(Dal libro DONI DEL CIELO, vol.1, cap.37)
UN VANGELO DELLA SORGENTE
Rivelazione sull’origine dell’Andritz, a nord di Graz, nelle vicinanze di St. Veit (AUSTRIA).Lorber esprime ciò che dice la sorgente, cioè il Signore nel nome della stessa.
Scriventi: K. G. L.; Andr. H.; Ans. H.
1. Prima che io (la sorgente) vi mostri la mia natura, è innanzitutto necessario sapere da dove e come io venga all’esistenza.
2. Alla profondità di 4000 klafter (7,6 km) e in direzione obliqua verso oriente si trova un’ampia, grande fenditura, che ha avuto origine con la formazione delle montagne mediante il Fuoco divino. Proprio qui, in questa fenditura, si raccolgono tutte le acque che vengono aspirate dai monti raccogliendole dall’aria umida. E poiché questa grande, ampia fenditura viene conservata quasi costantemente piena in questo modo ed il peso delle masse montuose innalzate sopra questa fenditura preme, come anche l’aria già molto condensata in questa profondità sulle acque, così quest’acqua sotterranea viene trasportata in superficie non soltanto in questo punto che voi vedete adesso, ma anche pure in molti altri punti sia attraverso piccole quanto attraverso grandi aperture e mediante corridoi vuoti dei monti. Poiché vedete, il fatto che in questo modo io venga trasportata in su alla superficie della Terra sulla quale voi vi trovate, e non in giù nella profondità come qualcuno potrebbe pensare, avviene perché la base di questa mia dimora sotterranea, che voi chiamate letto, è una roccia compatta e molto solida nella quale io poggio come in un bacino.
3. In questo bacino esistono tre arterie grosse come il braccio di un uomo, che si snodano in direzione nord est ad una profondità di più di tre miglia (22,26 km) sotto il monte che voi chiamate “Schöckel”, dove esiste un bacino e contenitore d’acqua ancora molto più grande, che ebbe origine ugualmente con la formazione del monte sopra citato per mezzo del Fuoco della Potenza divina, che qui è l’Amore del Padre!
4. In origine il fuoco dimorava in queste fenditure e continuò a dimorarvi per molti secoli ancora, e continuava a bruciare incessantemente all’interno. E quando l’acqua penetrava in massa attraverso i crepacci durante l’imperversare del fuoco, venivo già quasi evaporata e consumata strada facendo attraverso i crepacci bollenti. E la mia quieta potenza veniva destata attraverso il fuoco e doveva contribuire a trasportare le masse sotterranee alla luce del giorno. Quando tuttavia questi crepacci diventavano un po’ alla volta sempre più grandi con lo staccarsi dei pezzi, ed io così potevo cadere e penetrare in masse sempre crescenti, per ammorbidire la grande baldanza del fuoco – il quale, benché proveniente dall’Amore del Padre, racchiudeva però in sé, in quanto fuoco, una parte considerevole dell’Ira divina – allora lo stesso fuoco si spense un po’ alla volta nelle parti inferiori del bacino e bruciava soltanto di tanto in tanto nelle regioni superiori delle masse sollevate, per due secoli ancora.
5. Alla fine però, quando i monti, secondo la Volontà del Creatore, raggiunsero la giusta forma, altezza, larghezza e peso, allora l’eterno Amore inviò un piccolo e buono spirito angelico e fece soffocare completamente il fuoco.
6. Nessuno creda che un tale spirito che domina il monte sia una favola! Infatti alla Potenza amorevole dell’Eterno sono sottomessi infiniti, innumerevoli eserciti di spiriti con amorevole volontà, e provano la massima gioia e beatitudine quando l’Amore del Signore dà loro qualcosa da fare in qualche parte, così l’Amore del Signore concede anche volentieri ciò che amorevolmente desiderano questi spiriti.
7. Guardate, come voi mi vedete qui dinanzi ai vostri occhi, io penetro solo attraverso piccole arterie di cento klafter (190 m) su fino a questo punto visibile. E
vedete, se non fosse assegnato anche al mio condotto uno spirito benevolo e non pulisse le mie vie, queste si sarebbero già da molto tempo ostruite a causa della mia ottusa inettitudine oppure si sarebbero rovinate in un altro modo. Ma proprio questo spirito a me assegnato, e che sorveglia le mie vie, conserva queste mie piccole vie quasi da mille anni nel medesimo, tranquillo, soave e bell’ordine e non mi lascia diventare torbida per essere il laghetto dell’Andritz essere di eloquente esempio, affinché gli uomini, che mi visitano volentieri per la mia purezza e quieta solitudine e deliziano i loro occhi nella mia serena freschezza e chiarezza, si ricordino e ben riflettano (se sono in qualche modo anche solo di un sentimento puro, degno di Dio) sul fatto che la purezza e chiara visione può essere ottenuta fino in fondo al proprio essere, come anche in quello di un altro essere, soltanto ed unicamente in sé attraverso un procedere calmo e modesto nella tranquilla solitudine di Dio ritirata in se stessa.
8. Un tempo dimoravano in questi dintorni parecchi uomini devoti, il cui sentimento era Dio e l’agire non era altro che amore. Questi uomini venivano quasi ogni giorno con cuori pii e semplici in questo posto, dove voi vi trovate ora. E quando essi avevano qui compiuto, in modo gradito a un Dio, la contemplazione, il raccoglimento e l’offerta del loro lavoro quotidiano al Signore, allora nello stesso punto lì alla sinistra del monumento (che poco tempo fa è stato indegnamente eretto) usciva fuori questo stesso spirito buono e insegnava alla devota schiera l’Amore e la Sapienza di Dio, l’obbedienza e l’umiltà, ed in questi riconoscevano anche il grande Amore di Dio e perciò anche ogni genere di meravigliosi segreti della Natura.
9. Ed allora questi uomini discutevano con questo spirito per ore ed ore. Ed egli li lasciava appena lo chiamava un’azione necessaria. Avreste dovuto essere presenti e guardare il mio specchio, allora avreste visto che dinanzi a Dio tutto dà gioia ed è capace di ricevere gioia. Vi dico solamente questo, ma non deve sembrarvi ridicolo: io saltellavo come un’arzilla danzatrice nel mio piccolo bacino, e le pietre ridevano mostrando con l’applauso la loro approvazione piena di senno.
10. Ma gli uomini che vivono ora, che sono diventati di gran lunga più materiali di queste pietre erose dalle intemperie che mi circondano, mai potrebbero sperimentare dal punto di vista naturale e spirituale un tale sereno spettacolo, poiché chi non ha reso viva in sé la vita dello spirito sotto l’influsso degli spiriti del Cielo attraverso l’obbedienza e l’umiltà dinanzi all’onnipotente Creatore, la vita di costoro è solamente una vita materiale e viene mantenuta dagli spiriti della materia che entrano in lui attraverso il cibo e le bevande. Un tale uomo, poiché in questo modo diventa nuovamente materia, con i suoi sensi materiali può vedere, sentire e percepire soltanto la materia, da cui egli è [costituito] in carne ed ossa.
11. Del tutto diverso invece è con l’uomo spirituale umile e obbediente. Costui non vede solo la materia, bensì egli vede nella materia il primordiale essere vivente [spirituale] a lui affine, che insegna ad agire e da cui viene a sapere, attraverso un modesto colloquio con un tale spirito, le più profonde informazioni su molte specie della materia più grossolana, qui e là intera, qui e là distrutta, come anche spesso in apparenza interamente sciolta. Ma egli potrebbe mettersi in eloquente comunione non solo con uno spirito, bensì con molti spiriti per ogni regno del visibile, tanto della Natura vivente quanto dell’apparentemente vivente e come anche di quella apparentemente morta del tutto, con i quali egli può intavolare un discorso istruttivo.
12. Vedete, se voi osservate il mio specchio, vi accorgerete di alcuni movimenti della mia superficie: uno ordinato, regolare, circolare che viene causato dal mio interiore, ed un altro, disordinato, irregolare, informe, causato da circostanze esteriori che disturbano il mio specchio.
13. Vedete, il primo movimento sarebbe per voi, se foste nella vita dello spirito, non soltanto un movimento causato da grossolane circostanze materiali, ma scoprireste con grande chiarezza una scrittura del tutto meravigliosa, ben leggibile, scritta dall’onnipotente Dito di Dio. Sennonché, dato che non il laghetto e la sorgente Andritz ne siete capaci, voglio farvi conoscere, per concludere brevemente, qualcosa di questo A B C spirituale e del suo profondo significato.
14. Questo movimento circolare nasce da una bollicina materiale-spirituale che sale dal mio interiore, attraverso la quale (non meravigliatevi di ciò che vi annuncerò) un essere spirituale reso più mansueto viene liberato dalla pressione troppo forte della materia morta; da questo, anche voi potete cogliere il seguente insegnamento, in rispondenza spirituale, che anche il vostro spirito per primo è stato liberato in modo simile dalla materia, e che esso, altrettanto in voi − dove è ugualmente ancora legato alla materia − percorrerà la stessa via dall’interiorità del vostro essere fino alla vostra esteriorità, e qui esso si deve manifestare pure in un tale ordinato effetto circolare, affine a Dio, per mettere tutto il vostro essere, che in sé e per sé è materiale, in un ben ordinato movimento, come accade alla mia superficie liscia come uno specchio. La mia posizione però vi sia anche un’immagine corrispondente del fatto che questa vita divina dello spirito diventa tanto più bella quanto più vi siete ritirati dal cattivo mondo che vi si precipita addosso dall’esterno.
15. Questo poco che qui avete appreso, è tutto ciò che io posso e devo comunicarvi di me e da me per ora. Tuttavia, se percepirete dal vostro spirito sulla vostra superficie simili movimenti vitali, come li vedete sulla mia superficie liscia come uno specchio, allora ritornate ed imparate a conoscere più profondamente alla mia piccola e bassa sponda le meraviglie del divino Amore e della divina Potenza! Amen.
(Dal libro DONI DEL CIELO, vol.1, cap.84)
23. Vedete, questa considerazione preliminare è necessaria per comprendere la successiva. Voi ultimamente siete andati su fino ad una sorgente che chiamate la “fonte dell’Andritz”. Ora si domanda: “Che cosa avete visto là?”. Ecco, voi avete visto uscire tranquillamente fuori dalla terra un’acqua davvero pura. Ed anche se non avete effettivamente notato dei fori considerevoli nel suolo dai quali esce l’acqua, sgorgando in superficie dall’interno della Terra, avete comunque dovuto pensare che questa filtri assai lievemente attraverso la sabbia ed altri sassi sbriciolati. Inoltre avete visto crescere assai spesso una particolare erbetta verde sotto l’acqua. Avete inoltre visto sassi e pesci, come ogni genere di altri oggetti a voi noti. Comunque tutto questo lo vogliamo per questa volta lasciar perdere, perché in primo luogo avete già ricevuto l’essenzialenaturale di questa sorgente, attraverso la Mia Autorizzazione, già dalla sorgente stessa, e in secondo luogo si parlerà dettagliatamente dell’acqua, come degli altri oggetti naturali, senz’altro al momento giusto.
24. Ma per quanto riguarda la speciale utilità di questa sorgente [Andtritz], allora Io vi comunico che, se questa sorgente venisse trasformata in una decorosa stazione termale, essa avrebbe quasi la proprietà che aveva una volta la nota piscina presso Gerusalemme, e qui verrebbero guarite molte persone inferme e gottose (artrite). Certo esistono molte sorgenti, ma non a tutte è assegnato stabilmente uno spirito angelico protettivo. Ma a questa sorgente − come già sapete − è stato dato un simile spirito. E perciò in essa dimora anche una speciale forza guaritrice! Questa è dunque l’utilità naturale di questa sorgente!
25. L’utilità spirituale è però che ognuno deve uscire da sé nello stesso modo quieto attraverso piccoli sbocchi, così non intorbiderà la vita in sé attraverso una folle violenza, e la Luce della Grazia lo potrà illuminare fino nel più intimo fondamento e la sua intera vita sarà colma di vive speranze, come il fondo di questa sorgente è ricoperto con delle belle erbette verde chiaro. E così anche le sue umili conoscenze, simili ai vispi pesciolini, si muoveranno liberamente in ogni direzione, in questa sorgente, nell’acqua chiara della sua vita. Ed il fragile canneto si presenterà solo nella sua esteriorità, ma la profondità della sua vita sarà libera di accogliere sempre i raggi della Grazia fino al più intimo fondamento.
26. Ma anche l’intero corso di questa sorgente deve mostrarvi che, se l’uomo impiega troppo le sue forze per il pane quotidiano, anche l’acqua della sua vita verrà con questo resa torbida sempre di più. Avrete anche notato che qui l’acqua, estremamente pura, non è poi così tanto pura dopo aver messo in movimento, nel corso di una breve mezz’ora, parecchi mulini. Voi certo direte: “Non è dunque giusto se si impiegano utilmente le sue forze? Oppure, non è giusto che presso questo ruscello siano costruiti parecchi mulini?”. Oh, contro a questo non ho davvero nulla da obiettare, fino ad alcuni pochi mulini nei quali non viene prodotta farina bianca, bensì una farina nera del diavolo. Io con ciò non voglio dire che non dovete impiegare le vostre forze per il bene temporale, ma voglio solo dire che dovete applicarle giustamente secondo la Mia Volontà.
27. Poiché come alla sorgente è stata assegnata già in se stessa la sua utilità, così è stata anche assegnata ad ogni uomo, se soltanto vuole riconoscerla ed agire di conseguenza. Ma impiegare delle forze concesse per cose superflue e perfino per cose cattive, vedete, questo è ciò che alla fine rende torbida l’acqua della vita.
28. Per questo anche voi non dovete erigere presso il ruscelletto della vostra vita troppi “mulini”, meno di tutti “mulini di polvere”, così il ruscelletto rimarrà sempre così chiaro come lo era dall’origine. E quando poi si unificherà con il fiume della Vita eterna, allora sarà limpido e puro come il fiume stesso e si unirà con quest’ultimo affluendo al mare della Grazia della Mia propria, eterna, limpidissima Vita. Amen. Questo dico Io, il vostro Padre, a voi per un piccolo ben ordinato insegnamento! Amen.
(Dal libro IL GRANDE VANGELO DI GIOVANNI, vol.4, cap.49)
4. Io ho appena finito di dare queste istruzioni a Zinca, che già Zorel ricomincia a parlare, e dice: «Ecco, io ho pianto sulla mia grande miseria! Dalle mie lacrime si è formata una piscina come quella di Siloe in Gerusalemme, ed io sto bagnandomi ora in questa piscina, ed ecco, la sua acqua guarisce le numerose ferite, le ulcerazioni e i bubboni sul corpo della mia anima! Oh, sì! Questo è un vero bagno salutare! Io certo scorgo tuttora le cicatrici, ma le ferite, i bubboni e le ulcerazioni sono spariti dal corpo della mia anima così tanto meschina. Ma come è stato possibile che dalle mie lacrime si sia formata visibilmente un’intera piscina?
(Dal libro IL GRANDE VANGELO DI GIOVANNI, vol.7, cap.186)
7. Dopo aver così ammonito i discepoli, Mi chinai a terra, presi un po' di fango, vi sputai su e ne feci una poltiglia che poi distesi sugli occhi del cieco (v.6).
8. Fatto ciò, Io dissi al cieco: «Ora va’ alla piscina di Siloe (cioè lo mandai là ed egli fu condotto dalla sua guida), e lavati!» (v.7)
9. Egli dunque vi andò e ritornò che ci vedeva. [...]
14. E coloro che lo circondavano gli chiesero: «Come ti sono stati aperti gli occhi?» (v.10)
15. Ed egli rispose: «L'uomo che in seguito mi ha detto di chiamarsi Gesù (Intercessore, Salvatore), prese del loto, e dopo averlo manipolato mi impiastricciò con questo gli occhi e mi disse di andare alla piscina di Siloe e di lavarmi gli occhi. Io anche andai là, feci come mi era stato detto e recuperai la vista» (v.11)


