutano continuamente nel migliore dei modi fra di loro.
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