Jakob Lorber

















  


















Il monte Koralpe e le pietre del pianeta distrutto

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Il monte Koralpe e le pietre del pianeta distrutto

Messaggiodi gmc72 il 22/01/2009, 20:18

(da libro DONI DEL CIELO, vol.1, cap.62)
IL MONTE AUSTRIACO "CHORALPE"

Jakob Lorber, Andrea e Anselmo Hüttenbrenner salirono il 9 settembre 1840 sul monte Choralpe, di cui fa parte lo Speikkogel, al confine tra la Stiria e la Carinzia. Il 13 settembre 1840 il Signore parlò di questo viaggio in montagna tramite la bocca del Suo servo J.L. come segue.
Scrivente: K. G. L. – S. – D. – Andr. e Ans. H.


1. Il viaggio, già da lungo tempo pianificato sulla cosiddetta Choralpe un po’ lontana da qui, ora è stato da voi compiuto. Durante questo viaggio vi siete imbattuti in alcuni dubbi osservando attentamente questa altura montuosa, e specialmente per il seguente motivo:
2. Voi avete cioè visto che la roccia principale, dalla base fino alla massima vetta di questo monte, è uniformemente costituita, quasi di continuo, da una formazione a lastre; queste lastre nella loro posizione, tuttavia, non hanno sempre l’unico e stesso orientamento. Infatti vi sarete accorti che qui un simile orientamento delle lastre si innalza una volta verso est, poi di nuovo verso ovest, e nuovamente le lastre si introducono verticalmente nella terra. Anzi avrete visto che perfino diverse di tali lastre, talvolta singolarmente, talvolta a gruppi, giacciono qui e là sulla superficie del monte. E così avete anche visto − sia nella casa contadina a voi ben nota che anche sulla parte posteriore dell’alpe stessa – dei blocchi molti grandi giacere liberamente sulla superficie, i quali erano del tutto scoperti verso ovest e soltanto verso est qua e là erano coperti da un po’ di terra.
3. E non appena siete arrivati nelle vicinanze del cosiddetto “Speikkogel” vero e proprio ed avete rivolto stupiti i vostri sguardi sui suoi spogli lastroni rocciosi, non avete nuovamente scoperto nient’altro che simili rocce a forma di lastre. E così anche la sua vetta più alta era cosparsa di rocce simili.
4. Ora vedete, tutto questo lo avete più o meno scorto ed avete anche fatto sorgere in voi diverse supposizioni riguardo a questo. Sennonché Io dico che con queste supposizioni non vi siete avvicinati per nulla alla verità. Perciò è dapprima necessario mostrarvi la causa di tali formazioni e soltanto dopo parlarvi di quella roccia che 6000 anni fa apparteneva ad un altro mondo.
5. La formazione di quest’alpe e il modo in cui la stessa è sorta furono i seguenti: Come vi è già stato comunicato una volta, non soltanto questa regione, bensì l’intero territorio dell’Europa era sepolto sotto i flutti del mare, così anche questo luogo, dove già da molte migliaia di anni si trova quest’alpe, era nient’altro che un fondo piano, qua e là un po’ irregolare a causa dei sottogradini del mare.
6. Osservando le lastre (rocce appiattite) avrete notato che esse consistono di nient’altro che di mica sabbiosa legata con la calce. La formazione di questo scisto(Roccia scistosa, che ha una struttura nella quale gli elementi della roccia sono distribuiti in piani paralleli o quasi. [N.d.R.]) non è avvenuta in nessun altro modo se non attraverso il deposito di uno strato di sabbia sull’altro, e questo precisamente in occasione dei cosiddetti uragani equinoziali periodici. Sullo strato di sabbia si formava poi, nella quiete dell’acqua, una (specie) di rivestimento limaccioso, sul quale si depositava di nuovo, in un successivo uragano equinoziale, un altro strato sabbioso, e questo procedette continuamente in questo modo per lungo tempo, finché alla fine si sono trovate più di 26.000 di tali lastre sovrapposte l’una sull’altra.
7. Voi forse vi chiederete da dove i flutti possono aver preso continuamente la sabbia, poiché sempre uno strato sull’altro venne per così dire corazzato dal limo calcareo sopra menzionato, dalla quale corazza i flutti non riuscivano naturalmente a staccare molti granellini di sabbia.
8. Vedete, qui Io vi dico che la Terra è disposta in modo che, in primo luogo, quasi dal punto centrale del corpo terrestre sale in superficie una innumerevole quantità di svariate sorgenti e arterie in tutte le direzioni. Voi però non dovete pensare che attraverso queste sorgenti e arterie affluisca pura acqua, bensì qui ci sono principalmente delle sorgenti di fuoco, attraverso le quali un fuoco sotterraneo di natura elettrica affluisce incessantemente in tutte le direzioni, e principalmente verso i poli della Terra. Poi ci sono delle sorgenti minerali attraverso le quali sgorgano su metalli e minerali allo stato fluido. Inoltre ci sono delle sorgenti untuose, attraverso le quali affluisce in tutte le direzioni il cosiddetto petrolio. Ci sono inoltre principalmente moltissime sorgenti di zolfo, poi sorgenti di bitume e simili, oltre alle sorgenti d’acqua di tutte le specie immaginabili e in quantità innumerevole.
9. Vedete, quando queste sorgenti raggiungono la superficie della Terra, spinte dalla potenza interiore degli spiriti e del fuoco che sta a loro comando, allora anch’esse diventano sempre più solide, vale a dire quando hanno interamente raggiunto la superficie della crosta terrestre e passano nella massa del mare. Che sia così, ve lo potrebbe dimostrare attivamente nei fatti ogni separatore della materia, oppure ciascun chimico, come lo chiamate voi.
10. Ebbene vedete, in questo modo dunque si spiega questo incremento della sabbia ed ogni genere di altri conglomerati minerali. Ed ora sapete e conoscete anche i magazzini dello scisto micaceo nominato in precedenza e della sabbia granulosa, come anche della calce che unisce il tutto.
11. Ora ci si domanda: “Poiché adesso vediamo formata in questo modo una crosta di lastre spessa più di duemila klafter (3800 m), come è dunque sorta quest’alpe con tutte le sue ramificazioni collaterali?”
12. Ascoltate, parecchie migliaia di anni fa (un numero definitivo qui non è necessario precisare per il motivo che il processo formativo di un’alpe simile in sé e per sé va avanti già da parecchie migliaia di anni) venne da Me posata ad oltre sedicimila klafter (30,5 km) di profondità sotto la superficie terrestre, una piccola Scintilla del Mio Amore misericordioso, e questa, per Mia Volontà, sollevò con vigore questa crosta in alto, facendo saltare la roccia da tutte le parti, proprio così come se voi foste sotto una coperta e la alzaste in alto con il dito sopra il vostro corpo. E precisamente questa crosta di lastre venne sollevata da est verso ovest e rimase ferma lì in un orientamento orizzontale, poiché essa nello stesso tempo venne sostenuta da altre masse spinte dall’interno della Terra.
13. Questa lastra spinta in tal modo in alto aveva quasi la forma di un fungo terrestre molto grande e crebbe mediante la forza motrice del fuoco, per così dire, costantemente sempre più in alto, al di sopra del livello del mare, e alla fine formò una considerevole isola sulla sua superficie. E come accadde a questa lastra principale, così vennero spinte orizzontalmente in alto anche parecchie piccole lastre, che tuttavia non erano tutte alte allo stesso modo, e formavano in tale maniera una grandiosa foresta di funghi terrestri. Alla fine però i pilastri che sostenevano simili massicce lastre vennero erosi e logorati dai flutti. Per questo accadde poi che una simile lastra perse l’equilibrio, si rovesciò e si appoggiò sul suo pilastro. In questo modo una tale lastra prese un orientamento obliquo, come avete osservato la piattaforma sul cosiddetto Speikkogel stesso. Ed allora occorsero poi, per la formazione di questa “Choralpe”, ben parecchie centinaia di lastre grandi e piccole, le quali hanno subìto necessariamente il medesimo destino. Soltanto di alcune poche ci sono qui ancora tracce, ma di lastre intere non ce n’è più nessuna.
14. Se ora voi aveste dato uno sguardo al cosiddetto “Kumpfkogel”, avreste scoperto ancora una lastra in posizione orizzontale, che tuttavia è già molto erosa dal tempo, consumata e sbriciolata da tutte le parti. Ripetutamente però voi avete visto lassù ancora un tale masso orientato verso ovest, sul quale avreste potuto giungere facilmente da levante. Tuttavia verso ovest appariva come spezzato (come è infatti il caso). Perché specialmente nei posti dove avete visto tali lastre sporgenti, esse sporgevano, mille anni fa e a forma simile ad un semi tetto, a cento, cinquanta, trenta e dieci klafter (190, 95, 57 e 10 m ) sopra gli altri strati montuosi. Ma a causa di terremoti, giganteschi uragani e potenti fulmini vennero spezzate e caddero sul lato occidentale; questo voi lo potete facilmente rilevare dal fatto che quelle masse rocciose, che si trovano sul versante occidentale, mostrano una disposizione delle lastre completamente opposta.
15. Per quanto riguarda il soffice (le parti molli) di tali alpi, non è altro che il prodotto alluvionale, in parte di sabbia, in parte però anche di lastre sbriciolate, che erano più recenti e perciò anche più molli, perché provenivano dalle ultime formazioni.
16. Vedete, un’alpe simile non è effettivamente di origine vulcanica, ma è stata sollevata da un fuoco sotterraneo nella maniera che è già stata resa nota.
17. Ebbene vedete, questo è dunque il modo in cui è sorta e si è formata quest’alpe! Qui e là avrete visto sparse disordinatamente pietre bianche, di cui alcune sono anche più marroni e grigie, ed alcune perfettamente bianche come la neve. Queste pietre non sono sorte su questo fondo e territorio, né sono cadute sull’alpe, bensì sono sorte nel mare, ad eccezione di quelle completamente bianche. Vale a dire, nell’ultimo periodo, quando venne iniziata da Me la formazione di quest’alpe, con il sollevamento di queste lastre vennero sollevate anche queste pietre. E precisamente quelle che sono cadute lì specialmente all’epoca di Adamo durante una generale rivoluzione (della Natura) e che hanno un aspetto piuttosto brunastro, ed infine quelle che, con la successiva distruzione di un grande pianeta che si trovava tra Marte e Giove, vennero scagliate sull’alpe già formata, e precisamente per il motivo che all’epoca della distruzione di questo pianeta, la Terra si trovava sotto di esso proprio su una traiettoria verso il Sole. Questo accadde, secondo il vostro calcolo del tempo, cinquecento anni e qualcosa di più prima di Abramo. Da qui provengono questi blocchi completamente bianchi che avete visto giacere qua e là appunto sulla superficie di quest’alpe.
18. Certamente voi domanderete: “Perché Io ho distrutto un simile corpo celeste?”. Vedete, veramente non l’ho proprio distrutto, bensì l’ho diviso in quattro mondi più piccoli a causa di una grande discordia sorta tra gli abitanti dello stesso. E vedete, come da voi l’oro, l’argento e i diamanti, così su questo pianeta queste pietre bianche erano vere pietre dello scandalo. Perché per una pietra simile, che voi avete visto giacere inutilmente lì, questi abitanti si sono strozzati a migliaia e migliaia e si sono suddivisi in quattro rami principali, i quali, nel modo più ostinato, si perseguitavano reciprocamente a causa di queste. E questo perché tra di loro si immaginavano che chi non possedeva una pietra simile, non poteva essere intelligente e poteva essere soltanto un animale ignorante. Perciò i più potenti raccolsero queste pietre in massa, anzi a montagne, e non lasciavano nulla di ciò ai più deboli, per poterli poi tiranneggiare tanto più facilmente. E così questa truffa ed avidità di possesso giunse così lontano che i possessori di tali pietre si
consideravano dèi e si imponevano come tali al resto del popolo.
19. Tra tali “dèi” però uno voleva essere al di sopra dell’altro. Perciò ognuno scavava, per quanto fosse possibile, nelle viscere di questo corpo celeste, per fare del suo mucchio di pietre il più grande possibile e dimostrare con ciò la sua divinità. Cosa successe poi? Tali dèi maltrattarono il popolo nel modo più crudele e lo costrinsero a scavare giorno e notte nelle viscere di questo pianeta. Altri dèi si radunarono in grandi bande per diminuire con la violenza ad un’altro “dio” il suo cumulo di pietre. E così andò avanti, finché questi “dèi”, di cui ne esistevano a centinaia, si ridussero reciprocamente fino a quattro. Ora questi quattro fecero raccogliere dai loro popoli tali pietre da tutte le regioni del pianeta ed eressero addirittura delle montagne molto ampie con le stesse.
20. Con tale coltura delle pietre le altre colture del paese passarono in seconda linea ed i popoli, insieme ai loro dèi, furono a due passi dal morire di fame. Allora questi quattro dèi emanarono proprio una bella legge: vale a dire, i popoli di un dio potevano catturare i popoli dell’altro dio e mangiarli, come voi fate con la selvaggina! Vedete, questo fu il momento in cui questi dèi si permisero troppo. Ad un tale calcolo Io dovetti poi certo anche tracciare una potente linea.
21. Un Mio cenno, ed un angelo frantumò l’intero corpo celeste in quattro parti e formò così quattro corpi celesti separati più piccoli. Tutte queste pietre però vennero scagliate fuori in una sola volta nel vasto spazio cosmico, alcune di esse poi, secondo la Mia segreta Volontà, caddero sulla Terra, alcune sulla Luna, molte sul Sole. La maggior parte tuttavia sta ancora cadendo fino all’epoca attuale nello spazio infinito. Vedete, questa è, in breve, la ben fondata causa della caduta di tali pietre in quantità maggiore e minore sul vostro corpo terrestre, con le quali si è formata qui e là un’intera catena montuosa sulla Terra.
22. Io vi ho anche menzionato una volta che voi potreste trovare su una simile pietra ancora delle piccole “dimore” molto rovinate ed erose. Soltanto che questo non è da prendere così alla lettera, ma soltanto come rispondenza. Ed allora qui “dimora” indica una scritta, simile ai geroglifici dell’Egitto, la quale scritta difficilmente qualcuno sulla Terra, all’infuori di Me, potrebbe leggere, se non per Mia Grazia.
23. Tuttavia, là dove si trova una pietra simile, che è munita con alcuni di questi segni, voi non siete arrivati, poiché questa si trova quasi ad un’ora di cammino a nord-ovest dal cosiddetto “Kumpfkogel”. Soltanto che avevate troppa paura del vento e della pioggia, ed il vostro intelletto era più occupato [di altre cose] che dell’amore per Me. Voi eravate anche troppo impensieriti per lo stomaco; perciò Io non ho potuto condirvi dappertutto dove avrei voluto, poiché Io non sono ancora Signore della vostra volontà! Ho voluto mostrarvi con grandi caratteri leggibili, mediante la foschia del mattino e il sereno del ponente, che il vostro amore era debole e offuscato, ma che tanto più grande però era la vostra voglia di mangiare. Perciò vi feci anche dire di tanto in tanto, mediante una fredda corrente d’aria, quali sono le condizioni del vostro amore. Alla fine, quando già stavate correndo a casa, vi ho lasciato perfino sentire, attraverso una piccola pioggia di ghiaccioli, certamente tangibile, che Io non ero completamente contento del vostro viaggio d’affari, poiché, vedete, come avrei potuto esserlo? Voi siete andati lì solamente per mangiare e bere moltissimo! Ma ciò che era il Mio affare, voi lo avete preso alla leggera. Avete anche rivolto i vostri occhi alle grandi distanze, ma di ciò che stava dinanzi ai vostri occhi non ve ne siete occupati poi così tanto.
24. Vedete, per questo motivo Io non vi ho rivelato le due più grandi particolarità, vale a dire quella della pietra menzionata prima e quella del suono delle sfere sotto il cosiddetto “Speikkogel”; di questo suono Io vi comunicherò soltanto in seguito qualcosa di ulteriore, per voi ancora incomprensibile, quando l’uno o l’altro di voi correggerà, per amore per Me, l’errore menzionato con una nuova visita in questa zona.
25. Poiché vedete, questo non è comprensibile fino in fondo, se uno dapprima non ha rivolto un acuto sguardo alla materia e non ha osservato la stessa proprio nelle sue differenti forme. Poiché per costui − particolarmente quando non è ancora completamente risvegliato nello spirito − una più accurata spiegazione sarebbe come se si desse a qualcuno il senso celeste di una parola, mentre non ha ancora mai visto la parola nel senso letterale.
26. Vedete, la Natura, ovvero, il mondo è in sé e per sé un grande libro, scritto interamente dalla Profondità della Mia Sapienza e del Mio Amore! Chi vuole afferrare questo nel modo giusto, costui deve trovare diletto, per amore per Me, a sfogliare qualche volta questo libro, certamente però soltanto nella misura in cui Io lo consiglio per Amore. Poiché solamente Io conosco la giusta méta e misura e so che cosa ognuno può sopportare ed anche quanto è necessario per risvegliarlo.
27. Chi una volta è risvegliato spiritualmente, costui in verità non ha più bisogno di viaggiare, ma chi è ancora sonnolento nel suo amore, per costui Io conosco i mezzi migliori che lo preserveranno dal sonno eterno, purché egli li afferri per amore e volonterosa ubbidienza verso le Mie Disposizioni e le applichi in sé.
28. Anche se spesso giungono piccole prove, ognuno deve superarle
coraggiosamente avendo una salda fiducia in Me. Poiché quando egli meno se l’aspetta, il sole irromperà riscaldando e vivificando proprio là dove le nuvole erano più fitte. Anche questo Io ve l’ho indicato ripetute volte simbolicamente. Sennonché dove il cuore non comprende ancora, simili accenni passano di certo senza che si sia ottenuto nulla.
29. Questo ve lo dico affinché in futuro siate colmi di amore e di fiducia, poiché tutto quello che accade nel mondo esteriore, accade assolutamente ed unicamente tramite la Mia Volontà. Io però sono un Dio assennato, e perciò non cade nemmeno un venticello sulle teste dei fiorellini senza un grande, profondo senso della Mia infinita Sapienza. Ed ogni nuvoletta, ogni goccia, che cade dal cielo, come anche ogni sassolino che rotola giù da uno scosceso pendio montano, tutte queste cose sono grandi lettere piene di contenuto della Mia onnimisericordiosa Scrittura di Grazia e Amore!
30. Vedete dunque, con questi occhi in futuro dovete osservare le cose che vi sono state su menzionate, e da ciò vedrete con grande chiarezza che Io sono ovunque tutto in tutto. Poiché voi vedrete la grande Azione della Mia Divinità, della Mia Potenza ed eterna Santità, ed oltre a ciò riconoscerete molto bene il Mio sconfinato Amore, Grazia e Sapienza. In questo modo voi raccoglierete, come le api, sul grande prato di fiori della natura il miele del Mio Amore e la cera della Mia Grazia per l’eterno nutrimento del vostro spirito, e riconoscerete sempre di più che Io sono sempre ed ovunque il vostro buono, santo Padre e voglio esserlo in eterno. Amen.
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