(dal libro Il Governo della Famiglia di Dio, vol.2, cap.80)
LUI È IL PADRE, NOI SIAMO I SUOI CARI FIGLI
3. Abedam però si volse di nuovo a Rudomin e gli disse:
4. «Dunque vedi anche tu, Mio caro Rudomin, e ascolta e comprendi bene quello che testimonia di voi tutti e quello che significa la tua particolare visione!
5. Ebbene, tutti voi già sapete, cioè voi che vi trovate qui intorno a Me su questa altura, che Io certamente sono Dio, l’Unico, il Solo e l’Eterno, ma che Io, quale Padre, sto visibilmente dinanzi a vostri occhi e parlo con voi e insegno a voi.
6. Ma se il Padre è un Dio, allora di certo i Suoi figli non saranno dei cani, dei gatti, dei buoi, delle mucche, dei vitelli, degli asini o altri esseri di questo genere, bensì saranno quello che è il Padre loro, e saranno pure ed agiranno là dove Egli è ed agisce!
7. Vedete, questo è il Mio Ordine eterno, e cioè che dappertutto e presso ogni cosa, presso ogni oggetto, presso ogni creatura, i figli debbano essere così perfetti come è perfetto il loro Padre!
8. Per questo motivo in ciascun frutto è già posto un germe dentro il quale si trova come fondamento tutta la Perfezione del Padre.
9. E così avviene che un seme, quando viene deposto nel terreno, deve nuovamente diventare quella stessa erba, quella stessa pianta, quello stesso arbusto oppure quello stesso albero dal quale e sul quale esso era diventato seme.
10. O succede forse in maniera differente con gli animali? Io ritengo che anche il padre del leone, oppure chi lo ha generato, sia stato egli stesso sempre un leone, e che anche il padre dell’uccello sia stato anch’esso un uccello, e così via fino all’uomo, poiché il figlio del padre diventa anche, come il padre, un uomo dotato di elevate capacità e disposizioni, e la figlia, come la madre e il padre, diventa un campo consacrato per la semina apportatrice di frutti della vita eterna, anzi di frutti per la semina che proviene da Me.
11. Ma se questo vale già completamente nel mondo naturale e corporeo, è evidente che tanto più infinitamente esso varrà nel mondo dello spirito!
12. Se Io dunque vi dico e vi istruisco e vi dichiaro che voi siete i Miei figli, allora diteMi, cari figlioletti Miei: cosa vuol dire ciò?
13. A che scopo e perché voi Mi chiamate “Padre” vostro, e a che scopo e perché Io vi chiamo “figli” Miei?
14. A quale scopo e perché Io voglio – e ciò è giusto e davvero equo – che voi riconosciate esclusivamente e soltanto Me come vero Padre, che amiate esclusivamente e soltanto Me, che seguiate soltanto Me, che onoriate, lodiate e glorifichiate soltanto Me, e infine che obbediate in tutto soltanto a Me? Ebbene, non comprendete ancora questo?
15. Ma chi e che cosa sono Io quale vostro unico e vero Padre?
16. Ecco: Io sono l’unico, eterno, infinito, potente sopra ogni cosa e vero Dio!
17. Ma se Io, quale vostro unico e vero Padre, sono, dalle eternità di eternità, un Dio in possesso di tutte le qualità, che cosa siete dunque voi quali Miei figli?
18. Sì, veramente, Io vi dico che voi pure siete dèi, così come Io, vostro Padre, sono un Dio; con la sola differenza, che già sulla Terra permane immutabile per lo meno riguardo al corpo, che il padre resterà per il figlio sempre un padre, eternamente secondo la misura dell’apparenza, e perciò il figlio non potrà mai essere un antenato per il padre, ovvero il figlio non potrà mai dire al padre:
“Sono io che ti ho generato!”
19. Questo si verifica altrettanto poco quanto voi possiate ammettere che da un seme sorga di nuovo quello stesso albero che aveva deposto in precedenza quello stesso seme!
20. Perciò il padre rimane sempre padre, e il figlio rimane sempre figlio; questo è un rapporto assolutamente immutabile.
21. Questa è dunque la grande distanza e il divario fra Me e voi, e cioè che soltanto Io sono il Padre, mentre invece voi in eterno non potete essere altro che i Miei cari figli, per i quali è preparata un’immensa eredità nella grande Casa del Padre!
22. E ora guarda, Mio diletto Rudomin, tutto questo significa la tua grande, sublime visione, la quale rende a te, e per mezzo tuo anche a tutti gli altri, una chiarissima testimonianza riguardo alla vera e propria essenza dei Miei figli e dice loro:
23. “Uomo, considera bene e pondera nel più profondo del tuo cuore Chi tu invochi quale ‘Padre santo’, e perché Lo invochi così!
24. Vedi però di renderti degno di Lui facendo ciò che appunto questo tuo Padre santo richiede da te sulla Terra, affinché tu possa diventare per Lui un giusto e del tutto vero e caro figlio, perfetto come lo è Egli Stesso!”
25. Sì, davvero, voi dovete essere perfetti come lo sono Io Stesso, se volete giungere alla figliolanza per l’eternità!
26. Infatti questa è indubbiamente la cosa più grande, e cioè che voi siate i Miei figli e che Io sia vostro Padre!
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.5, cap.197)
I PRIMI UOMINI ADAMITICI ERANO DI DUE CATEGORIE:
I “FIGLI DI DIO” E I “FIGLI DEL MONDO”
2. Ad ogni modo gli uomini, quali sono quelli che attualmente dimorano sul suolo della Terra, esistono appena da quattromila anni o poco più. I primi uomini allora viventi erano degli esseri umani come voi, ma con l’andare del tempo, e in seguito al loro modo di vivere, andarono suddividendosi in due classi, e cioè quella dei figli di Dio, così chiamati perché l’animo e il loro cuore riconoscevano Dio e a Lui restavano fedeli, e quella dei figli del mondo, così chiamati perché andavano sempre più dimenticandosi di Dio, e dedicavano invece ogni loro cura al mondo, ciò che la maggioranza degli uomini sta facendo anche attualmente. I figli del mondo si edificarono città e ogni tipo di templi per gli idoli; e il loro dio principale era mammona, com’è anche attualmente! Essi vivevano perfettamente così come vive l’umanità oggi; e per questo la loro vita era di brevissima durata, assolutamente come ora.
3. Invece ben differenti erano le condizioni di vita dei figli di Dio. Questi dimoravano esclusivamente sulle montagne, scendevano in pianura soltanto rarissime volte e vivevano in maniera semplice e conforme alla natura. Là non c’erano né città, né borgate o villaggi, e neppure si conoscevano case nel senso comune della parola, ma soltanto certi luoghi erbosi interamente puliti e circondati da alberi viventi. Lungo la cinta degli alberi si innalzava un terrapieno a forma di
panca, il quale, quand’era necessario, era fittamente ricoperto di muschi nella parte vicina ai tronchi, e così questo rialzo circolare di terreno dentro alla cinta degli alberi formava un comodissimo posto di riposo durante il giorno e nello stesso tempo un buon giaciglio per la notte.
4. Il regime alimentare dei figli di Dio si limitava in origine per lo più a frutti ben maturi, ad ogni tipo di radici saporite e al latte. Con il tempo, ammaestrati dalla Rivelazione interiore, essi impararono a fabbricarsi vari utensili domestici molto utili, di ferro e di altri metalli, e poi cominciarono subito a dedicarsi all’agricoltura, prepararono la farina con la quale sapevano preparare un pane eccellente, e
produssero molte altre cose ancora; però tutto in maniera quanto mai semplice e lontana da qualsiasi idea di sontuosità, perché per loro era solo importante che una cosa servisse, e così vissero quasi per duemila anni in perfetta semplicità, raggiungendo delle età avanzatissime.
5. Solamente quando a poco a poco essi pure si lasciarono illudere e sedurre dal fasto e dalla grande bellezza esteriore dei figli del mondo, allora, come punizione, vennero soggiogati varie volte da quest’ultimi e vennero ridotti addirittura in schiavitù, ad eccezione di una parte di loro molto esigua che rimase fedele a Dio fino ai tempi di Noè. Ma anche nonostante tutto ciò in loro e per loro tutto cambiò. Essi si fecero fisicamente più piccoli e deboli, e la loro vita arrivò rare volte ai
cent’anni, mentre prima raggiungevano spesso quasi i mille anni di età.
6. Come a voi è però noto, ai tempi di Noè tutti i primi rampolli umani della Terra, resisi puramente uomini del mondo, vennero affogati per loro colpa in seguito ad uno spaventoso cataclisma, perché questo diluvio sommerse la maggior parte della Terra allora abitata, e ciò avvenne in modo tale che le potenti onde provocate dagli uragani arrivarono, per qualche tempo, parecchie braccia addirittura oltre alla cima delle montagne fra le più alte, e fin là dove giunsero, spensero ogni vita umana ad eccezione di quella di Noè e della sua non numerosa famiglia, e così pure ogni vita
animale tranne quella custodita da Noè nella sua arca. Con Noè però, com’è risaputo, ebbe inizio un’epoca del tutto nuova per la Terra.
(dal libro Il Governo della Famiglia di Dio, vol.2, cap.151)
I FIGLI DI DIO SONO LIBERI DI AGIRE AUTONOMAMENTE,
MENTRE LE CREATURE DI DIO (ANIMALI) SONO “PROGRAMMATI”
13. Dunque, anche se Io ti farò quello per cui Mi hai pregato, perché voglio farti un favore, allora vedi di accogliere, di quello che ti dirò, soltanto ciò che, dopo un profondissimo esame, avrai trovato così come fosse il tuo stesso giudizio!
14. Infatti se qualcuno ti dicesse: “Fa questo o fa quello!”, e tu lo facessi senza preoccuparti minimamente del perché e dello scopo finale, allora tu, già in tal modo, diventeresti una macchina della volontà di un altro, dato che così ti saresti lasciato giudicare(1); se tu però esamini prima la richiesta di tuo fratello e in te trovi liberamente lo scopo finale, e anche trovi che questo scopo è degno, dato che
ha per fondamento l’amore, e tu poi fai secondo la richiesta di tuo fratello, allora sì che agisci come un uomo libero e come un vero figlio di Dio, ma non come una creatura giudicata.(2)
15. Infatti, secondo il mio giudizio, questo è proprio l’enorme divario fra i veri figli di Dio e le creature, e cioè che i figli devono essere liberi di agire, come Dio, il loro Padre, è Egli Stesso libero di agire, e proprio in questo devono essere perfetti come è perfetto Egli Stesso, perché essi sono la Sua perfetta Simmetria!
16. Possono forse fare questo anche gli animali? Oh no; questi devono sempre eseguire la Volontà del Creatore; infatti la loro stessa natura è già una portatrice della Volontà del Creatore! Ma questo non è il caso degli uomini, i quali sono stati posti quali veri figli di Dio.
17. Solo ad essi viene rivelata la divina Volontà, affinché innanzitutto, con il loro spirito libero, la giudichino quale l’unica giusta e vera, la riconoscano e solo dopo debbano fare come fosse una loro proprietà e conformemente operare!
18. Chi accoglie la Rivelazione e vi agisce conformemente ritenendo che egli debba agire così, costui è già un essere giudicato(3); infatti egli non agisce con la concordanza della propria volontà con quella Divina, bensì egli agisce come una macchina e perciò costui è, ed anche rimane, morto, perché egli non si preoccupa del pieno riconoscimento di ciò che è la Volontà divina e del Suo Ordine, bensì egli riconosce qualcosa come la Volontà divina attraverso [ciò che ha percepito con]
gli orecchi – per lo più dalla bocca di un esaltatore di se stesso –, e fa ciò che ha riconosciuto in tal modo senza valutare lo scopo e quale ne sia il motivo.
19. Vedi, questo è, in sé e per sé, un’autentica idolatria; infatti con ciò l’uomo si giudica da se stesso, ovvero si lascia piuttosto giudicare(4), e quindi anche uccidere!
20. E vedi, questo è dunque anche il divario fra la vita libera e la vita soggetta a costrizione!
1 Togliere la libertà. [N.d.R]
2 Privata della libertà, come ad esempio gli animali. Vita soggetta a costrizione. (Cfr. GFD2, cap.146, par.3). [N.d.R]
3 Privato del “libero arbitrio”, ovvero della libertà di decidere autonomamente. Soggetto a costrizione, come gli animali.
(Cfr. GVG/8/28/15-18 e GVG8/33/2). [N.d.R]
4 Togliere la libertà. [N.d.R]
(dal libro La Terra, cap.53)
DUE SPECIE DI FIGLI DI DIO:
QUELLI CREATI DA LUI (PRIMA SPECIE)
QUELLI CREATI DAGLI ANGELI (SECONDA SPECIE)
11. E sempre per queste ragioni anche Io, che sono il Signore, scelsi questa Terra a teatro delle Mie supreme misericordie, e creai sopra di essa tutti i nuovi Cieli.
12. Ogni uomo che sulla Terra viene partorito, ottiene uno spirito direttamente da Me, e può incontestabilmente aspirare secondo l’ordine prescritto a diventare un perfetto figlio di Dio.
13. Sugli altri mondi invece gli uomini ottengono lo spirito dagli angeli; perché ciascun angelo è figlio di Dio, e come Me Stesso e come ogni arcangelo dovette percorrere la via della carne su questa Terra; per il quale motivo anch’egli possiede poi in sé la potenza creativa, che prende dall’eccesso del suo amore e della sua luce per deporla negli uomini in formazione di altri mondi, e può per conseguenza allevare in questo modo come un Dio dei figli del proprio nome. Questi figli sono perciò, per così dire, dei figli di seconda mano, e non propriamente figli di Dio, possono però per la via della reincarnazione su questa Terra giungere essi pure al grado di figli di Dio.
14. Vedete, tutto ciò sotto certi punti di vista rappresenta bensì per gli uomini di questa Terra uno svantaggio, perché sono costretti ad abitare così vicini al peggiore fra tutti gli spiriti il quale dà loro molto filo da torcere; ma d’altro canto hanno un inapprezzabile vantaggio, poiché in primo luogo essi sono dotati di un vigoroso spirito di Dio per mezzo del quale, purché lo vogliano, sono in grado di controbattere facilmente la malvagità del grande “perfido”, riuscendo così – e questo in secondo luogo – a diventare perfetti figli di Dio.
(dal libro Dall'Inferno al Cielo, vol.1, cap.96)
DUE SPECIE DI FIGLI DI DIO:
QUELLI CREATI DA LUI (FIGLI DIRETTI)
QUELLI CREATI DA SATANA (FIGLI INDIRETTI)
1. Dico Io: «Mia carissima Elena, Io sono oltremodo soddisfatto di tutte le tue parole. E la tua lode non lascia spazio a nessun altro desiderio perfino nel Mio Cuore. Infatti, l’unica lode che si può fare alla Verità è dire la verità, così come anche nessuno può riconoscere ed amare Me quale Dio se non proviene da Me!
2. Esistono degli uomini che sono usciti direttamente da Me; oltre a loro però ce ne sono anche altri che sono stati creati indirettamente da Me. Coloro che sono usciti direttamente da Me sono i veri figli di Dio nel cui cuore dimora anche il puro amore per Dio e, come conseguenza di questo amore, il vero riconoscimento di Dio. Quelli creati indirettamente però sono figli del mondo, generati dall’Inferno per opera di Satana. Anche questi ultimi però sono chiamati da Me al vero riconoscimento e al vero amore puro. Per amor loro ho compiuto principalmente l’Opera della grande Redenzione. [...].
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.2, cap.169)
DUE SPECIE DI UOMINI:
I FIGLI DI DIO PROVENIENTI DALL’ALTO
E I FIGLI DI SATANA PROVENIENTI DALLA TERRA
2. Dico Io: «Queste cose il vostro intelletto non è in grado di comprendere ancora dalla radice, ma considerato che siamo qui assieme indisturbati, allora Io voglio tuttavia darvi qualche chiarimento a proposito; dunque ascoltateMi!
3. La Terra è la portatrice di due specie o qualità di uomini. Una specie, la migliore, proviene già originariamente dall’Alto, e con questi sono da intendersi i figli di Dio. L’altra, e propriamente la cattiva specie, proviene unicamente da questa Terra; la loro anima è, in certo qual modo, un complesso di singole particelle vitali, le quali, tratte dall’essere di Satana, sono tenute prigioniere sotto forma di materia nella massa del corpo terrestre; da questa massa esse passano attraverso il regno vegetale e poi nel regno animale; e da qui, attraverso i molti gradini del regno animale, giungono finalmente a costituirsi in una potenza consistente di innumerevoli particelle animiche primordiali, che formano l’anima dell’uomo del mondo. Tali anime poi, durante gli atti procreativi specialmente non benedetti, assumono la carne nei corpi delle donne, e vengono poi messe al mondo esattamente come i figli della Luce proveniente dalla sfera spirituale celeste.
4. Ebbene, questi figli del mondo, il cui essere è tratto esclusivamente da quello di Satana, sono sempre più o meno esposti al pericolo di venire posseduti da qualche spirito maligno, cioè dall’anima nera di un qualche uomo-demonio già vissuto prima nella carne su questa Terra.
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.5, cap.225)
DIVERSITA’ TRA I FIGLI DI DIO E I FIGLI DEL MONDO
3. Infatti a questo mondo dimorano due specie di uomini. Gli uomini propriamente detti, che costituiscono la grande maggioranza, sono, per quanto riguarda l’anima e il corpo, originari unicamente da questa Terra, in base alla scala per gradi bene ordinati dell’ascesa delle creature, e quindi possono venire chiamati “figli del mondo”.
4. Una parte invece molto minore degli uomini di questa Terra è originaria dalla Terra stessa soltanto per quanto riguarda il corpo, mentre, per quanto riguarda l’anima, essi provengono o dai vari mondi stellari o talvolta perfino dai puri Cieli spirituali quali purissimi spiriti angelici. Quest’ultimi tuttavia finora sono i più rari.
5. Questa seconda specie di uomini, molto più nobile, la si può chiamare quella dei “figli di Dio”, ed a questi soltanto è riservata la comprensione dei misteri del Regno di Dio, nonché la capacità di istruire i figli del mondo riguardo a tali misteri, a seconda dei bisogni e della loro attitudine a comprenderli, ed anche la capacità di indicare loro la via, seguendo la quale essi pure possono diventare figli di Dio e cittadini del Suo Regno.
6. Ebbene, questi figli veri e propri del mondo, appena sorti fuori dalla melma di questa Terra, sono naturalmente ancora molto sensuali, dato che non sono ancora passati in qualche modo per nessuna scuola di una vita umana anteriore alla terrena, di una vita cioè libera di decidere per se stessa. Per conseguenza da principio non possono venire altrimenti guidati alla conoscenza di un supremo ed eterno Spirito divino se non mediante simboli e immagini molto semplici e percettibili ai sensi.
7. E vedete, è a causa della maggior parte degli uomini su questa Terra che le Rivelazioni sui regni degli spiriti sono per così dire tutte avvolte in immagini sensibili. Queste immagini dovranno essere svelate dai figli di Dio ai figli del mondo solo di quando in quando, gradualmente, in base all’aumentata capacità dei figli del mondo di comprenderle. Però tutto ciò non deve essere fatto tutto in una sola volta, ma esattamente solo quel tanto che i figli del mondo sono in grado di sopportare e di digerire nello stomaco della loro anima. Ma da quanto è stato detto, potete già trarre ora qualche conclusione.
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.6, cap.178)
COME DISTINGUERE LE “ANIME DALL’ALTO” E QUELLE “DAL BASSO”
7. Rispose Lazzaro: «Ma come faremo poi a riconoscere chi, fra coloro con i quali avremo a che fare, sarà dall’Alto o dal Basso?»
8. Dissi Io: «Quando sarà necessario, questo vi verrà rivelato dallo spirito in voi. Tuttavia c’è anche un indizio esteriore e raramente ingannevole, in base al quale nell’uomo è presto e facilmente riconoscibile da dove egli proviene in base alla sua anima.
9. Vedete, l’anima, pur trovandosi necessariamente dentro la sua carne tenebrosa, conserva tuttavia sempre un certo sentimento di dove essa ha tratto le proprie origini, e rivolge volentieri gli orecchi e particolarmente gli occhi della carne verso quella parte da dove essa proviene dai primordi. Gli uomini che rivolgono il proprio sguardo di preferenza verso l’alto, e amano andare sulle vette dei monti e che si dilettano dei suoni che giungono loro in qualche modo dalle alture, sono certamente dall’Alto.
Gli uomini invece che tengono lo sguardo per lo più rivolto verso terra, e frugano nel terreno per cercarvi ogni tipo di tesori, e soltanto raramente rivolgono gli occhi e gli orecchi verso l’alto, costoro sono anche sicuramente dal Basso. In base a questi contrassegni voi potete senz’altro riconoscere chiaramente, purché vi facciate attenzione, chi si trova davanti a voi.
10. Gli uomini provenienti dall’Alto sono solitamente dotati di facoltà inventive, e riescono in ogni specie di arti e di scienze; tuttavia tutti loro, chi più chi meno, credono difficilmente, poiché pretendono una dimostrazione precisa e chiara di tutto. Filopoldo, il greco proveniente da Cana presso Chis, non credette finché non gli ebbi mostrato il corpo solare dove egli era vissuto precedentemente in un corpo di carne, e quasi tutti i scettici sono del medesimo stampo. Dinanzi ad individui di questo genere voi potete creare dei mondi, ma ai loro occhi tutto ciò avrà quasi neanche l’effetto che potreste ottenere dicendo ad un uomo di questa Terra: “Va e fa così”, e questo difficilmente domanderà: “Ma e perché?”, dato che crederà senz’altro e farà come gli è stato richiesto, visto che è stato un savio a dirglielo; in quanto al motivo poi egli spera di apprenderlo sempre abbastanza per tempo. Invece un uomo dall’Alto vi guarderà bene negli occhi e domanderà: “E perché dovrei fare così? Senza una ragione io non faccio nulla! Spiegatevi dunque più chiaramente, e poi vedrò se c’è un valido motivo per cui dite ‘Va e fa così!’”.
11. Infatti Io vi dico che è importantissimo, quando si vuole fare il maestro, accertarsi di che spirito siano figli gli allievi con i quali si ha a che fare e con quale specie di vite vi troviate a dover coltivare nella Mia vigna, perché la stessa parola può avere le migliori ma anche le peggiori conseguenze, a seconda che essa venga presentata in modo conforme o non conforme al carattere di chi la ascolta.
12. I piccoli e deboli figli di questa Terra credono – come ho già detto – presto e facilmente a tutto quello che si dice loro di credere, ed hanno bisogno di spiegazioni solo più tardi, quando cioè la loro provvista di articoli di fede si è già fatta abbondante. Quindi, avendo a che fare con loro, è opportuno usare la massima attenzione affinché venga sempre predicata loro la purissima verità. E guai dunque a colui che volesse scandalizzare i piccoli di questa Terra esponendo loro ogni tipo di falsi insegnamenti e di falsi esempi, come già una volta Io vi ho mostrato in Galilea con una parabola piuttosto breve! Con i figli dall’Alto, invece, ci vuole la spiegazione già in anticipo, o almeno contemporaneamente all’insegnamento, altrimenti essi non accoglieranno tanto facilmente una cosa come piena verità. [...]
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.1, cap.214)
I FIGLI DI DIO DEVONO “FORMARSI DA SE STESSI” SUL PIANETA TERRA
9. Dice l’angelo: «Il perché sta nel fatto che qui sulla Terra si tratta di diventare fuori da Dio e in Dio una creatura perfettamente nuova; e quando avrai raggiunto il sommo grado di figlio di Dio, tutto ti verrà restituito!
10. In tutti gli altri innumerevoli mondi tu vieni formato esteriormente ed interiormente così come tu devi essere; qui sulla Terra, invece, già la forma esteriore è affidata da Dio all’anima, la quale nell’ordine in cui è creata si edifica da se stessa il proprio corpo; in modo particolare però ciascuno spirito, che viene posto nell’anima ad esso attribuita, deve educare anzitutto la propria anima
mediante l’osservanza dei precetti datigli esteriormente. Quando l’anima ha raggiunto così il giusto grado di maturità e di perfezione, allora lo spirito si diffonde e penetra completamente nell’intera anima; con ciò l’uomo risulta completo, ed è una creatura nuova, la quale in via di considerazione assoluta è opportuno dire che proviene pur sempre da Dio, perché lo spirito nell’uomo, traendo origine pienamente dal Cuore di Dio, veramente altro non è che un Dio in piccolissime proporzioni.
Ma l’uomo non diventa uomo per l’azione divina, ma per azione del tutto sua propria, ed è appunto perciò nel più completo significato della parola un vero figlio di Dio! E riassumendo brevemente ti dico ancora quanto segue:
11. “Su tutti gli altri corpi celesti gli uomini non devono formarsi da se stessi, ma vengono formati da Dio, oppure, il che è la stessa cosa, dai Suoi figli. Qui invece sulla Terra gli uomini devono formarsi completamente da soli secondo l’Ordine rivelato, altrimenti non possono diventare figli di Dio. Ne consegue che un uomo, il quale abbia raggiunto il sommo della perfezione su questa Terra, è, quale figlio di Dio, in tutto simile a Dio, mentre un uomo imperfetto ed incompiuto sta spesso molto al di sotto del regno animale!».
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.2, cap.59)
IL METODO DIVINO PER FORMARE “FIGLI DI DIO” SI CHIAMA
“AUTOFORMAZIONE” O “FORMAZIONE DI SE STESSI” E CONSISTE IN
UNA DURA LOTTA E IN UNA LIBERA SCELTA TRA CIELO E INFERNO
7. Purtroppo un giorno arriveranno quei tempi in cui la dottrina profanata di Gesù, il Signore, verrà predicata ai popoli con il fuoco e con la spada, ma questo sarà un male gravissimo per gli uomini! Ed ora comprendi tutto ciò?»
8. Risponde Cirenio: «Ahimé, sì certo che lo comprendo e mi domando sempre ancora perché da parte dei Cieli onnipotenti non si vogliano impedire tali estreme calamità e perché mai si dovette o si volle, in generale, cominciare a concedere libero accesso al male in questo mondo!»
9. Dicono i due: «Carissimo amico e fratello! Se non ti è estranea una qualche sapienza, giudica tu stesso se senza un contrario possa esservi un vantaggio! Quando mai un uomo è diventato un eroe senza combattere? Ma gli uomini sarebbero venuti ad una lotta se fra di loro fossero stati soltanto dei mansueti agnellini? Ovvero, potresti tu mai misurare la tua forza se non ci fosse qualcosa capace di opporti una certa resistenza? E come potrebbe esistere un Alto se non ci fosse un Basso? Oppure come potresti fare del bene a qualcuno se non ci fosse nessuno che ha bisogno di aiuto? Che cosa sarebbe allora una buona azione se nessuno ci fosse ad averne vantaggio? O potresti tu insegnare ad un onnisciente qualcosa che prima non sapesse?
10. Vedi, in un mondo dove l’uomo deve da se stesso plasmarsi a vero figlio di Dio è conveniente che gli vengano offerte anche tutte le possibili occasioni, sia buone che cattive, di poter mettere in pratica, nell’estensione massima, la dottrina di Dio.
11. Devono esserci il freddo ed il caldo, affinché il ricco abbia occasione di provvedere di vestiti i suoi fratelli poveri e nudi. E così pure ci devono essere dei poveri, perché nuovamente i ricchi possano esercitarsi nella misericordia ed i poveri nella gratitudine; così pure è necessario che vi siano dei forti e dei deboli, affinché ai forti sia offerta occasione di soccorrere i deboli ed ai deboli invece l’occasione di riconoscere nell’umiltà del loro cuore che essi sono veramente deboli. Ed infine, in certo qual modo, devono esserci anche gli stolti, come pure dei saggi, perché altrimenti a che cosa servirebbe ai saggi il lume del loro intelletto?
12. Se non ci fossero i cattivi, dove troverebbero i buoni il paragone per giudicare se e fino a quale punto essi sono veramente buoni?
13. Dunque, per riassumere quanto detto, in questo istituto di autoformazione degli uomini a liberissimi figli di Dio deve anche essere dato agli uomini il maggior numero possibile di occasioni pro e contro, allo scopo che i figli possano radicalmente esercitarsi in tutto e completamente perfezionarsi, poiché altrimenti non potrebbero mai diventare dei veri ed onnipotenti figli dell’Altissimo!
14. Perciò noi ti diciamo: “Finché un uomo, per potere assolutamente suo proprio, non arriva a respingere Satana fuori dal campo della lotta, in ogni evenienza ed in ogni circostanza, egli è ben lontano ancora dall’essere un perfetto figlio di Dio. Ora, come mai potrebbe egli uscire vincitore su questo nemico se gli si togliessero tutte le occasioni di venire, sia pur lievemente, in contatto con lui?”. Un cosa è certa: il vero Regno di Dio si acquista unicamente al prezzo di dure lotte, perché la vita eterna fiorisce soltanto nella più assoluta libertà e perciò deve essere anche offerta occasione al combattimento fra Cielo ed Inferno!».
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.3, cap.177)
C’È SOLO UN UNICO PROCESSO FORMATIVO PER DIVENTARE FIGLI DI DIO
E CIOÈ LA LIBERA SCELTA TRA IL BENE E IL MALE
7. Anzi, se gli uomini vorranno, Io Stesso dovrò lasciarMi far prigioniero ed infine perfino lasciarMi uccidere nel corpo, per concedere appunto con ciò la massima libertà di azione alla loro volontà, poiché fuori da questa e attraverso questa suprema ed illimitatissima libertà le creature umane di questa Terra sono poste perfettamente in grado di innalzarsi alla dignità altissima di veri figli di Dio, in tutto assolutamente simili a Lui, e di veri dèi essi stessi.
8. Come soltanto Io Stesso attraverso la Mia illimitatissima potenza di volontà sono Dio da eternità in eternità, nell’identica maniera devono innalzarsi a dèi per l’eternità anche i figli del Mio Amore!
9. Ma per raggiungere questa meta, è appunto necessario quel processo di formazione spirituale del quale non sei affatto ancora persuaso; se però ti dai la fatica di pensarci soltanto un po’, vedrai che non è possibile un procedimento diverso.
10. Dove si tratta di salire alle più grandi altezze, deve essere data anche la possibilità di scendere alle massime profondità!».
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.4, cap.35)
TRE TIPI DI ESSERI INCARNATI SUL PIANETA TERRA
1) ANIME COSTITUITE DALLA MATERIA TERRESTRE
2) ANIME PROVENIENTI DA ALTRI PIANETI E SOLI
3) SPIRITI ANGELICI PURISSIMI
1. (Il Signore:) «Oltre a ciò vi sono ancora differenze anche fra le anime che provengono dall’Alto, poiché alcune sono originarie da corpi solari perfetti, e queste sono più temprate e più forti di quelle che scendono qui da piccoli pianeti, simili a questa Terra, per poter raggiungere qui la dignità di figli di Dio.
2. Quanto più imperfetto è un pianeta, tanto più deboli sono le anime che provengono da esso. È vero che essi devono sostenere una piccola prova della vita, ma possono ricevere un danno maggiore all’anima. Comunque loro hanno un potente germe di vita originaria in sé; se esso viene destato nel modo giusto, le anime sono di nuovo e presto nel pieno ordine di vita.
3. Infine, nella maggioranza dei casi, ci sono anime che derivano da questa Terra fin dai primordi. Esse sono chiamate, nel senso più vero, alla figliolanza di Dio; sono le più deboli e sono quelle che vanno più velocemente incontro alla completa rovina, ma una cosa simile non accade facilmente, perché su cento di esse si trovano di certo una o due forti dall’Alto, che proteggono le anime deboli e impediscono loro di rovinarsi completamente. Se tra loro ci sono delle pecorelle smarrite, al momento opportuno vengono però sicuramente ritrovate.
4. Ogni anima – per quanto debole, impotente, sciupata e corrotta – ha in sé il germe primordiale di vita che non può mai guastarsi. Quando, in un periodo adeguato di tempo, l’anima è stata portata al punto che in essa può venire destato il suo germe primordiale di vita più intimo, allora essa può dirsi anche beata e forte nell’amore e nella sapienza in tutte le cose, ed è quindi altrettanto una figlia
dell’Altissimo quanto uno spirito angelico incarnato, oppure quanto un’anima proveniente da un sole centrale, o da un sole planetario di grado inferiore o da uno qualsiasi degli altri corpi terrestri oscuri e per sé privi di luce, roteanti altrove lontano dalla Terra, dei quali nell’immenso spazio della Creazione ve ne sono più che non i granelli di sabbia del mare e i fili d’erba della Terra.
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.5, cap.113)
NON TUTTE LE CREATURE UMANE DEGLI ALTRI MONDI
POSSONO DIVENTARE FIGLI DEL “CUORE DI DIO”
4. E similmente avrebbe conseguenze molto negative nel grande ordine generale della Creazione se Io ammettessi le creature umane degli altri mondi a diventare dei veri e propri figli del Mio Cuore. Certo, una tale concessione ogni tanto è essa pure possibile, ma per fare così ci vogliono importanti processi di purificazione ed un’ampia preparazione! A tale grazia pervengono, con maggiore facilità di tutte le altre, le anime di questo sole, oppure gli arcangeli primordiali, ai quali spetta il compito di governare, guidare e mantenere nel migliore ordine, come giudicati, degli interi globi cosmici. Ma per quanto immensamente grandi possano essere sotto ogni aspetto questi arcangeli primordiali, bisogna che si accontentino di essere altrettanto piccoli qui, come ho fatto Io, e di sopportare ogni umiliazione.
5. Anche dal sole centrale di questo sistema a cui appartiene anche questo sole, delle anime possono venire trasferite su questa Terra per ottenere la dignità di figli di Dio; così pure dagli altri soli centrali, della galassia e dell’ammasso galattico, possono venire fatte trasmigrare delle anime qui. Ma solo dall’ambito dello stesso compendio solare in cui si trova questa Terra possono venire qui anche delle altre anime, però è estremamente difficile che qualche anima possa venire trasferita qui dal sole centrale primordiale comune, perché le anime di quegli uomini, necessariamente di colossale grandezza, contengono in sé una quantità di sostanza talmente enorme da non poter venire accolta dentro al piccolo corpo di un uomo di questa Terra.
6. Ma quantunque su quel corpo solare dalla grandezza per voi incommensurabile, vari continenti siano popolati da uomini di dimensioni tali per cui già il loro capo risulta essere almeno un migliaio di volte più grande di tutta la vostra Terra, eppure il più debole fra i Miei veri figli di questa Terra è, grazie al Mio Spirito insito nella sua anima, più potente in misura infinita di miriadi di quegli uomini dalle proporzioni inimmaginabilmente colossali che popolano i soli centrali primordiali.
7. Ponderate dunque bene su che cosa significhi essere un figlio del Dio altissimo, e quale immensa, assolutamente non giudicata e intangibile prova della libera volontà sia necessaria affinché l’anima possa diventare una cosa sola con il Mio Spirito in voi; ora è appunto questa unificazione, ed è essa sola, quella che è adatta a fare completamente di voi dei veri figli Miei!».
(dal libro Il Grande Vangelo di Giovanni, vol.6, cap.133)
DIO POTREBBE CREARSI DEI FIGLI GIÀ PERFETTI, POTENTI E SAPIENTI,
CIOÈ FIGLI UMANI “PROGRAMMATI”, EGLI PERO’ PREFERISCE AVERE
DEI FIGLI “LIBERI, AUTONOMI E SPONTANEI”
10. Certo che Dio, in virtù della Sua Onnipotenza, potrebbe costituire o creare fuori da Sé anche uno spirito già dotato di perfetta sapienza e potenza, anzi potrebbe crearne molti in un solo istante; sennonché tali spiriti non avrebbero nessuna indipendenza, perché la loro volontà e le loro azioni non sarebbero altro che quelle della Divinità Stessa, la Quale dovrebbe influire incessantemente su di loro affinché esistessero, si muovessero ed agissero conformemente all’incitamento della Volontà divina. Ma in questo caso in sé e per sé essi non sarebbero assolutamente nulla, ma rappresenterebbero unicamente dei Pensieri e delle Idee momentanee di Dio.
11. Ma se degli esseri di questa specie devono avere la possibilità di rendersi indipendenti con il tempo, è bene che essi percorrano la via della materia, ovvero della Volontà di Dio giudicata e quindi consolidata, nella maniera come voi l’avete vista davanti ai vostri occhi su questa Terra. Una volta percorsa questa via, soltanto allora essi assurgono per virtù propria a figli di Dio indipendenti, che pensano liberamente e che operano di propria volontà, i quali certo compiono sempre la Volontà di Dio, ma non perché vi sono costretti dall’Onnipotenza divina, bensì perché hanno riconosciuto la Volontà di Dio come supremamente saggia, decidono di operare in conformità ad essa, ciò che torna poi a vantaggio della loro stessa vita, e questo è proprio ciò che costituisce la delizia e la beatitudine supreme della vita per loro.
12. Vedi dunque, o amico Mio caro, così stanno le cose, e appunto per il fatto che stanno così tu puoi riconoscere ed ammirare sempre più la Sapienza suprema dell’unico vero Dio, perché appunto da ciò ti è dato di constatare come Dio, nel Suo supremo Amore e nella Sua infinita Sapienza, vada formando ed educando i Suoi propri Pensieri e le Sue proprie Idee in modo che diventino figli indipendenti e perfettamente simili a Lui!».
(dal libro Lettera di Paolo apostolo alla comunità di Laodicea, cap.3)
COME DIVENTARE “FIGLI DI DIO”
1. Ma io dissi: “Evitate la menzogna, perché essa è la più prossima discendente di Satana!” per il motivo che voi ora, come io l’appresi da Ninfà e come mi suggerisce ugualmente lo Spirito di Cristo in me, siete per la maggior parte passati ai precetti degli uomini.
2. Cos’altro mai è il tempio se non un’istituzione umana, un’opera morta della mano dell’uomo, dunque un vano sogno che subito svanisce, non appena l’occhio si desta dal sonno?
3. Ed essendo ciò, esso è una menzogna, nella quale voi cadete per frodare ed ingannare voi stessi, poiché voi ritenete che facendo ciò onorate Dio; e mentite a Dio Stesso se credete di rendere a Lui con ciò un servizio ed un sacrificio importante!
4. O stolti! Quale servizio volete rendere mai all’Onnipotente, il Quale creò cielo e terra prima ancora che voi foste da Lui creati? Che cosa mai possedete voi, che non l’abbiate dapprima ricevuta? Ma se l’avete ricevuta, perché dunque operate come se non l’aveste ricevuta?
5. Volete forse prestare un servizio gradito al Signore adorandoLo in un tempio edificato da mani d’uomo, con cerimonie ed incenso, e con morte preghiere scritte su lunghe o larghe pergamene?
6. Oh, vedete quanto vi ha ingannato un apostolo di Satana! Cristo, in Cui dimora la Pienezza della Divinità, fu pure condannato nel corpo alla morte nel tempio, e prima di ciò ha profetizzato Egli Stesso la totale distruzione dello stesso tempio!
7. Come potrebbe Egli dunque trovare compiacimento in quello da cui Egli ha tanto ammonito tutti i Suoi discepoli e me stesso in spirito, quando diceva: “Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sommi sacerdoti!”?! E voi volete ora riedificare l’antico «luogo di giudizio», che dinanzi a Dio è divenuto un abominio, e volete farne una dimora del Signore per poterLo uccidere più volte!
8. Quanto dovete essere ciechi e quanto dovete essere passati dalla parte del mondo per non aver riconosciuto una tale cosa di primo acchito!
9. Non basta dunque che Cristo sia morto UNA VOLTA per tutti e noi tutti ora con Lui, per risorgere con Lui, ancora nella nostra carne, al vero riconoscimento del Suo Spirito che è in noi, ed al riconoscimento del Padre che ci aveva amati ancora prima che fosse il mondo?
10. Quante volte ancora vorreste voi uccidere Cristo, Lui, il solo Vivente in eterno, il Quale con la Sua gloriosa Risurrezione ci ha destati tutti a suo tempo dalla morte alla Vita eterna?
11. Io, Paolo, però vi dico: “Andate e distruggete il tempio, cancellate dai calendari il giorno di festa prescrittovi, scacciate il falso vescovo ed i suoi servi, i quali, al pari di quelli di Gerusalemme,
vogliono ingrassarsi col lavoro delle vostre mani, e si sono fatti un grande scrigno di ferro per riporvi i vostri risparmi in oro ed in argento,
12. e distruggete col fuoco gli abiti ornati, che ora sono un orrore dinanzi a Dio; in tal modo voi renderete già con ciò un servizio ben più gradito al Signore che non se vi abbandonaste per mille anni alla mortificazione in un tale tempio!
13. Ma se voi volete proprio avere fra voi una casa che sia realmente gradita a Dio, edificate allora un ospedale per ammalati, per zoppi, per appestati, per storpi, per ciechi e muti, ed una casa per povere vedove ed orfani, ed una casa per stranieri colpiti da sventure, senza eccezione, non importa chi siano!
14. Questi accogliete con gioia e pietosi, e dividete con loro, rendendoli compartecipi, tutta la vostra benedizione, come il nostro Signore Gesù Cristo ha fatto a noi due volte, allorché Egli saziò migliaia di affamati con la Pienezza della Sua Benedizione; in tal modo renderete a Lui, l’unico Santo, un servizio veramente gradito per la vostra santificazione.
15. Perché Egli Stesso ha parlato in tal senso, dicendo: “Ciò che voi farete al minimo fra questi poveri, l’avrete fatto a Me!”.
16. Se Egli dunque ha più volte espresso chiarissimamente quale sia per Lui il servizio più gradito, perché scegliete voi quello che è per Lui un abominio, un odore nauseante e una pestilenza?
17. Ma a Dio, il Signore in Cristo, il solo gradito tempio vivente è un cuore pieno
d’amore, e questo Egli lo preferisce ad un mondo pieno di templi di Salomone, che sono tutti morti, mentre il cuore è vivente e può amare Dio e tutti i fratelli! Riedificate dunque questo tempio in voi spiritualmente e in esso fate, in ogni tempo, vivo sacrificio al Signore!
18. Non il tempio, non le cerimonie, non il sacerdote e non il vescovo, nemmeno Paolo ed i suoi discepoli; non il giudeo, non il greco, né la giudaica circoncisione del prepuzio, nemmeno il tempio di Salomone; così pure nemmeno il non greco, né lo sciita, né il pagano, né il libero, né lo schiavo; neppure il Sabato, né il novilunio, nemmeno il giubileo sono qualcosa per Dio, bensì Cristo soltanto è Tutto in tutto!
19. Tenetevi dunque fermi soltanto a Cristo quali eletti di Dio, quali Suoi santi e Suoi diletti, con la viva fede, con l’amore, con la misericordia affettuosa verso i vostri fratelli, con l’amicizia, con la dolcezza, l’umiltà, la mansuetudine ed ogni pazienza.
20. In tutto ciò tolleratevi l’un l’altro e perdonatevi vicendevolmente di cuore quello che uno ha contro l’altro, e come voi perdonerete, così io pure vi perdonerò e vi perdonerà il Signore!
21. Non muovete querela l’uno contro l’altro, come fanno i pagani che hanno appositi tribunali, ma siate invece trattabili e vicendevolmente tolleranti, ed accomodate nel vostro cuore le vostre divergenze; in questo modo vi comporterete di fronte al Signore meglio che non osservando nel modo più scrupoloso tutti i precetti di Mosè, i quali sono difficili da tenersi a mente e più difficili ancora da osservare; poiché il Signore non trova compiacimento nei precetti di Mosè, ma soltanto in un cuore puro che ami veramente Dio ed i fratelli.
22. E quindi ad ogni altra cosa preferite l’amore, perché esso solo ha valore presso il Signore, ed in esso soltanto si compendia in modo vero e pienamente giusto ogni compimento ed ogni perfezione!
23. Nell’amore e mediante l’amore regni nei vostri cuori la vera e perfetta Pace di Dio, nella quale ed alla quale soltanto voi siete tutti chiamati in un Corpo in Cristo il Signore; e quando Lo ringraziate, ringraziateLo di ciò, sempre ed eternamente in spirito ed in verità,
24. ma non Lo ringraziate in un tempio morto, che non è nulla dinanzi a Dio, il Signore e Datore di Vita, il Quale guarda soltanto al cuore ed alla sua pace!
25. Fate che la vivificante Parola di Cristo dimori abbondantemente fra di voi in tutto l’Amore e nella vera perfetta Sapienza che da Esso proviene! Istruitevi ed ammonitevi, ed edificatevi vicendevolmente con ogni sorta di cose e considerazioni elevate e spirituali,
26. con salmi d’amore ed altri inni di lode e amorevoli canti spirituali; ma cantate nel cuore e non fate un vuoto rumore con le labbra; in tal modo vi renderete più graditi al Signore che non i farisei, i giudei ed i pagani, col loro vano vociare che dà molto da fare alle loro labbra a causa dell’oro, mentre i loro cuori sono più freddi del ghiaccio!
27. Tutto quello però che volete fare, sia con le parole sia con le opere, fatelo nel Nome del nostro Signore Gesù Cristo, e ringraziate di ogni cosa Dio Padre per mezzo Suo, poiché Egli è il Mediatore fra Dio e noi, e nel Suo Cuore dimora la Pienezza del Padre!
28. Ascoltate pure voi, o donne di Laodicea: il Signore, nostro Dio dall’eternità, vuole che voi siate perfettamente sottomesse ai vostri uomini in Cristo il Signore, poiché nell’uomo voi avete il capo di Cristo.
29. E voi uomini, amate le vostre donne nell’adeguata misura, e non comportatevi duramente con loro; ma nemmeno amatele eccessivamente, affinché a causa loro non dimentichiate il Signore, poiché l’amore per il Signore deve essere libero, così come se voi non aveste moglie.
30. E voi fanciulli obbedite completamente ai vostri genitori in tutte le cose che non sono contrarie a Cristo, poiché tale è la Sua Volontà e ciò è a Lui gradito.
31. Ma voi genitori non amareggiate l’animo dei vostri figli con aspre parole e maltrattamenti, affinché non provino timore di voi e non divengano poi vili adulatori ed ipocriti, poiché uno che è apertamente ostinato voi potete renderlo mansueto con l’amore, mentre un ipocrita ed adulatore è incorreggibile.
32. Così dico anche a voi, servi dei vostri padroni: “Siate loro obbedienti in tutte le cose che non sono contro Cristo, ma non con la vuota adulazione per piacere con ciò ai vostri padroni, bensì nella schietta semplicità dei vostri cuori e nel costante timore di Dio”.
33. Tutto quello, però, che fate per i vostri padroni, fatelo come se serviste Cristo il Signore con tutta la fedeltà del vostro cuore, ma non come se serviste gli uomini; allora riceverete voi pure un giorno da Lui la ricompensa della gloria.
34. Chi di voi commette però cosa ingiusta verso i propri padroni, costui lo fa nella stessa misura anche contro il Signore; il Signore però non guarda la condizione – cioè se qualcuno è padrone o servo –, bensì considera soltanto l’opera ed il motivo dell’opera!
35. A colui quindi che agisce male, il Signore darà un giorno la ricompensa che gli spetta; voi potete bensì ingannare gli uomini, ma il Signore non Si lascia ingannare, poiché i vostri cuori stanno sempre aperti dinanzi a Lui.
36. Anche a voi, però, padroni, io dico di riflettere bene sul fatto che i vostri servitori sono pure vostri fratelli dinanzi al Signore; perciò fate loro, in ogni tempo, quanto è giusto presso Dio! Date loro, a tempo debito e con l’amore in Cristo, la ricompensa pattuita, e pensate che noi tutti abbiamo un Signore in Cielo, e Questi è Cristo, il Santo di Dio dall’eternità!
37. Non tralasciate la preghiera e pregate continuamente con gratitudine, non però con le labbra, bensì in spirito ed in verità con tutta la semplicità del vostro cuore, e con vera devozione nell’amore per Cristo il Signore!
38. Ma pregate contemporaneamente anche per me, affinché il Signore voglia tenermi sempre aperte le porte della vivificante Parola, ed affinché io possa in ogni tempo parlare dinanzi a voi e dinanzi a tutti i fratelli in Cristo del Suo grande Mistero e di quello del Suo Regno, poiché io pure sono ancora vincolato al mondo, e sono un uomo del tutto comune, che può profetizzare solo quando il Signore gli apre le porte della Sua Grazia.
39. Semplice e saggio sia il comportamento dinanzi e verso ognuno, anche verso coloro che sono stranieri, verso i giudei ed i pagani! Voi non dovete giudicare nessuno, sia egli uno sciita, un pagano, un giudeo, un greco oppure un non greco, ma sappiate adattarvi saggiamente secondo i tempi e le circostanze!
40. Le vostre parole verso ciascuno siano sempre condite d’amore, e siano piene del sale della vera Sapienza emanante da Dio; quando parlate con qualcuno, attingete sempre a tale Sapienza, affinché l’altro apprenda quanto differisce la Sapienza divina da quella dei savi del mondo.
41. Io, Paolo, ritengo di non aver tralasciato nulla ora per dimostrarvi ciò che esiste fra di voi, e come esso sia una velenosa zizzania, anzi, un dannosissimo albero venefico, il cui alito soffoca tutto; e quindi non ho più nulla contro di voi!
42. Questo però, amati fratelli, sia in ogni tempo una vera cerimonia fra di voi; e cioè che voi rendiate onore in spirito ed in verità a Dio, il Padre nel Figlio, amandoLo in ogni tempo sopra ogni cosa in Suo Figlio, il Quale è morto sulla croce per Amore di noi tutti, per ridonarci la figliolanza di Dio, la quale i nostri Padri, da Adamo in poi, hanno sempre demeritata.
43. Io però vi prego, per amor di Dio, che portiate degni frutti di una completa conversione dal vostro nuovo paganesimo nella vivente Chiesa di Dio, la quale dimora in voi, ma non nei templi, né nelle vesti ornate e nemmeno in cerimonie di nessuna specie.
44. L’Amore di Dio e la Grazia del nostro Signore Gesù Cristo siano con voi in ogni tempo ed eternamente! [...]
(dal libro Doni del Cielo, vol.3, cap.49)
LA VIA PIU’ BREVE PER DIVENTARE “FIGLI DI DIO”
42. Certo sotto questo aspetto per l’uomo giusto succede come per un albero, il cui frutto anch’esso non diventa maturo ad un tratto, bensì a poco a poco; ma se la primavera fu tiepida e serena e l’estate costantemente calda, intercalata da leggere piogge, allora voi dite: “Quest’anno avremo una maturazione precoce”. Vedete, lo stesso è di voi: “Se avete trascorso la vostra giovinezza serenamente in dolce amore per Me, allora anche l’estate diventerà calda e in tutto vivificante,
intercalata da piogge di Grazia dal Cielo, e voi potete stare sicuri che l’eterno autunno dorato non sarà più lontano per l’eterna maturazione del frutto immortale”. Infatti nella misura in cui qualcuno vuole rinascere da Me, costui deve riconoscere i suoi peccati e ammetterli pubblicamente per la sua mortificazione, cioè: esteriormente sul serio per mezzo della Confessione, e interiormente a Me di perdonarlo, com’è indicato nella Mia Preghiera; e come un Pietro deve provare vero pentimento e dolore e timore, e piangere per la perdita così inestimabile della Mia Grazia, e con la volontà deve prendere la più seria decisione di non voler mai più peccare per tutta l’eternità.
43. Poi deve proporsi con grande fermezza di rompere del tutto con il mondo, e di consegnarsi interamente a Me e nel suo amore avere una grande nostalgia di Me − e con questa grande nostalgia ogni giorno deve ritirarsi dal mondo e da tutte le occupazioni in esso, e almeno per la durata di sette quarti d’ora, a porte e finestre chiuse, né pregare né leggere qualcosa, bensì deve trascorrere questo tempo in totale quiete, esclusivamente occupandosi di Me nel suo intimo. E sempre però, ogni qualvolta qualcuno si sia portato in questa quiete, egli deve rivolgere a Me nel suo cuore il seguente stimolante discorsetto nella più ferma serietà e dire:
44. “Signore! Eccomi qui. Ti ho fatto aspettare a lungo, o amorevolissimo, santo Padre, poiché già fin dalla mia fanciullezza Tu mi hai gridato incessantemente: “Vieni a Me, Io voglio ristorarti!”. Ora, o Padre, è venuto il tempo in cui il mio orecchio si è aperto e la mia volontà, altrimenti così ostinata, si è piegata totalmente alla Tua, piena di umiltà e di ubbidienza davanti a Te; così come, secondo il Tuo Volere, si è sottomessa ai miei fratelli, tutti migliori di me. Perciò vieni da me, mio adorato Gesù, e ristora la mia anima malata con il balsamo del Tuo infinito Amore. Fa’ che io scopra il mio grande torto nel Tuo amaro soffrire e morire; fammi vedere le cinque sante Cicatrici e riconoscervi il mio grande delitto! O Gesù, Tu vincitore della morte e dell’Inferno, vieni da me, e così insegnami a comprendere rettamente la Tua Volontà; insegnami a riconoscere il mio completo nulla e il Tuo tutto!
45. O mio dolcissimo, amorevolissimo Gesù, Tu Signore di tutte le schiere, vieni a me povero, − vieni a me debole, − vieni a me cieco, − vieni a me sordo, − vieni a me lebbroso, − vieni a me paralitico, − vieni a me zoppo, − vieni a me storpio, − vieni a me ossesso, − sì o mio, mio adorato Gesù! vieni, vieni, vieni a me morto e lasciami solo toccare il Tuo santo vestito, così vivrò. Signore, non startene a indugiare, perché ho infinitamente bisogno di Te; mai più posso essere senza di Te, poiché Tu per me sei Tutto, e per amor Tuo tutto il resto è diventato nulla! Senza Te non posso più vivere; perciò, o mio carissimo Gesù, vieni subito da me! Però come sempre, sia fatta anche stavolta la Tua santa Volontà Amen”.
46. Dopo di che andate a riposare e crescete nella nostalgia e nell’amore per Me. Se farete questo esercizio anche solo per breve tempo, allora Io vi dico che presto vedrete lampeggiare e udrete tuonare; ma allora non vi spaventate, e neanche diventate paurosi, poiché ora vengo Io a ciascuno, prima come Giudice fra tempesta, lampo e tuono, e solo dopo in dolce, santo Soffio quale Padre!
47. Chi vuole fare una cosiddetta confessione generale nel vero senso, costui avrà molto da impegnarsi, poiché vi sono richieste più umiltà e più abnegazione. Ciò significa, sia ben chiaro, che deve esserci un totale proponimento di non peccare più, e la santa Cena deve essere presa nella fede viva per purissimo amore per Me; soltanto allora si lasceranno percepire istantaneamente in voi i suoi meravigliosi effetti, i quali si manifesteranno subito come grandissima, inespugnabile gioia e celestiale diletto.
48. Vedete, questo è il cammino più breve e più efficace per la pura rinascita, nella quale soltanto si può ottenere la Vita eterna. Ogni altro cammino dura più a lungo ed è più insicuro, dato che ci sono molte vie di ladri, dove ovunque, dietro i cespugli della strada, stanno in agguato perfidi ladri, rapinatori e assassini; chi non è qui ben corazzato e non è armato di tutto punto, a costui gli sarà duro giungere al traguardo. Riflettere bene su chi è Colui che vi dice questo!
49. Perciò ritengo che, anziché gli svaghi mondani e i trattenimenti e le compagnie molto sporche, possiate scegliere a ragione il Mio riposo e i Miei svaghi del Sabato, e qui gratuitamente senza pagare l’ingresso intrattenervi con Me e impiegare i soldi [dell’ingresso] per qualcosa di meglio!
50. Che cosa ritenete che qui sia meglio e a Me tanto più gradito? Infatti, vedete, come Io dissi già un tempo agli apostoli: che nessuno può essere al servizio di due padroni, − perciò riflettete bene su Chi vi esorta a questo. Amen. Io Stesso sono il vostro santo Padre dall’eternità Amen, amen, amen.
(dal libro Il Governo della Famiglia di Dio, vol.1, cap.3)
FIGLI DI DIO: INSEGNAMENTO PRINCIPALE
2. Tu Mi domandi se è possibile che proprio dappertutto ci siano uomini come qui sulla Terra che tu abiti, e Io ti dico: “Sì, ci sono dappertutto uomini che provengono dalle Mie viscere, e Mi riconoscono secondo il tipo di viscere; e quelli che provengono dalle Mie mani e Mi riconoscono dalle Mie mani; e quelli che provengono dai Miei piedi e Mi riconoscono dai Miei piedi; e quelli che provengono dalla Mia testa e Mi riconoscono dalla Mia testa; e quelli che provengono dai Miei capelli e Mi riconoscono dai Miei capelli; e quelli che provengono dai Miei lombi e Mi riconoscono dai Miei lombi; e in generale quelli che provengono da ogni e ciascuna singola parte della Mia Entità corporea, e Mi riconoscono secondo tale parte. E la loro vita e la loro beatitudine corrispondono alla parte da cui sono scaturiti, e tutti sono Mie creature, che Mi sono care; poiché Io sono tutto Amore, e dappertutto sono l’Amore Stesso.
3. Ma gli uomini di questa Terra li suscitai dal centro del Mio Cuore, e li creai perfettamente a Mia immagine e somiglianza, ed essi non dovrebbero essere soltanto Mie creature, ma i Miei cari figli, che mi devono riconoscere non come Dio e Creatore, ma solo come il loro buon Padre, Colui che, dopo un breve periodo di prova, vuole riprenderli interamente con Sé, affinché essi abbiano tutto quello che ha Lui Stesso, e possano abitare presso di Lui eternamente, e con Lui regnare e governare l’Universo.


